giuseppe conte william barr durham

BARR A DRITTA! - CONTE SMENTITO DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: HA DETTO AL COPASIR DI NON AVER FORNITO PROVE AGLI AMERICANI, MA BARR IN TV DICE CHE ''IN ITALIA CI SONO INFORMAZIONI UTILI ALL'INDAGINE''. NON A CASO VECCHIONE HA CAMBIATO LA VERSIONE GOVERNATIVA E HA PARLATO DI ''SCAMBI INFORMATIVI'', CHE PUÒ VOLER DIRE MOLTE COSE - AL COPASIR FINISCE ANCHE IL GOLDEN POWER SU RETELIT, E LA CONSULENZA DEL (QUASI) PREMIER

 

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera

donald trump william barr

 

Il secondo «avvertimento» dagli Stati Uniti sul Russiagate arriva mentre il direttore del Dis Gennaro Vecchione risponde alle domande dei parlamentari del Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti. E smentisce ancora una volta la versione già fornita dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul ruolo del nostro Paese nel Russiagate. Non è l' unica grana per il premier. Ieri lo stesso comitato ha aperto formalmente anche il fascicolo sul possibile conflitto di interessi per il «caso Fiber». In entrambi i casi il nodo da sciogliere è lo stesso: sono state compiute attività che mettano a rischio la sicurezza nazionale?

 

Sul Russiagate la linea di Vecchione ricalca punto per punto quella del premier. La vicenda è nota: fu lui a incontrare per due volte il ministro Barr - con il via libera di Conte - che chiedeva notizie sull' attività degli agenti Fbi in Italia e su eventuali contatti con il professor Joseph Mifsud. L' amministrazione Trump è convinta che nel 2016 ci sia stato un complotto di alcuni servizi segreti europei per dimostrare che il futuro presidente americano tramava con i russi contro la rivale Hillary Clinton e per questo ha avviato un' indagine.

 

WILLIAM BARR

Di fronte al Copasir Vecchione non può smentire di aver disposto verifiche su quanto chiesto dal politico statunitense, ma assicura che nulla è stato consegnato agli Stati Uniti. Ricostruisce le riunioni come «normali incontri con gli alleati perché non potevamo rifiutare». E li definisce «semplici scambi informativi», cambiando comunque l' iniziale versione ufficiale che negava qualsiasi tipo di elementi consegnati.

 

Il tentativo di ridurre al minimo la portata dei contatti si scontra con quanto dichiarato in un' intervista alla Fox News, emittente vicina a Donald Trump, dal ministro della Giustizia William Barr, secondo il quale il procuratore John Durham, titolare della nuova inchiesta sui rapporti con la Russia durante la campagna elettorale del 2016, «è convinto che in Italia possano esserci informazioni utili all' indagine».

 

Quanto basta per mettere in imbarazzo il premier e i vertici dei Servizi visto che proprio Durham ha partecipato all' incontro che si è svolto il 27 settembre nella sede del Dis - il dipartimento delle informazioni per la sicurezza - insieme allo stesso Barr e ai direttori delle due agenzie di intelligence Luciano Carta e Mario Parente.

 

giuseppe conte gennaro vecchione 1

Dichiara ancora Barr: «Alcuni dei Paesi che Durham riteneva potessero avere alcune informazioni utili volevano discutere preliminarmente con me della portata dell' indagine, della sua natura, di come intendessi gestire informazioni confidenziali e via dicendo. Ho discusso queste questioni con quei Paesi e ho stabilito un canale attraverso il quale Durham potesse ottenere assistenza da loro». Il 17 giugno fu Barr a chiedere la collaborazione italiana con una lettera inviata a Conte attraverso l' ambasciatore negli Stati Uniti Armando Varricchio.

 

 Il fatto che adesso parli di «canale aperto» e di «assistenza» fa comprendere che alcuni elementi sono già stati raccolti, nonostante Conte e Vecchione lo neghino. E dunque sembra chiaro che gli Stati Uniti vogliano inviare un messaggio a Conte affinché non interrompa la collaborazione. Del resto entro qualche settimana il «rapporto Barr» con le prime conclusioni dell' indagine sarà reso pubblico e si verificherà che cosa abbiano davvero ottenuto.

 

A Vecchione è stato anche chiesto in base a quali criteri si esercita la «golden power».

centinaio

È il primo passo per verificare il ruolo di Conte sul «caso Fiber» per cui la Lega vuole che il capo dell' esecutivo riferisca in Parlamento. Quando era avvocato Conte stilò un parere pro veritate per la società Fiber 4.0 che voleva ottenere il controllo di Retelit ma non riuscì nell' intento perché gli azionisti preferirono due investitori stranieri. Il governo esercitò però la «golden power» per impedire il cambio di governance della Retelit e ora si chiede a Conte - che comunque decise di non partecipare alla riunione del Consiglio dei ministri - di chiarire il proprio ruolo.

 

Due lettere con minacce di morte contro Gian Marco Centinaio, ex ministro dell' Agricoltura, sono giunte negli ultimi 15 giorni all' abitazione della madre del senatore leghista. «Solidarietà all' amico Centinaio, fatto oggetto di minacce che non vanno sottovalutate» è stata espressa dal governatore Veneto Luca Zaia. «Non sono le prime che vengono rivolte a rappresentanti delle istituzioni. È un pessimo segnale. Nessuno di noi li teme. La democrazia è immensamente più forte».

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....