ballo in maschera discoteche

TUTTI RIAPRONO MA LE DISCOTECHE MUOIONO: UNA SU TRE HA GIA' CHIUSO I BATTENTI - IL CTS TEMPOREGGIA E NON DA' INDICAZIONI, I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER LE ATTIVITA' CHIUSE DEVONO ANCORA ARRIVARE E CHI PAGA L'AFFITTO NELLE GRANDI CITTA' SPENDE ANCHE 300 MILA EURO L'ANNO - A QUESTO SI AGGIUNGE CHE LA CASSA INTEGRAZIONE SCADRA' A FINE OTTOBRE E...

Francesco Bisozzi e Francesco Malfetano per "il Messaggero"

 

Mascherine NELLE discoteche

IL CASO Per ultime le discoteche. Il leitmotiv riproposto già per tutta la primavera e l'estate 2021, rischia di riecheggiare nella Penisola anche per l'intero autunno. Nonostante la forte pressione del MiSE e le rassicurazioni rivolte dai vertici del governo a chi nei giorni scorsi chiedeva se le discoteche sarebbero rientrate nella partita per la ridefinizione delle capienze, il dossier non è infatti finito sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. E, a quanto si apprende, non sembra destinato a farlo a strettissimo giro.

 

DISCOTECHE COVID

Ovviamente a meno che non vada a segno il pressing sui tecnici in corso da parte di diversi ministeri, preoccupati che il settore finisca tagliato fuori dal decreto che dovrà recepire le indicazioni sulle capienze di cinema, teatri, stadi e sale da concerto atteso al massimo per la prossima settimana. Tecnici che pure si dicono disponibili a valutare la situazione, ma «con prudenza».

 

DISCOTECHE COVID

I timori principali riguardano gli impianti di aerazione, specie in inverno, e i controlli sui limiti alle capienze e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione. Si vorrebbe evitare in pratica che le nuove indicazioni siano specchietti per le allodole, cioè che siano impossibili da far rispettare. In tal senso, le perplessità del Cts sono già emerse dall'ultima riunione.

 

Non a caso per teatri, cinema e sale da concerto è stata ribadita la necessità di vigilare in maniera adeguata sul corretto utilizzo delle mascherine. Per gli stadi anche che il limite all'occupazione del 50 per cento prima, e del 75 per cento poi, dei posti a sedere disponibili non si trasformi - come già avvenuto - nella chiusura di metà impianto. Così infatti, spiegano, «le nostre indicazioni rischiano di essere inutili».

 

DISCOTECHE CHIUSE COVID

ALTA TENSIONE Un temporeggiamento che ha fatto salire altissima la tensione tra il ministero di Giorgetti e il Cts, dopo che lunedì il Comitato ha praticamente snobbato il quesito con cui il ministro invitava gli esperti a dare semaforo verde alla riapertura delle discoteche.

 

Giorgetti non l'avrebbe presa per niente bene e ora insiste sulla necessità di dare ossigeno a un comparto soffocato da uno stop lungo quasi 20 mesi. In ogni caso la questione resta appesa ed è ancora troppo presto per parlare di nuovi indennizzi da stanziare, questa la linea del dicastero.

 

discoteche covid 5

A fare da sponda anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa che ne ha ormai fatto una battaglia identitaria: «Credo che possano riaprire con Green pass e limitazioni della capienza» ha detto ieri, «i benefici si avrebbero anche per la sorta di screening dei ragazzi non vaccinati che entrerebbero con il tampone».

 

Intanto i contributi a fondo perduto per le attività chiuse previsti dal Sostegni bis (ci sono 140 milioni sul piatto) ancora devono atterrare sui conti degli aventi diritto, tra cui appunto i gestori di discoteche e sale da ballo. «Non ci è ancora arrivato nulla e un terzo delle imprese del settore ha già fallito, ma se a ottobre non ci faranno riaprire molte altre ancora chiuderanno», chiarisce Maurizio Pasca, il presidente di Silb-Fibe di Confcommercio.

 

discoteche covid 4

«Gli aiuti dello Stato non bastano, chi è in affitto paga nelle grandi città anche 300mila euro l'anno per la locazione del locale e molti di noi si rivolgono ai prestiti clandestini per andare avanti, è allarme usura».

 

LA CASSA INTEGRAZIONE Poi c'è il problema della cassa integrazione d'emergenza, che scade a fine ottobre e potrebbe essere rifinanziata ma non oltre il 31 dicembre. «A novembre i lavoratori del nostro comparto rischiano di rimanere senza tutele, anche per questo non comprendiamo perché il governo si ostina a tenerci chiusi», conclude il numero uno della Silb-Fipe. Il periodo di chiusura extralarge e i ristori non pervenuti hanno già spazzato via un locale notturno su tre, secondo l'associazione, mille sui tremila attivi prima del Covid.

 

discoteche covid 3

Ma per ripartire gli imprenditori del settore non chiedono soltanto di poter tornare ad accendere le luci che illuminano le piste da ballo, sfruttando Green pass e controlli accurati. Da tempo premono sul governo affinché approvi la riduzione al 4% dell'Iva applicata ai locali da ballo e l'abolizione dell'imposta sugli intrattenimenti. 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)