IL SISTEMA ‘ACTION’ – L’ASSEGNAZIONE DI UNA CASA OKKUPATA IN CAMBIO DI TESSERE, VOTI, MILITANZA AL MOVIMENTO - ‘TI DEVI FARE UN CULO COSÌ PERÒ ALMENO DOPO C’HAI UN TETTO SOPRA LA TESTA’

Vincenzo Bisbiglia per "il Tempo"

L'assegnazione di una casa occupata abusivamente in cambio di tessere, voti, militanza politica, presenza alle manifestazioni e ai comizi del parlamentare amico. Con il miraggio un giorno, chissà, di poter contare su un canale preferenziale per ottenere un alloggio popolare regolare, «dopo una trattativa con le istituzioni». Certo, inizialmente «ti devi fare un cu.. così», ma una volta che hai ottenuto l'alloggio «stai abbastanza tranquillo»; e se non rispetti il regolamento, nel bene e nel male, «prima te menano e poi te cacciano».

È in questo modo che, contando sulla disperazione di migliaia di persone, italiane o meno, e approfittando dei costi insostenibili di affitti e mutui, i movimenti per il diritto alla casa di Roma costruiscono il loro consenso politico e «pagano» la militanza, gonfiando le loro fila e costruendo la clac di cui poi i partiti ufficiali, specialmente quelli di sinistra, finiscono per vantarsi attraverso i media.

Tutto ciò è emerso dal nostro viaggio nelle numerose occupazioni abitative di matrice politica sparse nella Capitale. A cavallo fra Natale e Capodanno abbiamo visitato i presidi occupati di movimenti come Action (sicuramente il più importante e "ammanicato" in città), Blocchi Precari Metropolitani e Resistenza Abitativa Metropolitana, alla ricerca, ovviamente fittizia, di informazioni su come ottenere un alloggio in una casa occupata.

Al contrario di quanto accade quando le occupazioni non sono politiche, bensì gestite da sacche di criminalità comune, nessuno ci ha chiesto affitti in nero, tuttavia c'erano sempre sportelli a cui rivolgersi, tessere da sottoscrivere (dai cinque ai 15 euro), un fondo cassa da rimpinguare sui dieci euro al mese e soprattutto «quando ti chiamano devi andare ai picchettaggi o alle manifestazioni».

Come detto, la maggior parte delle occupazioni a Roma portano la sigla di Action, il movimento che vede come esponente di punta l'ex consigliere comunale di Sel, Andrea Alzetta. Al momento, lo «sportello» dove vengono compilate le liste d'attesa si trova all'Esquilino, in via Santa Croce in Gerusalemme, dove durante l'ultimo Tsunami Tour il movimento ha occupato un enorme edificio al civico 59.

Una delle sedi storiche però è in viale Castrense. Qui ci accoglie una ragazza, che inizia a spiegarci come funziona: «Per la casa? Ti devi fare un culo della Madonna, però almeno dopo c'hai un tetto sopra la testa. È un movimento politico, quindi devi un po' seguire tutta una serie di cose, picchetti, manifestazioni. E se ti interessa è anche meglio, così partecipi con un'altra testa». Già perché, «alla maggior parte delle persone serve solo casa quindi non è che partecipa con voglia, ma d'altronde sennò non avresti un tetto sopra la testa».

E siccome è un movimento politico, «ci sono un po' di robe da fare, entri, occupi il palazzo che sicuramente dovrai rimettere a posto insieme a delle squadre di lavoro». Poi, a lungo termine, «sicuramente facciamo un processo per avere delle case popolari in maniera legale, iniziamo ad aprire delle trattative con il Comune e con la Regione».

Il discorso fatto dalla militante di Action ci viene confermato e integrato da un occupante di via Antonio Tempesta 262, a Tor Pignattara, sui 50 anni probabilmente mediorientale: «C'è una tessera di 10-15 euro da fare, poi un fondo cassa di 10 euro per fare qualche lavoro. I tempi? A tua fortuna: o subito, o dopo un mese, dipende». E sulla militanza non si scappa: «È normale, diventa una comunità, una cosa politica».

Molto interessanti i consigli che ci ha rivolto un operaio romeno, sui 35 anni, abusivo a via Pietro Marchisio a Cinecittà, che aveva preso molto a cuore la nostra situazione: «Se occupano una palazzina chiamano te e altre persone, dipende dalla lista e dalla zona, e se la sgomberano ti mandano subito da un'altra parte, non ti fanno stare in mezzo a una strada. Questo per sette euro al mese si può fare.

L'importante è che ti presenti alle manifestazioni, ai picchetti, ai comizi dei parlamentari e dei presidenti. Poi se ogni tanto devi andare a votare per loro oppure devi andare a perdere tempo alle manifestazioni, che ti frega: tanto qual è il problema? Però c'hai la casa. Poi loro si prendono il posto in Parlamento o in Comune e tu ti prendi la casa. Tanto i parlamentari i soldi se li prendono sempre». Tutto questo, senza neanche sapere quali sono i partiti o i deputati che vengono applauditi: «Non lo so, io faccio presenza, poi che mi frega».

Il «sistema Action» sta facendo scuola a Roma. Molto diffusi sono i presidi dei Blocchi Precari Metropolitani, il cui quartier generale si trova all'ex cinema Volturno. Una delle occupazioni più in vista è quella di viale del Policlinico, dove in mancanza dei responsabili ci accolgono marito e moglie nordafricani: «Noi paghiamo solo il fondo cassa - assicurano - E rispettiamo il regolamento. Se non rispetti le regole che ti danno e ti metti a fare cose criminali come subaffitti, prostituzione, traffico di droga, prima ti menano e poi ti cacciano. Però devi andare ai picchetti: su questo non transigono. Le regole ci sono per essere rispettate». E per la casa popolare? «Noi ci speriamo, preghiamo Dio. Si vedrà».

Mentre a viale delle Province la ragazza all'ingresso, anche lei nordafricana, ci confessa: «Se sei italiano è meglio, ti aiutano di più». Poi racconta: «Noi abbiamo aspettato anche un anno per ottenere questo alloggio. Ti può capitare un appartamento, oppure un ospedale o una scuola. Bisogna fare la tessera e spiegare la situazione ai responsabili. Si paga 15 euro e poi 5-10 euro ogni tanto.

Certo è una cosa lunga, ma comunque non è che ti lasciano in strada: magari ti danno un posto in qualche ospedale, per arrangiare, poi piano piano riesci a trovare l'alloggio». Quindi specifica: «Ringraziando a Dio noi qui non paghiamo acqua, non paghiamo luce, non paghiamo corrente. Queste cose non si pagano».

Andando in periferia, a San Basilio i movimenti si muovono in grande autonomia. I Bpm hanno occupato in via Tiburtina, angolo con via Tor Cervara, una palazzina appena costruita. «Ma lo sportello è in Carlo Tranfo, 36, alle case occupate - ci dice Sergio - vieni li, fai la scheda e poi ti si spiega come si fa».

Poche centinaia di metri più avanti sulla Tiburtina, verso il Gra, c'è un altro presidio, che questa volta porta la sigla Ram, Rete Abitativa Metropolitana. Il quartier generale però è in viale Giorgio Morandi, a due passi dal degrado dei palazzoni Ater e delle famiglie che vivono nei garage occupati. Anche qui «basta che vai allo sportello, fai la tessera e se ti accolgono ti iscrivono alla lista d'attesa».

 

 

CASE OCCUPATE CASE OCCUPATE CASE OCCUPATE CASE OCCUPATE

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...