conte gualtieri

E CONTE "COMMISSARIA" GUALTIERI, NON OSTILE ALLA TROIKA - IL MINISTRO E PARTE DEL PD AVREBBERO ACCETTATO UN RICORSO AL FONDO SALVA STATI (MES) CON «CONDIZIONALITÀ», CIOÈ CON IL PESANTE GIOGO IMPOSTO DALLA TROIKA. 'GIUSEPPI' È FORTE DELL' APPOGGIO DEL QUIRINALE SULLA BATTAGLIA DA AFFRONTARE IN SEDE COMUNITARIA E LO STESSO MESSAGGIO DI MATTARELLA NON POTEVA NON INTERPRETARSI COME UNA SCONFESSIONE DELLA FELPATA DIPLOMAZIA ADOTTATA DA GUALTIERI…

Gian Maria De Francesco per il Giornale

 

conte gualtieri

Se Carlo Goldoni fosse vissuto nel XXI Secolo, non avrebbe potuto trovare un personaggio migliore sul quale modellare le proprie commedie di Ursula von der Leyen. Il presidente della Commissione Ue, infatti, ben s' attaglia a recitare due parti in commedia. Ai Paesi del Sud, ormai guidati da Emmanuel Macron, e all' Italia ieri ha ripetuto con un toccante video che «nessuno sarà lasciato solo» e che «l' obiettivo dell' Europa è quello di avvicinarci dal punto di vista economico».

 

In un' intervista concessa all' agenzia di stampa tedesca Dpa ha, invece, sottolineato che «la parola coronabond è in realtà solo uno slogan, dietro ad essa c' è la questione più grande delle garanzie e, su questo punto, le riserve della Germania e di altri paesi sono giustificate». In particolare, von der Leyen ha spiegato che «ci sono limiti legali molto chiari, non è questo il piano, non ci stiamo lavorando». Il Consiglio Ue, proseguito, «ha incaricato la Commissione di elaborare il piano di ricostruzione, che ora è la pista su cui stiamo lavorando».

 

conte gualtieri

Insomma, le linee-guida sembrano essere quelle dettate da Berlino: niente condivisione del debito, niente sussidi a pioggia, si salvano solo le imprese sane con i loro relativi posti di lavoro. Tutto il resto è destinato a perire. Salvo poi correggere il tiro in serata: «Non escludo alcuna opzione entro i limiti del trattato. Stiamo lavorando a un pacchetto di incentivi che garantirà il mantenimento della coesione all' interno dell' Ue».

 

Intervento apprezzato dal Mef. Ma le polemiche sono state feroci anche se pare che una telefonata tra Conte e von der Leyen abbia chiarito le posizioni tra i due: «Le parole della presidente della Commissione sono sbagliate e ci aspettiamo che tutti si rendano conto che l' Europa deve essere all' altezza di questa sfida», aveva dichiarato durante la conferenza stampa per annunciare i 4,3 miliardi di aiuti ai Comuni (più 400 milioni alla Protezione Civile) il ministro dell' Economia, Gualtieri, prendendo ufficialmente le distanze da Bruxelles cui era sembrato troppo «vicino». Conte, ha ribadito che «vogliamo che la risposta all' emergenza sia di tutta l' Europa: l' obiettivo è assicurare liquidità a imprese, famiglie, lavoratori e stiamo rivedendo le misure di protezione sociale».

giuseppe conte roberto gualtieri

 

La compresenza del premier e del titolare del Tesoro allo stesso tavolo è la plastica dimostrazione del tentativo di «commissariamento» di Via XX settembre da parte del premier dopo che è parso in qualche misura evidente che Gualtieri e parte del Pd avrebbero accettato un ricorso al fondo salva Stati (Mes) con «condizionalità», cioè con il pesante giogo imposto dalla Troika.

 

Conte è forte dell' appoggio del Quirinale sulla battaglia da affrontare in sede comunitaria e lo stesso messaggio del presidente Mattarella non poteva non interpretarsi come una sconfessione della felpata diplomazia adottata da Gualtieri nei confronti di von der Leyen, Merkel e compagnia.

 

Questo schieramento di forze in campo ha messo non poco in imbarazzo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che ieri si è riunito in videoconferenza con la propria delegazione di ministri e, al termine del vertice, ha espresso solidarietà proprio ai due esponenti più discussi: Gualtieri e il ministro delle Politiche Ue, Enzo Amendola. Ricompattare il fronte e garantire la tenuta dell' esecutivo è una priorità per il Nazareno. La spaccatura con Conte e i Cinque Stelle sul Mes rafforzerebbe i renziani di Italia Viva e coloro che, pur restando nel Pd, sono sicuramente «nostalgici» dell' ex segretario come il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e la «quinta colonna» Luca Lotti.

 

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mes

Schieramenti che interloquiscono con il centrodestra in funzione governissimo, magari presieduto da Mario Draghi.

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Ultimi Dagoreport

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…