CHE PASTICCIACCIO (PER LETTA) LA CANDIDATURA DI CONTE – IL NO DI PEPPINIELLO APPULO È UNO SMACCO SOPRATTUTTO PER IL SEGRETARIO DEL PD, CHE AVREBBE RINUNCIATO A UN COLLEGIO BLINDATO PER “REGALARE” UN SEGGIO A “GIUSEPPI”, SALVO POI RICEVERE IL GRAN RIFIUTO – TRA I GRILLINI SI CERCA DI INTERPRETARE LE PAROLE DI CONTE SULL’INGRESSO “DALLA PORTA PRINCIPALE”: VORRÀ ANDARE A VOTARE NEL 2022 O ERA LA SOLITA SUPERCAZZOLA? – FURLAN, D’ELIA, GASBARRA: I NOMI DEL PD PER IL SEGGIO LASCIATO LIBERO DA GUALTIERI

-

Condividi questo articolo


giuseppe conte enrico letta giuseppe conte enrico letta

1 – CORSA A TRE NEL PD PER LE SUPPLETIVE A ROMA, IL NO DI CONTE ALIMENTA I SOSPETTI

Da www.agi.it

 

Nel Partito Democratico è corsa a tre per la candidatura al seggio di Roma 1, lasciato vacante dopo l’elezione a sindaco di Roberto Gualtieri. Dopo il ‘niet’ di Giuseppe Conte, individuato dai dem come possibile candidato della coalizione di centrosinistra, i nomi che si fanno sono di due donne e un uomo.

CECILIA D'ELIA CECILIA D'ELIA

 

L’ex segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, piace a Enrico Letta che l’ha voluta fra i sei dell’osservatorio indipendente delle Agorà democratiche. Furlan avrebbe il vantaggio di allargare la base del consenso a mondi che vanno al di là dell’ettorato del Pd, così come cerca di fare il segretario con la costruzione del ‘campo largo’.

 

In più è una donna e Letta ha più volte detto, fin dal suo insediamento al Nazareno, di volere dare più spazio alle democratiche negli incarichi di vertice.

 

annamaria furlan foto di bacco (1) annamaria furlan foto di bacco (1)

Per la stessa ragione, il leader dem vedrebbe con favore la candidatura di Cecilia d’Elia, portavoce della Conferenza delle donne democratiche e Responsabile Politiche per la Parità della segreteria.

 

Il nome di Cecilia d’Elia potrebbe essere quello capace di mettere d’accordo i vertici del Pd e i dirigenti romani – che stanno facendo pressing per candidare Enrico Gasbarra – oltre che a catalizzare il consenso delle realtà romane legate ai movimenti per i diritti delle donne.

 

“Sarebbe un’ottima candidata”, viene confermato da una fonte autorevole del Pd. In pole, tuttavia, c’è anche Enrico Gasbarra. Su di lui, cresciuto politicamente nella Democrazia Cristiana, potrebbero convergere anche Italia Viva e Azione.

enrico gasbarra enrico gasbarra

 

“Se il Pd proponesse una candidatura davvero riformista e radicata sul territorio, si è parlato nei giorni scorsi di Enrico Gasbarra che in quel collegio ha vinto tutte le elezioni locali in cui si è presentato, come si farebbe a non sostenerla?”, chiede infatti il renziano Michele Anzaldi.

 

Di sicuro, quello di Gasbarra è un profilo che piace a molti nel Pd romano. La sua candidatura ed eventuale elezione, viene anche spiegato da fonti parlamentari, non confliggerebbe nemmeno con la necessità di tenerlo “in caldo” per le prossime regionali, quando scadrà il mandato di Nicola Zingaretti e si potrebbe così realizzare una sorta di ‘staffetta’ con l’attuale presidente della Regione Lazio.

 

enrico letta giuseppe conte enrico letta giuseppe conte

Sul profilo di Gasbarra sembrano puntare, d’altra parte, anche i minisindaci dei municipi che insistono su Roma centro: “E’ evidente che solo una candidatura condivisa, molto conosciuta e riconoscibile sul territorio, che abbia avuto esperienze amministrative di primo piano nella nostra città, possa rappresentare degnamente i cittadini del collegio, anche in vista delle importanti scelte che dovranno riguardare la città di Roma”, dichiarano in una nota congiunta le presidenti e i presidenti dei municipi I, II, XIV, e XV di Roma Capitale, Lorenza Bonaccorsi, Francesca Del Bello, Marco Della Porta e Daniele Torquati.

