LA TRATTATIVA PD-M5S SI INCAGLIA SUL NOME DEL PREMIER: I 5 STELLE INSISTONO SU CONTE, MA ZINGARETTI CALA LA CARTA FICO – NEL PD CRESCE IL FRONTE A FAVORE DELL’AVVOCATO CHE INCASSA L’ENDORSEMENT ANCHE DEL SEGRETARIO DELLA CGIL LANDINI – ANCORA PIU’ IMPERVIA LA POSSIBILITA’ DI UN NUOVO GOVERNO 5STELLE-LEGA: A PALAZZO MADAMA NON CI SAREBBERO I NUMERI: ECCO PERCHE' - IERI SERA INTANTO È SALTATA LA TELEFONATA TRA ZINGA E LUIGINO…

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Tommaso Labate per corriere.it

 

fico conte fico conte

L’imponderabile succede alle nove di sera, quando una fiammata riaccende una partita che pareva destinata a morire di tatticismo. Perché non solo riparte prepotentemente il treno del governo Pd-M5S, che solo qualche ora prima sembrava destinato a un binario morto. Ma anche perché, sul filo dei contatti incrociati dei rispettivi pontieri, emerge con nettezza il nome di Roberto Fico.

 

FOTOMONTAGGIO – LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI FOTOMONTAGGIO – LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

Il presidente della Camera passa, nel giro di pochissimo, dalle retrovie alla pole position del toto-premier. Tutto appeso ancora a tantissimi punti di domanda, ovviamente. Due su tutto. Di fronte a una candidatura «istituzionale» come quella del presidente della Camera, può il Partito democratico permettersi di dire no in nome della discontinuità rispetto al governo precedente? No, è la risposta; non foss’altro perché di quel governo, e soprattutto di Matteo Salvini, Fico è sempre stato un oppositore.

 

La seconda domanda, invece, riguarda Luigi Di Maio. Per quanto Fico guidi l’opposizione interna, può il capo politico del Movimento 5 Stelle mettersi di traverso rispetto all’eventualità storica che un iscritto (tra l’altro della prima ora) diventi il capo del governo? Difficile, molto.

zingaretti di maio zingaretti di maio

 

La riaccensione dei motori del treno giallorosso e la pole position della candidatura Fico sono due degli effetti collaterali dello «schiaffo di Biarritz», come dal Pd — ironizzando sull’analogia con lo «schiaffo di Anagni» reso celebre da un film di Verdone — hanno ribattezzato la mossa di Giuseppe Conte dal G7, che ha ridotto al minimo la capacità del forno con la Lega. Al minimo vuol dire quasi vicino allo zero, visto che i trattativisti del M5S avvertono gli omologhi del Nazareno che «quella strada, ormai, non avrebbe neanche i numeri per mettere su una maggioranza in Parlamento». Di sicuro non a Palazzo Madama, dove una pattuglia di almeno dodici pentastellati ha già minacciato — di fronte al riavvicinamento con Salvini — di formare un gruppo autonomo e votare contro.

giuseppe conte e roberto fico giuseppe conte e roberto fico

 

Difficile dire se, alle nove di ieri sera, Di Maio senta di essere finito in un vicolo cieco o ci sia finito per davvero. Di certo c’è che Nicola Zingaretti, che per l’occasione ha trasformato il Nazareno in un gabinetto di crisi aperto anche nel weekend, aspetta una telefonata del capo politico del Movimento Cinque Stelle che è in programma. Ma non arriva. Più o meno negli stessi minuti, come a voler confondere le acque, a Ravenna Enrico Giovannini — altro papabile per il dopo-Conte, di area pd ma molto gradito a Grillo — decide in extremis di annullare la sua partecipazione alla Festa dell’Unità.

