marcello de vito virginia raggi

TORNA DE VITO, TUTTO E’ PERDONATO – LA CASSAZIONE ANNULLA L’ORDINANZA DI ARRESTO DEL PRESIDENTE (SOSPESO) DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA, OGGI AI DOMICILIARI PER IL CASO DELLO STADIO A TOR DI VALLE - IL RIESAME (IL 10 SETTEMBRE) POTREBBE RIMETTERLO IN LIBERTA’. L’EFFETTO SAREBBE IL SUO RITORNO IN CAMPIDOGLIO. LUNEDÌ RIUNIONE DEI CONSIGLIERI M5s. E LA RAGGI? E’ IN FERIE...

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

marcello de vito

Gelo sul Campidoglio. E un problema politico di difficile risoluzione. La sentenza della Cassazione che annulla l’ordinanza di arresto nei confronti di Marcello De Vito ha creato subbuglio a Palazzo Senatorio. Il presidente dell’Assemblea capitolina, sospeso dalla prefettura di Roma dopo l’arresto del 20 marzo scorso nell’ambito di un filone d’inchiesta sullo stadio di Tor di Valle, ha ottenuto una sorta di riabilitazione da parte della Corte suprema, che ha smontato i presupposti su cui si fondano capi d’accusa messi in piedi dalla procura di Roma, rinviando i documenti al tribunale del Riesame, con udienza già convocata per il 10 settembre.

 

MARCELLO DE VITO E VIRGINIA RAGGI

E se in quella sede i magistrati non saranno in grado di produrre nuova documentazione, il giorno stesso De Vito potrebbe tornare in libertà. A quel punto, il consigliere M5s più votato del 2016 avrebbe pieno diritto, da subito, a riprendersi la poltrona più alta dell’Aula Giulio Cesare, oggi occupata dalla sua ex fedelissima Sara Seccia. “La scena di Marcello che torna in Campidoglio e caccia Sara dal suo ufficio, magari minacciando di avvalersi delle forze dell’ordine, è una specie di incubo“, azzarda un esponente della maggioranza che ha chiesto di restare anonimo.

 

MARCELLO DE VITO ROBERTA LOMBARDI

La vicenda sta creando imbarazzo. Virginia Raggi è in ferie e ufficialmente non è raggiungibile. Ma dai luogotenenti della sindaca è arrivato il diktat di non parlaredella vicenda, né di scrivere nulla sulle chat per evitare fughe di notizie. Se ne parlerà vis-a-vis. De Vito non è mai stato formalmente espulso dal M5s, nonostante le dichiarazioni di Luigi Di Maio a poche ore dall’arresto, visto che la sua posizione è ancora al vaglio dei probiviri.

 

Fra l’altro, quello stesso 20 marzo arrivò anche la presa di distanza della sindaca, con la quale da tempo non correva buon sangue. Soprattutto, il gruppo pentastellato in Campidoglio ha scelto di non procedere alla revoca, nonostante le pressioni di una parte dei consiglieri – quelli più vicini alla prima cittadina – Si è deciso di rinunciare al provvedimento sulla base di un parere del segretariato generale che escludeva l’arresto per corruzione fra le motivazioni che giustificano la sfiducia del presidente d’Aula. Il timore diffuso, in realtà, era che De Vito, una volta libero, potesse rivalersi civilmente sui singoli consiglieri.

ROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMI

 

Ecco che il contrasto potrebbe esplodere lunedì, quando i consiglieri si ritroveranno dopo la pausa estiva. “Se ne parlerà, perché è un tema vero“, rivela Paolo Ferrara a Ilfattoquotidiano.it. L’ex capogruppo, considerato dall’inizio fra i più vicini a Marcello De Vito e decaduto dal suo ruolo dopo l’avviso di garanza a suo carico sempre nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio – la procura ha chiesto l’archiviazione –

 

MARCELLO DE VITO

Il corto circuito, d’altronde, è dietro l’angolo. Il rischio è ritrovarsi un presidente d’Aula pieno di livore nei confronti della sindaca e dei colleghi pentastellati, formalmente ancora interno al M5s, che magari attuerà un certo ostracismo nei confronti della maggioranza. A maggior ragione se dovesse arrivare il provvedimento di espulsione da parte dei probiviri. Fonti vicine ai vertici pentastellati, infatti, ribadiscono che la decisione verrà presa sull’opportunità politica delle azioni di De Vito – che restano “censurabili” – e non sulla loro valenza penale.

 

marcello de vito virginia raggi

Non c’erano i presupposti per rimuoverlo – dice Ferrara – e questo lo ha ribadito il segretariato. Ad alcuni è sembrato giusto non sfiduciarlo, ad altri no“. In una sua lettera dal carcere, datata 24 aprile 2019, De Vito aveva detto di aver “provato provato rabbia e delusione per le parole di abbandono degli ‘amici'” e di considerare “le assenze dal 20 marzo 2019 contrarie e comunque non imputabili alla mia volontà”. “Non so a chi riconduce queste dichiarazioni”, afferma ancora Ferrara, che rivela di avergli scritto “in tempi non sospetti”, chiarendo anche che “se ritiene che qualcuno sia stato scorretto, queste sono valutazioni sue. 

RAGGI DE VITO

 

LUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGI

Certo un po’ di freddezza nei suoi confronti c’è stata, ma credo che neanche lui voglia ricadere nella polemica”. L’ex capogruppo, infine, non ritiene che un suo ritorno nello scranno più alto dell’assise possa rappresentare un problema: “Il presidente dell’Assemblea capitolina non è una persona che ricopre un ruolo politico, ma di garanzia per tutte le forze politiche. Dunque, non ci sono problemi sotto questo aspetto”. Altro discorso, “il suo ritorno in maggioranza: bisognerà valutarlo, anche con i vertici nazionali. Parleremo anche di questo“.

MARCELLO DE VITO virginia raggi marcello de vitoRAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIAde vitoMARCELLO DE VITO A REGINA COELIMARCELLO DE VITO A REGINA COELI

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…