1- CHICCO MENTANA É RIUSCITO AD ASPETTARE LA FINE DEL TELEGIORNALE PER DARE LA NOTIZIA DELLE CONDANNE AL PROCESSO DI NAPOLI PER CALCIOPOLI: PECCATO ABBIA CITATO SOLO MOGGI (5 ANNI E 4 MESI), BERGAMO (3 ANNI E OTTO MESI) E PAIRETTO (UN ANNO E 4 MESI). SI É STRANAMENTE DIMENTICATO DEL SUO CELEBRE TESTIMONE DI NOZZE, TALE DELLA VALLE DIEGO, DI PROFESSIONE “INDIGNATOD’S”, CONDANNATO A UN ANNO E TRE MESI... 2- “È STATA UNA LEGNATA SPAVENTOSA”. ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E FRODE SPORTIVA. CALCIOPOLI NON ERA UN'INVENZIONE E LUCIANONE MOGGI, EX DG DELLA JUVE, EX GRANDE VECCHIO, EX TUTTO, SECONDO I TOGATI DI NAPOLI NE ERA A CAPO. QUANDO TUTTI, PESSIMISTI ED OTTIMISTI, SENZA ESCLUSIONE DELLE LE PARTI CIVILI SI ASPETTAVANO NIENTE PIÙ CHE UNA SENTENZA MITE, ECCO IL SORPRENDENTE RIBALTONE

1- DAGOREPORT/1
Chicco Mentana é riuscito ad aspettare la fine del telegiornale per dare la notizia delle condanne al processo di Napoli per Calciopoli: peccato abbia citato solo Moggi (5 anni e 4 mesi), Bergamo (3 anni e otto mesi) e Pairetto (un anno e 4 mesi). Si é stranamente dimenticato del suo celebre testimone di nozze, tale Della Valle Diego, di professione "indignatod's", condannato a un anno e tre mesi...

2- DAGOREPORT/2

Come sintetizza l'avvocato Gentile della Lazio: “E’ stata una legnata spaventosa”. Napoli, aula 216, Palazzo di Giustizia. Pareti verdi oliva, poliziotti, giornalisti, imputati e difensori. Qui si giudica il pallone dei piani alti. Quello che dominò un quinquennio fosco, pieno di scudetti incerti e tante, troppe telefonate. Quel sistema oggi forse non esiste più ma per ieri è stato punito, molto duramente. Associazione a delinquere e frode sportiva.

moggi gate

Calciopoli non era un'invenzione e Luciano Moggi, ex dg della Juve, ex grande vecchio, ex tutto, secondo i togati di Napoli ne era a capo. Quando tutti, pessimisti ed ottimisti, senza esclusione delle le parti civili si aspettavano niente più che una sentenza mite, ecco il sorprendente ribaltone.

Firmato Teresa Casoria, la giudice che non ama il calcio e (si diceva) non si struggesse neanche per l'impianto accusatorio firmato Narducci (il Pm trasmigrato nella giunta De Magistris) e Capuano. moggi gate5

Invece, sorpresa. Con Moggi (5 anni e quattro mesi), vengono condannati anche i suoi compagni. Quelli che secondo gli inquisitori facevano sistema. L'ex designatore Paolo Bergamo (3 anni e otto mesi) “Sentenza demenziale”, l'ex Vicepresidente della Figc, il toscano Innocenzo Mazzini e la coppia di moralizzatori Claudio Lotito e Diego Della Valle in coppia con il fratello Andrea. Per il terzetto che vorrebbe rifondare e per ora viene rifondato, un anno e tre mesi con l'aggiunta di 30.000 euro di multa. moggi vodafone

  Mentre Moggi scappa via: “Non ho voglia di parlare”, il figlio Alessandro sembra sotto choc e solo chi si è salvato (Fabiani, Scardina) muta la preoccupazione in sorriso, gli avvocati commentano a mezza voce: “E stata una botta”, “Non ce lo aspettavamo” si lamentano e promettono battaglia in vista di un appello lontano e comunque, allo stato, ininfluente.

