giorgia meloni bancomat soldi mance tasse tassa

LA BUONA NOTIZIA NELLA PROCEDURA D’INFRAZIONE SULL’ITALIA È CHE IL GOVERNO DUCIONI NON POTRÀ FARE ALTRI DANNI – LA MELONI E GIORGETTI DOVRANNO TROVARE 10-11 MILIARDO OGNI ANNO PER TAGLIARE IL DEFICIT, FINCHÉ QUESTO NON SCENDERÀ SOTTO AL 3%. PER LE REGOLE DEL NUOVO PATTO DI STABILITÀ (VOTATO DALLA DUCETTA), LA SPESA PRIMARIA NETTA NON POTRÀ CRESCERE PIÙ DEL 2%. IN PRATICA, L’ESECUTIVO NON POTRÀ FARE UN CAZZO. AL MASSIMO SARÀ CONFERMATO IL TAGLIO AL CUNEO FISCALE, MA DOVE RECUPERARE 15 MILIARDI E SPICCI?

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per www.repubblica.it

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

 

Avere l’Italia in procedura per deficit eccessivo significa mettere in conto una correzione dei conti per lo 0,5-0,6% del Pil ogni anno, circa 10-11 miliardi, fino a quando il rapporto tra deficit e Pil non scenderà sotto al 3%.

 

Significa anche, per le nuove regole del Patto di stabilità Ue, mettere un tetto alla spesa primaria netta che non potrà crescere più del 2% nominale all’anno in media per sette anni (tra 1,8 e e 2,1%, per la precisione), dal 2025 al 2031. Tenuto conto dell’inflazione significa: spesa ferma, così da consentire sia al deficit che soprattutto al debito di calare in modo graduale e sostenibile. A queste conclusioni arriva il Rapporto annuale dell’Ufficio parlamentare di bilancio, presentato oggi alla Camera dei deputati.

 

Lilia Cavallari - presidente dell Ufficio parlamentare di bilancio

[…] Se le previsioni Upb fossero confermate, Palazzo Chigi si troverebbe con le mani legate. Non deve fare subito una manovra correttiva (da 10-11 miliardi) solo perché nel Documento di economia e finanza (Def) di aprile ha presentato un quadro che già contempla quella correzione per gli anni a venire.

 

E la contempla perché per ora non conferma per il 2025 nessuna delle misure messe in cantiere l’anno scorso in manovra: dal taglio del cuneo e dell’Irpef al taglio del canone Rai, passando per il bonus mamme e la social card. Si tratta, secondo Upb, di 18 miliardi di misure. Il totale sale però «oltre 20 miliardi», attorno ai 23-24, se consideriamo anche il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici e altre spese indifferibili. Come fare?

 

[…] L’Upb per quest’anno prevede una crescita del Pil solo allo 0,8% contro l’1% stimato dal governo. Nel 2025 si sale all’1,1% contro l’1,2% governativo. I numeri divergono in modo più significativo nel biennio 2025-2026, allorquando per l’Upb la crescita decelera allo 0,8 e 0,6 contro l’1,1 e lo 0,9 del governo.

 

GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI - DEF - VIGNETTA DI ELLEKAPPA

«Nel trimestre in corso la fase ciclica sarebbe peggiorata», si legge nel Rapporto. «Alla persistente debolezza dell’industria si sarebbe aggiunta anche la frenata nell’edilizia, in seguito alla rimodulazione degli incentivi per il comparto residenziale. Tuttavia, l’attività dei servizi resta in crescita, sospinta anche dalla filiera del turismo».

 

Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, nel suo messaggio all’Upb ha puntato più sul bicchiere mezzo pieno, mettendo l’Italia tra i Paesi la cui crescita è stata “superiore alle attese” e prospettando un +0,9% quest’anno, in media Ue, e un +1,1% il prossimo, “leggermente al di sotto”.

 

Non ha mancato comunque l’occasione per un richiamo a “politiche di bilancio prudenti, indispensabili", continuando dall’altro lato “con gli investimenti pubblici". […]

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI

[…]  Le spese del Pnrr sono l’unica ancora di salvezza: «Potrebbero indurre un aumento del Pil per quasi 3 punti percentuali cumulativamente nel 2026, al di sotto di quanto stimato dal ministero dell’Economia per circa mezzo punto percentuale». Sempre che questa cruciale spesa per investimenti proceda. Non si hanno ancora evidenze di questo.

 

[…] Ecco dunque il bivio che si apre davanti al governo. Rinnovare solo due misure per il 2025 e lasciare andare gli altri bonus, ovvero riconfermare solo il taglio al cuneo contributivo e all’Irpef che costa 15 miliardi, di cui circa la metà dovrebbe essere coperta con fondi già in cassa o residui non spesi e l’altra metà da coprire con tagli di spesa. Oppure andare allo scontro con l’Europa, al momento però privo di senso perché manovre in deficit non sono più possibili.

ursula von der leyen melonigiancarlo giorgetti giorgia meloni ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni giorgia meloni giancarlo giorgetti raffaele fitto

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…