matteo renzi giuseppe sala

BUCHI DA EXPO – IL “GRANDE SUCCESSO” DI SALA E RENZI SI CHIUDE CON UN ROSSO DI ALMENO 400 MILIONI DI EURO – NESSUNO SI COMPRA I TERRENI, PRESI DAI PRIVATI AL DECUPLO DEL VALORE DI MERCATO – E ALLORA IL GOVERNO LA BUTTA IN CACIARA, TRA NUOVE SOCIETÀ E SOCCORSO DELLA SOLITA CDP

giuseppe sala giuseppe sala

Marco Palombi per il “Fatto Quotidiano

 

Il piano per il dopo-Expo col genoma, i Big Data, i ricercatori? Al momento, sembra più che altro il piano per occultare i buchi di bilancio dell’evento: i conti, per ora, sono ancora segreti, ma secondo fonti contattate dal Fatto Quotidiano, si parla di uno sbilancio di gestione che oscilla tra i 400 e i 500 milioni di euro, al netto del costo dei terreni e di ulteriori extracosti.

 

Su questo, però, non è possibile avere un confronto pubblico: l’Esposizione milanese deve essere un successo, Giuseppe Sala - o, come dicevan tutti, “Beppe”- il salvatore della patria, Matteo Renzi il conquistatore di Milano. Per ottenere questo risultato il governo sta predisponendo il decreto per il dopo-Expo (andrà in Consiglio dei ministri domani), utile soprattutto a buttare un po’ di polvere sotto il tappeto: oggi i vertici di Expo Spa (che ha gestito l’evento) e di Arexpo Spa saranno a Roma per discutere con l’esecutivo come tirarsi fuori dai casini.

 

Il primo problema sono i terreni. Arexpo li ha comprati (a debito) dai privati a dieci volte il prezzo di mercato (Fondazione Fiera di Milano è il maggior venditore e pure socio di Arexpo).  A bilancio valgono 300 milioni, ma quando ha provato a venderli a 315 l’asta è andata deserta. I soci – Regione, Comune e Fiera – cominciavano a preoccuparsi: gli era stato detto che i privati avrebbero fatto a gara per comprarseli e invece niente.

SALA E PISAPIA 2SALA E PISAPIA 2

 

Roberto Maroni e Giuliano Pisapia non hanno i soldi per creare da soli il futuro Polo tecnologico, né per valorizzare l’area e poi venderla. Quasi tutte le infrastrutture del sito hanno collaudi scaduti al 31 ottobre: bisognerà rifare quasi tutto da capo, nonostante lo Stato abbia già speso 1,3 miliardi a fondo perduto per le opere. Regione e Comune, però, sono state rassicurate da Palazzo Chigi. I soldi li metterà Cassa depositi e prestiti, probabilmente rilevando le quote di Fondazione Fiera.

 

Il veicolo per fare tutto questo non è ancora chiaro e anche di questo si discuterà oggi: la soluzione più razionale (e veloce) sarebbe trasformare Arexpo - che doveva essere smantellata dopo l’Esposizione - in soggetto attuatore del piano per il “dopo” con relativa annessione di Expo Spa. La tentazione del governo, però, è la creazione di una società ex novo in cui far confluire tanto Expo Spa che Arexpo. Il vantaggio? Occultare il buco dell’Esposizione, cioè il conto che si scaricherà sui cittadini. Soprattutto quello di Expo Spa, la società (di Tesoro, Regione e Comune) che ha gestito l’evento sotto l’illuminata guida di Giuseppe Sala: dei suoi conti ad oggi non si sa nulla, ma secondo fonti qualificate il bilancio di gestione fa segnare un rosso da mezzo miliardo.

RENZI EXPORENZI EXPO

 

Per spiegarsi servono un po’ di numeri: la gestione dell’evento costa 840 milioni secondo Expo Spa, ma il conto sale a 960 milioni se, come segnala la Corte dei Conti, vengono correttamente riclassificate alcune poste di bilancio. Nel business plan iniziale i ricavi da biglietti valevano 530 milioni (24 milioni di ticket a un prezzo medio di 22 euro). Sala, dopo i primi mesi un po’negativi, ci ha ripensato: 380 milioni (19 euro medi per 20 milioni di biglietti). Ora ci dicono che gli “ingressi” a Expo sono stati 21,5 milioni circa, cifra a cui si arriva contando pure i 14mila addetti al sito che entravano ogni giorno: i visitatori veri sono stati circa 19 milioni.

 

EXPO ALBERO DELLA VITAEXPO ALBERO DELLA VITA

E l’incasso dai biglietti? Secondo le fonti del Fatto si aggira sui 200 milioni con un prezzo medio attorno ai 10 euro: succede quando si fanno sconti enormi a scolaresche, dipendenti degli sponsor, parrocchie, coop, ordini professionali e associazioni varie; quando si vendono i biglietti a 5 euro dopo le 18, si regalano gli ingressi a pensionati, titolari di bassi redditi e a chi parcheggia di sera nelle aree di sosta del sito.

 

MARIA GRAZIA CUCINOTTA ALL'EXPOMARIA GRAZIA CUCINOTTA ALL'EXPO

Ammettendo che gli altri ricavi siano davvero 300 milioni circa, come da previsioni, il conto è questo: mezzo miliardo di ricavi, almeno 960 milioni di costi. Ora Sala, forse candidato sindaco di Milano, sta tentando di spremere soldi ovunque: Expo Spa ha “addebitato ” ad Arexpo (che non vuole pagare) 70 milioni per le bonifiche, mentre il contratto tra le due le cifrava a 6 milioni. Ora, per di più, il governo le vuole fondere: a godere, in questi spericolati incroci societari, rischia di essere solo la Fondazione Fiera, che dopo aver dato il pacco dei terreni (inquinati) a Expo, ne uscirà pure con un po’ di soldi.

donne di forza italia a expodonne di forza italia a expo

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…