 

CECILIA D'ELIA NICOLA ZINGARETTI ANDREA ORLANDO CECILIA D'ELIA NICOLA ZINGARETTI ANDREA ORLANDO

“Per questo motivo – osserva ancora Calenda – occorre una rifondazione del sistema politico. Questa è una politica screditata. Penso che bisognerà continuare con Draghi anche dopo il 2023. Penso che sia l’unica soluzione, altrimenti si sbatte la testa contro un muro. Come farebbe a governare una destra che mantiene pulsioni anti-europee? O un Pd che non riesce a svincolarsi dall’abbraccio con il Movimento 5 stelle?”.

letta conte letta conte

 

E se Draghi volesse succedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella? “Molto meglio al Colle che niente. Io dico che, per esempio, dal Colle non si controlla il Pnrr.

 

Draghi sarebbe una garanzia, un’assicurazione per il l’Italia ma così non potrebbe muoversi come sta facendo ora per cambiare il Paese. Poi se mi si chiede Draghi al Colle o nulla… io dico Colle tutta la vita”.

 

CARLO CALENDA MEME CARLO CALENDA MEME

2 - UN PASTICCIO CHE ALIMENTA I SOSPETTI SUI 5 STELLE

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Colpisce il silenzio tombale del Pd dopo il «no» del grillino Giuseppe Conte alla candidatura offertagli in un seggio sicuro di Roma. Ma sorprende ancora di più la motivazione data dall'ex premier del M5S. Mentre i suoi cantori nel Movimento spiegano imbarazzati che vuole «stare tra la gente», Conte ha dichiarato in tv di volere arrivare in Parlamento «dalla porta principale»: e cioè alle elezioni politiche.

 

Conte, Claudio Mancini e Gualtieri Conte, Claudio Mancini e Gualtieri

La frase ha lasciato basiti i vertici del Pd per due ragioni, entrambe tali da far pensare o a una gaffe o a strategie esposte in modo incauto. La prima è che il segretario Enrico Letta è appena tornato alla Camera dopo un'elezione suppletiva a Siena; seguendo il ragionamento di Conte, dunque, da una «porta di servizio».

 

Prima gaffe, che l'alleato del Pd ha tentato di ridimensionare parlando di «situazione diversa» per Letta. Il secondo effetto del «no» è che alimenta i sospetti di chi vede in Conte un tifoso del voto nel 2022: prospettiva vista come l'inferno dai suoi Cinque Stelle, pronti a tutto per evitare questo epilogo. È noto che la loro ostilità nei confronti della candidatura del premier Mario Draghi al Quirinale ha come giustificazione ufficiale la convinzione di scivolare verso le urne.

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE

I grillini sono quasi certi di essere falcidiati dalla riduzione dei parlamentari introdotta col loro referendum costituzionale, alla quale si aggiunge una crisi di consensi che non accenna a fermarsi. Per questo vogliono arrivare al 2023. Il capo di Azione, Carlo Calenda, pronto a candidarsi contro di lui, ha replicato che in realtà Conte aveva paura di essere battuto. Ma anche fuori dalla nebulosa centrista, esponenti di primo piano del Pd confidano in privato che la scelta di non confrontarsi con l'elettorato rischia di fare apparire l'ex premier come un politico spaventato dal voto popolare.

 

giuseppe conte roberto gualtieri 9 giuseppe conte roberto gualtieri 9

In fondo, aggiungono, è stato sempre cooptato:a Palazzo Chigi. E grazie a questo ha ottenuto una popolarità che ancora resiste. Le urne sarebbero un tabù perché potrebbero smentire la narrativa grillina. Ma il contraccolpo più scivoloso è per un Pd che sull'asse con i Cinque Stelle di Conte ha investito e continua a investire. Lo fa in vista del voto per il Quirinale, e per le alleanze del futuro.

 

Eleggerlo deputato avrebbe significato poter contare su un maggior controllo del gruppo parlamentare grillino. Si tratta di una massa di voti, tentata dall'appoggio alle candidature più disparate per il Quirinale. E non compattamente, come pure assicura Conte bollando come «totalmente sbagliata» l'analisi di chi accredita divisioni e cordate. Insomma, come minimo, si è assistito a un pasticcio politico che riduce i margini di manovra della sinistra. E certamente non contribuisce a nutrire la fama di affidabilità del Movimento.

