APPERÒ! ''FACEAPP UN'ARMA DI CONTROSPIONAGGIO RUSSO''. I DUBBI SOLLEVATI QUANDO L'APP CHE INVECCHIAVA E RINGIOVANIVA È DILAGATA TRA GLI UTENTI EUROPEI E AMERICANI SONO STATI CONFERMATI DALL'FBI, CHE HA INVIATO AL SENATORE STATUNITENSE CHUCK SCHUMER, MEMBRO DELLA COMMISSIONE INTELLIGENCE DEL SENATO. ''SUI SERVER DI SAN PIETROBURGO LE FOTO RIMANGONO POTENZIALMENTE PER SEMPRE''

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Chiara Rossi per www.startmag.it

 

CHUCK SCHUMER DONALD TRUMP CHUCK SCHUMER DONALD TRUMP

FaceApp remember? Il fenomeno della condivisione social dei selfie ritoccati (ringiovaniti o invecchiati) virale quest’estate è nato da FaceApp, l’applicazione di proprietà russa. Ieri l’Fbi ha inviato una lettera al senatore statunitense Chuck Schumer asserendo che considera le applicazioni mobili sviluppate in Russia, come la famosa FaceApp, “potenziali minacce di controspionaggio”.

 

L’APP RUSSA

Rilasciata a inizio 2017, FaceApp è un’applicazione mobile di proprietà russa che consente agli utenti di caricare foto di se stessi e vedere come potrebbero apparire in un’età diversa. Il suo amministratore delegato, Yaroslav Goncharov, era un dirigente di Yandex, ampiamente noto come “Google della Russia”.

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPP LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPP

 

Quando l’app ha raggiunto una impensata popolarità quest’estate (80 milioni di download), gli esperti hanno avvertito di potenziali problemi di privacy e sicurezza nazionale. Tanto che il senatore Chuck Schumer ha richiesto un’indagine da parte dell’Fbi e della Federal trade Commission.

 

LE PREOCCUPAZIONI DEGLI ESPERTI

L’uso che FaceApp fa di dati e foto, infatti, non è chiaro e i documenti ufficiali, sulla privacy e sulle condizioni d’uso, lasciano molti punti interrogativi. In particolare,  secondo Wired, “quando elaborate un selfie con Faceapp, questo passa dai server dell’azienda, la russa Wireless Lab OOO, sede a San Pietroburgo. E su questi server le foto restano archiviate per un tempo indefinito, potenzialmente per sempre”.

 

L’ALLARME DELL’FBI

Conclusa l’indagine, ieri è arrivata la risposta dell’Fbi: l’agenzia federale considera le applicazioni mobili sviluppate in Russia, inclusa FaceApp, “potenziali minacce di controspionaggio”.

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