 

luigi di maio nicola zingaretti luigi di maio nicola zingaretti

Scontati il no del Pd al Conte bis, come scontato ovviamente anche il fuoco di sbarramento rispetto all’ipotesi che il governo venga guidato da Di Maio in persona, l’uscita dai blocchi di Fico sembra la mossa destinata a scandire l’ultimo miglio della partita. In un senso o nell’altro.

 

salvini conte salvini conte

Difficile che il Pd possa mettere veti sulla riconferma del capo politico dei M5S al ruolo di vicepremier, magari con una delega pesante. Ai democratici, ovviamente, toccherebbe spendere il nome di uno dei suoi «pezzi da novanta» per affiancarlo, sempre come numero due dell’esecutivo. In nome della discontinuità col governo precedente, dopo l’esperienza Salvini, è molto probabile — per esempio — che per la casella del Viminale venga scelto un profilo come quello di Franco Gabrielli. Rimangono i punti di domanda, ovviamente. Ma una strada adesso c’è. Non è escluso che porti a un governo che si pone come scopo la legge elettorale proporzionale, che riporterebbe Pd e M5S al tavolo subito dopo le elezioni. Così come non è escluso che il governo parta per durare. Quanto, chi può dirlo.

 

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2. LANDINI APRE A CONTE: ‘HA DIMOSTRATO CORAGGIO POLITICO E PROFILO ISTITUZIONALE. E RIAPERTO I TAVOLI CON LE PARTI SOCIALI’

maurizio landini maurizio landini

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

Il segretario della Cgil fa il suo endorsement al premier dimissionario. E chiede che il futuro esecutivo "cambi le politiche di questi anni" dando priorità a lotta a diseguaglianze e povertà, "rilanciando i diritti fondamentali del e nel lavoro, puntando sull'economia della conoscenza, sulla salute e sul rispetto dell’ambiente". Stop a una riedizione dell'alleanza Lega-M5s: "Dopo 4 mesi di litigi e una crisi in pieno agosto che serietà potrebbe avere?"

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI LANDINI ZINGARETTI PAOLA DE MICHELI LANDINI ZINGARETTI PAOLA DE MICHELI roberto fico roberto fico

 

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politica

FLASH! SIETE CURIOSI DI SAPERE PERCHÉ IL GIOVANE DIBBA SPARI UN GIORNO SÌ E L'ALTRO PURE CONTRO I SUOI AMICI GRILLINI? BEH, IL CHE GUEVARA DI PONTE MILVIO A MARZO 2018 AVEVA DECLINATO L'OFFERTA DI UN MINISTERO CONVINTO CHE IL SUO MOMENTO DA LEADER SAREBBE ARRIVATO PRESTO. INVECE, VISTI I CHIARI DI LUNA, LUI NEL CONTE-BIS UN POSTO LO VOLEVA ECCOME, SOLO CHE SI È DOVUTO SCONTRARE COL VETO DEL PD. UN VETO CHE A DI MAIO È PIACIUTO MOLTO… - AMORALE DELLA FAVA: SE OGGI SI DESSE FUOCO COME UN BONZO DAVANTI A PALAZZO CHIGI, I SUOI COMPAGNI DI PARTITO MANCO SE NE ACCORGEREBBERO…

ITALIA FATTA A MAGLIE - CARO DAGO, NON SONO IN GRA-MAGLIE PER SALVINI: NON SAI CHE SOLLIEVO SAPERE CHE FRANCESCHINI POTRÀ PRANZARE NELLE TRATTORIE ROMANE SENZA CHE QUALCHE GRILLINO LO INSULTI. A ME L'OPPOSIZIONE MI METTE DI BUONUMORE, E DAL GOVERNO PASSATO NON AVEVO OTTENUTO NEMMENO UNO STRACCIO DI STRISCIA DI 5 MINUTI (VERO, GIANLUIGI PARAGONE?). CERTO, TRUMP HA CACCIATO BOLTON COME UN TONINELLI QUALUNQUE, E SI È PRESO IN CARICO GIUSEPPI CONTE, MA IL FALCO È GIÀ STATO VENDICATO