pierpaolo sileri giuseppe conte roberto speranza

LA SPOON RIVER DEI CAMICI BIANCHI: IN 9 MESI MORTI 260 MEDICI - DOPO IL NUMERO PIÙ ALTO DI MORTI DI COVID (OLTRE 66MILA), L’ITALIA INANELLA UN ALTRO POCO INVIDIABILE RECORD IN EUROPA: QUELLO DEI DOTTORI VITTIME DEL VIRUS - RISUONANO COME SCHIAFFI LE PAROLE DEL VICEMINISTRO DELLA SALUTE, IL MEDICO PIERPAOLO SILERI CHE HA DENUNCIATO L'INEFFICIENZA E L'INCOMPETENZA DEL SUO MINISTERO, GUIDATO DA ROBERTO SPERANZA: “SCIATTERIA E PRESSAPOCHISMO GENERALIZZATI”

Lucia Esposito per “Libero quotidiano”

 

medici morti italia 11

Fino a ieri sera l' ultimo era Sergio Saccà, 66 anni, oculista al San Martino di Genova. Il 15 dicembre è morto Wilmer Boscolo, medico di base a Porto Tolle (Rovigo), il 12 il virus ha ucciso Giovanni Ferraro, anche lui medico di famiglia. Un elenco che non finisce più. Una spoon river cominciata l' 11 marzo quando il dottor Roberto Stella, presidente dei medici di Varese, fu stroncato dal Covid. «Siamo qui per combattere», furono le sue ultime parole.

 

Da allora sono morti 260 medici, uccisi da quel virus contro cui fino a pochi giorni prima avevano combattuto dall' altra parte del letto. Molti di loro erano già in pensione e avevano deciso di indossare nuovamente il camice bianco. Altri erano da mesi sul fronte dell' emergenza, in prima linea, all' inizio senza mascherine né guanti.

 

In Italia i medici continuano a morire come nei primi mesi dell' emergenza. E così Conte e compagni hanno inanellato un altro poco invidiabile record in Europa. Dopo il numero più alto di morti di Covid (oltre 66mila), anche quello dei medici vittime del virus: 260. In Francia sono 50 (di questi solo 5 lavoravano in ospedale). In Spagna sono 70 (a luglio erano 61, mentre noi eravamo già a quota 178), in Inghilterra 36 e in Germania solo 22.

 

medici morti covid 9

tra tv e anonimato I nostri medici li abbiamo acclamati come eroi per il tempo di un carosello sui balconi e poi li abbiamo dimenticati. Eppure, mentre ogni giorno in tv i soliti virologi discettano e si accapigliano per un minuto di celebrità, nei nostri ospedali migliaia di dottori in silenzio e molti per pochi soldi, mettono a rischio la propria vita per strappare alla morte quella dei malati.

 

Duecentosessanta è un numero impressionante che, senza interventi, è destinato a crescere ancora. Per questo il segretario generale del sindacato dei medici, Pina Onotri, ha scritto una lettera a Conte. «Qualcosa non ha funzionato nella prima ondata della pandemia, dove siamo stati colti tutti di sorpresa e continua a non funzionare oggi, nonostante avremmo dovuto essere più preparati.

 

La conclusione a cui si giunge è che si continua a lavorare non in sicurezza, considerando che abbiamo più vittime tra coloro che svolgono attività ordinaria piuttosto che tra quelli che lavorano nei reparti di malattie infettive. La metà delle vittime è rappresentata da medici di famiglia, guardie mediche o dottori del 118, quelli che l' informazione, anche istituzionale, etichetta come nullafacenti, recalcitranti dinanzi alla loro missione.

medici morti covid 6

 

Medici che rinunciano ai riposi, con reperibilità di sette giorni su sette per dodici ore al giorno. Non pretendiamo gratitudine o ringraziamenti, ma chiediamo tutele e il doveroso rispetto che uno Stato dovrebbe avere nei confronti dei suoi caduti, nei confronti di coloro che ogni giorno onorano il giuramento che hanno prestato, anche a costo della vita», conclude Onotri.

 

«In un manuale per la gestione del Covid che ci era arrivato da un' università cinese si diceva di lasciare i medici in turno per un massimo di quattro ore», spiega Giovanni Leoni, vicepresidente della Federazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

 

«Noi facciamo turni per almeno otto ore e ovviamente il rischio di contagio aumenta. Inoltre, paghiamo il blocco delle assunzioni. La carenza del personale medico trova le sue origini nei progressivi ed implacabili tagli del 1,4 % decisi dal governo Monti e sempre confermati dai governi successivi. Se noi facessimo un giro nei reparti di medicina, malattie infettive e pneumologie, troveremo gli stessi medici di prima, anzi meno, perché nel frattempo qualcuno è andato in pensione o perché alcuni si sono dimessi dall' ospedale pubblico, diventato meno attrattivo».

gli infermieri Accanto ai medici ci sono gli infermieri, anche loro celebrati e osannati la scorsa primavera e poi lasciati soli.

medici morti covid

 

Cinque si sono ammazzati, non hanno retto al peso del dolore, alle decine di persone che hanno visto morire senza fiato e senza carezze.

 

Cinquantasei sono stati uccisi dal Covid, altri 28mila sono stati contagiati mentre svolgevano il loro dovere. Anche loro sottoposti a turni massacranti, sottopagati e all' inizio della pandemia senza le protezioni adeguate.

 

sileri

Mandati al massacro. Risuonano come schiaffi le parole del viceministro della Salute, il medico chirurgo Pierpaolo Sileri che ha denunciato l' inefficienza e l' incompetenza del suo ministero. «Qui ci sono una sciatteria e un pressapochismo generalizzati, persone che hanno mandato a morire centinaia di medici e infermieri, ai quali nessuno ha mai fatto un corso o eseguire una esercitazione».

 

La pandemia è una guerra, medici e infermieri sono i nostri soldati. Da loro pretendiamo dedizione, sacrifici e coraggio. Chiediamo professionalità e umanità nell' ultimo sguardo ai malati che muoiono lontani dai loro affetti. In cambio diamo rischi e incertezze. È come se il nostro esercito venisse spedito su un fronte di guerra senza munizioni. I nostri medici resistono, ma ora domandano al governo tutele e garanzie.

 

medici covid

Speranza tace. E intanto il lugubre l' elenco dei medici caduti in missione continua ad allungarsi.

medici covid

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”