giuseppe conte alessandro di battista

CHE CE FAMO CON DIBBA? CONTE PENSA DI CANDIDARE L’EX DEPUTATO NEL COLLEGIO DI ROMA-PRIMAVALLE PER DARE UN SEGNALE AI GOVERNISTI DI DI MAIO E A DRAGHI. MA GLI CONVIENE? AVERE TRA LE PALLE IL “CHE GUEVARA DI ROMA NORD”, ANTI-DRAGHIANO E NO-EURO, POTREBBE COMPROMETTERE IL SUO TENTATIVO DI DARSI UNA CREDIBIILITÀ EUROPEA E FAR TORNARE IL M5S ALLE ORIGINI SIGNIFICHEREBBE IN AUTOMATICO COSTRINGERSI ALL’OPPOSIZIONE – SENZA CONSIDERARE L’ALLEANZA CON IL PD...

 

Pasquale Napolitano per "il Giornale"

 

DI BATTISTA CONTE 1

L'idea circola da un paio di giorni nell'entourage del nuovo leader del M5S Giuseppe Conte: schierare Alessandro Di Battista alle suppletive nel collegio di Primavalle-Roma dopo le dimissioni dell'ex deputata grillina Emanuela Del Re. Una pazza idea. Tutta da verificare.

 

E soprattutto da far digerire agli alleati della coalizione giallorossa. L'opzione è però sul tavolo. Conte ci crede. E ci lavora con i fidati collaboratori. La missione ferragostana dell'ex premier sarà quella di convincere Dibba a un rientro nel Movimento dalla porta principale.

ALESSANDRO DI BATTISTA ATTOVAGLIATO IN BOLIVIA

 

Una mossa per spostare l'asse dei gruppi parlamentari sul fronte ortodosso e mettere pressione sull'esecutivo Draghi. Il nuovo capo politico dei Cinque stelle vuole lanciare un segnale di rottura all'ala governista guidata dal ministro degli Esteri Luigi di Maio.

 

Operazione non semplice. Per varie ragioni. La prima: Di Battista non vuole candidarsi alle suppletive. Seconda: Pd e Leu non farebbero salti di gioia. In entrambi i casi sono ostacoli superabili.

 

DI BATTISTA VS DRAGHI TPI

Tra Conte e Di Battista, entrambi condividono una posizione critica rispetto all'attuale governo, è in corso un riavvicinamento. Nella prima intervista al Fatto Quotidiano, da neo leader del Movimento, l'avvocato di Volturara Appula ha lanciato segnali di riconciliazione con Dibba: «Io dico ad Alessandro che con il nuovo corso del M5s farà ancora più valere i suoi valori e princìpi rispetto al passato. Confido che possa tornare a dare il suo contributo».

emanuela del re giuseppe conte

 

Eccola l'occasione: le elezioni bis che si svolgeranno nei giorni 3 e 4 ottobre. Conte si è già tirato fuori dalla partita. Puntando al collegio di Roma Centro, qualora si liberasse il posto in Parlamento in caso di vittoria alle prossime comunali a Roma di Roberto Gualtieri. Il secondo scoglio è convincere Pd e Leu è dare il via libera alla candidatura di Di Battista.

BEPPE GRILLO E ALESSANDRO DI BATTISTA

 

E qui la partita di Primavalle si incrocia con la sfida nel collegio di Siena dove è candidato, per la coalizione giallorossa, il segretario del Pd Enrico Letta. Dopo lo scoppio del caso Mps, la sfida si è riaperta. Il leader dei democratici è pronto a tutto pur di portare a casa la vittoria. «In fondo - spiega al Giornale una fonte grillina l'indicazione del candidato nel collegio di Primavalle spetta al M5S. E se Alessandro accetta, il Pd non può rischiare di rompere l'alleanza a Siena per il no a Dibba».

conte di maio

 

I segnali negli ultimi giorni vanno in questa direzione. Letta segue (e insegue) Conte su tutto. L'ultima convergenza è la richiesta di dimissioni al sottosegretario leghista all'Economia Claudio Durigon che ha proposto di reintitolare un parco pubblico di Latina, dedicato a Falcone e Borsellino, al fratello di Benito Mussolini, Arnaldo.

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE

Nel 2018 il collegio Camera di Roma-Primavalle fu vinto dall'ex sottosegretario agli Esteri Emanuela Del Re, che ha rassegnato le dimissioni dopo la nomina a rappresentante Ue per il Sahel. Nello stesso collegio, alle prossime suppletive, ha già annunciato la candidatura, senza appoggio dei partiti ma con un proprio simbolo, Luca Palamara. Il restyling del Movimento, annunciato dall'avvocato, passa dal ritorno in pista del Dibba. In attesa della sua risposta, Conte lavora agli altri dossier: la segreteria politica e le liste per le amministrative. Conte sta riscontrando grandi difficoltà nella composizione delle liste e potrebbe decidere di aprire le candidature alla società civile e consiglieri uscenti che arrivano da altri partiti. Altro terreno, quest' ultimo, scivoloso per il neo leader grillino.

DRAGHI DI BATTISTAdi battista meloni draghiALESSANDRO DI BATTISTAARTICOLO DI ALESSANDRO DI BATTISTA CONTRO DRAGHI SU TPIDI BATTISTA DRAGHIALESSANDRO DI BATTISTA MARCO LILLO ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTASENATORI CONTRARI A ITALIA VIVA NEL MOVIMENTO 5 STELLEALESSANDRO DI BATTISTA BEPPE GRILLOALESSANDRO DI BATTISTA SABINA GUZZANTIALESSANDRO DI BATTISTAalesandro di battista cartabianca 1Luca Frusone Alessandro Di Battista

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)