La sentenza di Napoli rappresenta una grave sconfitta anche per il rinnovato revanchismo della Juventus di Agnelli jr. che sulle nuove intercettazioni studiate alacremente dal consulente della difesa Nicola Penta, aveva ridisegnato il passato, chiesto scudetti passati in giudicato, spinto sulle corde di un orgoglio ieri sopito e oggi messo a dura prova. A tarda sera, sono tutti al Bar di un albergone senz'anima che guarda il Palazzo di giustizia. Musica brasiliana, occhi tristi. Napoli, a volte, sa essere crudele. moggi juve a bari striscioni2006 rep

3- CALCIOPOLI: 5 ANNI E 4 MESI PER MOGGI. COLPEVOLI ANCHE LOTITO, I DELLA VALLE, BERGAMO E PAIRETTO
www.ilsole24.com

Luciano Moggi è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per il cosidetto processo Calciopoli. Il pm aveva chiesto 5 anni e 8 mesi per l'ex direttore generale della Juventus. Gli ex designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e otto mesi e un anno e 4 mesi; un anno e 11 mesi all'ex arbitro de Santis. Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli nell'ambito del processo penale di primo grado a Calciopoli.

Condannato a un anno e tre mesi anche il presidente della Lazio, Lotito, e Andrea e Diego Della Valle, della Fiorentina. Un anno di reclusione per l'ex dirigente del settore arbitri del Milan, Leonardo Meani. Per tutti era ipotizzato il reato di frode sportiva.

Calciopoli è il nome dell'inchiesta che ha sollevato il più ingombrante scandalo giudiziario degli ultimi anni sul mondo del calcio. L'indagine nasce nell'ottobre del 2004, avviata dalla procura di Napoli e affidata a due magistrati di punta dell'ufficio inquirente partenopeo, i pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci.

Nel maggio del 2006 l'inchiesta arriva a una prima decisiva svolta e si abbatte come un ciclone sugli ambienti del calcio che conta, travolgendo diverse società professionistiche e i loro dirigenti sportivi, designatori arbitrali e arbitri. I pm alzano il velo su una serie di combine e presunte irregolarità che avrebbero alterato i risultati e il regolare svolgimento di campionati anche di serie A.

Si arriva a ipotizzare l'esistenza di una vera e propria organizzazione attiva, come sostenuto dall'accusa, ancor prima dell'avvio delle indagini, verosimilmente a partire dal 1999 quando le designazioni vengono affidate a Bergamo e Pairetto.

Il sistema illecito ricostruito nell'inchiesta avrebbe mirato non solo ad alterare gare per favorire la propria squadra ma anche le partite di squadre terze, "una cosa mai registrata prima" come sottolineato dal pm nel corso della requisitoria. Nel 2007 l'inchiesta è a una nuova svolta e si scopre il giro di schede telefoniche estere che Luciano Moggi, ex dg della Juve e personaggio cardine nella ricostruzione investigativa, avrebbe acquistato e consegnato ad alcuni arbitri per conversazioni riservate.

È big Luciano una pedina cruciale per i pm che arrivano a ipotizzare un " sistema Moggi" duramente contestato dai difensori dell'ex dirigente sportivo durante il lungo dibattimento. Nel frattempo si mette in moto anche la giustizia sportiva: la Juve retrocede in B e perde lo scudetto dell'anno 2006-2007, Fiorentina, Lazio e Milan subiscono 30 punti di penalizzazione. Moggi viene radiato ma fa ricorso e si è in attesa della pronuncia dell'Alta Corte.

Il dibattimento, concluso con l'udienza di questa mattina, era iniziato nel gennaio 2009 ed è durato centinaia di udienze nel corso delle quali non sono mancati colpi di scena e cambio di protagonisti. A rappresentare la pubblica accusa, ad esempio, non sono più i pm Beatrice, passato nel frattempo alla Dia, e Narducci, che ha abdicato per la politica e attualmente è assessore comunale.

Al loro posto c'è il pm Stefano Capuano che ha sostenuto la tesi accusatoria in questo scorcio finale del processo. Alla sbarra ventiquattro imputati, tredici dei quali dovevano rispondere di associazione a delinquere, gli altri di frode sportiva. Tra questi spiccano i nomi di Moggi, dei fratelli Diego e Andrea della Valle in quanto presidente e vice presidente della Fiorentina, gli ex designatori Bergamo e Pairetto, l'ex arbitro De Santis.

 

 

 

Diego Della Valle Clemente Mimum e Enrico Mentana - Copyright PizziMONTEZEMOLO DELLA VALLE MENTANA PNAERAI ROSSELLA tn moggi juve a bari striscioni2006 rep01ngzdllvll42 chicco mentana diego dellavalleClemente J. Mimum Diego Della Valle Enrico Mentana - Copyright PizziPier luigi Pairetto da corriere it GHEDDAFI MOGGI Moggi e i suoi avvocati in aula da corriere it Paolo Bergamo da corriere it Moggi e gli avvocati da corriere it Moggi arriva in tribunale da corriere it

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)