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT - LA FESTA APPENA COMINCIATA È GIÀ FINITA? NO: MA LA SARDEGNA SARÀ L’INIZIO DELLA FINE SE LA DUCETTA NON SI FICCA NELLA TESTOLINA CHE LA POLITICA NON È UN MUSCOLOIDE “QUI COMANDO IO!” - GRAZIE A SU POPULU SARDU, IL CENTROSINISTRA UNITO HA PIÙ NUMERI DEL CENTRODESTRA A PEZZI - FINO A IERI, ALLE AVVISAGLIE DI SALVINI DI TOGLIERE L’APPOGGIO AL GOVERNO, LA MELONA GONFIAVA I MUSCOLI E GHIGNAVA MINACCIANDO DI RIPORTARE LA “NAZIONE” AL VOTO. E CON LA VITTORIA DI TRUZZU, AVREBBE CAPITALIZZATO LA SUA PREMIERSHIP DA EROE DEI DUE MONDI - CON LA DISFATTA SARDA E SALVINI AL MURO, DOVE VA “IO SO’ GIORGIA E VOI NON SIETE UN CAZZO”? - SENZA IL TERZO MANDATO, ZAIA PRONTO A SCENDERE DAL CARROCCIO E ADERIRE ALLA LIGA VENETA, DI FATTO, LA LEGA SI SPACCA. PER LA DUCETTA INIZIANO GIORNI MOLTO, MOLTO DIFFICILI…

FLASH! – SABATO 24 FEBBRAIO I GIORNALI FILO-MELONIANI TUTTI IN SOLLUCCHERO PER LA NOTIZIA DELLA NUOVA VISITA DI GIORGIA MELONI ALLA CASA BIANCA, ENFATIZZANDO IL VIAGGIO DEL 1 MARZO DELLA DUCETTA NEGLI USA (“LIBERO”: “L’ITALIA PROTAGONISTA”; “IL MESSAGGERO”: “OGGI PATTO CON ZELENSKY. E POI VERTICE DA BIDEN”). MA ERANO I SOLITI SPECCHIETTI PER GLI ALLOCCONI, VISTO CHE SI TRATTA DI UNA PRASSI DEL G7: OGNI ANNO, IL PRIMO MINISTRO DEL PAESE CHE ASSUME LA PRESIDENZA, VA IN TOUR TRA LE CAPITALI DEI PAESI CHE FANNO PARTE DEL GRUPPO DEI 7. INFATTI, È GIÀ STATA IN GIAPPONE E IL 2 MARZO ANDRÀ IN CANADA...

MELONI MARCI - DOMENICA 18 FEBBRAIO DAGOSPIA MEJO DEL MAGO OTELMA: UNICO ORGANO DI INFORMAZIONE A PREVEDERE LA DISFATTA SARDA! "FRA 7 GIORNI, LE REGIONALI IN SARDEGNA POTREBBERO RIVELARSI MOLTO SORPRENDENTI - L’ULTIMO SONDAGGIO RISERVATO È UNA DOCCIA GELATA PER I SOGNI DI GLORIA DI MELONI: TODDE SORPASSA TRUZZU, SINDACO DI CAGLIARI IMPOSTO DALLA DUCETTA IN CULO A SALVINI - SE TALI RILEVAZIONI DIVENTASSERO REALTÀ, IL CENTRODESTRA PERDEREBBE LA REGIONE SARDEGNA E PER MELONI SAREBBE LA PRIMA BRUCIANTE SCONFITTA. MENTRE PER PD-M5S IL SOGNO DI UNIRE LE FORZE POTREBBE DIVENTARE REALTÀ -. DOPO UN ANNO E MEZZO, LA LUNA DI MIELE E' FINITA? 

1968, IL “MIRACOLO” DEL TEATRO VIVENTE – “ODIO E AMORE”, LA BELLISSIMA E ANCORA ATTUALISSIMA POESIA DEL LIVING THEATRE, BALBETTATA DA DAGO IN ‘’ROMA SANTA E DANNATA’’, ACCENDE LA CURIOSITÀ DEI LETTORI – PER LA RAPPRESENTAZIONE DI ‘’PARADISE NOW’’ ALL'UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA, DAVANTI ALLA FACOLTÀ DI LEGGE, COVO DEI FASCISTI, LO SCONTRO ERA DATO PER SCONTATO. INVECE ACCADDE IL “MIRACOLO DELL’AMORE”: MENTRE JUDITH MALINA COMINCIÒ A DECLAMARE LA POESIA, I RAGAZZI DEL LIVING COMINCIARONO A FARE A MENO DEI LORO VESTITI… - VIDEO E TESTO INTEGRALE