CONTE SI È PRESO I PIENI POTERI E NON LI VUOLE MOLLARE! - LA PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA FINO AL 31 DICEMBRE È ORMAI PIÙ CHE UN IPOTESI - TRE OPZIONI: LA PIÙ MORBIDA È ELIMINARE FORMALMENTE LO STATUS, MA ESTENDERE LE SINGOLE MISURE (COMPRESO LO SMART WORKING), MA SOLTANTO SE I CONTAGI RIMARRANNO MOLTO BASSI. CHE È ALTAMENTE IMPROBABILE…

GIUSEPPE CONTE MEME

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

Dopo le voci dei giorni scorsi iniziano a circolare anche le prime conferme: la proroga dello stato di emergenza oltre il 15 ottobre è tutt' altro che un' ipotesi. Anzi, con buona probabilità, come spiegano fonti vicine all' esecutivo, il prolungamento nei fatti ci sarà. In pratica, sempre tenendo sott' occhio l' andamento dei contagi, da decidere resta solo la formula e, al momento, le alternative sono tre.

 

giuseppe conte meme

La prima, meno probabile, prevede di smontare pezzo per pezzo lo status mantenendo attive solo le porzioni ritenute ancora utili. L' opzione numero due prevederebbe invece una mini-proroga di poche settimane del testo in essere e, infine, l' ultima, la conferma dello stato di emergenza fino al 31 dicembre.

 

TEMPI E OPZIONI

Viste le polemiche politiche legate all' ultimo rinnovo però, la decisione, come trapela da ambienti vicini all' esecutivo, verrà rimandata il più possibile. Si aspetterà cioè l' ultima settimana prima di decidere se, e soprattutto, come procedere. Qualora la situazione fosse ritenuta sotto controllo infatti, con contagi bassi e terapie intensive quasi vuote, si opterà per l' alternativa numero uno.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Verrà cioè eliminato formalmente lo status, ma estese le singole misure. Non solo quelle che riguardano mascherine e altri dpi, ma anche quelle relative allo smart working (improbabile che venga regolamentato ogni aspetto entro il 15 ottobre) o alla distribuzione di farmaci agli assistiti.

 

Più probabile è invece il secondo scenario che, nel caso di una lieve crescita dei contagi, assimilabile a quella già in corso, prevederebbe una mini-proroga di 2 settimane o al massimo di un mese.

agostino miozzo

 

Un margine operativo aggiuntivo pensato come utile non ad introdurre ulteriori Dpcm, sfruttando la snellezza delle procedure in fase decisionale, ma al commissario Domenico Arcuri per completare gli ultimi acquisti, mettere fieno in cascina ed andare incontro all' inverno in serenità. Vale a dire che, ad emergenza (non sanitaria) formalmente conclusa, i magazzini dovranno essere pieni e capaci di sopportare il carico di contagiati.

conte casalino

 

Al centro delle preoccupazioni al momento, ci sono soprattutto l' acquisto di un numero sufficiente di kit diagnostici o altre forniture sanitarie e quello dell' intera gamma di materiali necessari per consentire il proseguimento, o in alcuni tristi casi l' inizio reale, dell' attività didattica. Un' operazione in cui rientrano anche i tanto discussi banchi monoposto che mancano ancora in diverse scuole.

 

Solo ad incetta terminata si potrà effettivamente eliminare lo stato di emergenza che, in termini di rifornimenti, significa soprattutto ristabilire il lungo iter per le procedure d' acquisto ordinarie. Una formula questa della mini-proroga, che è particolarmente apprezzata dall' esecutivo perché consente di evitare ulteriori polemiche pur mantenendo la possibilità di reintrodurre lo status se necessario.

 

ESPERTI

coronavirus terapia intensiva

D'altro canto però, a predicare la via della prudenza massima ci sono tecnici e consiglieri del ministero della Salute e dell' intero esecutivo. Preoccupati dall' andamento dei contagi attuale, anche dal Cts fanno sapere che una proroga più lunga «starebbe nella normalità delle cose» dato che «i Paesi attorno a noi hanno i dati che conosciamo». Il riferimento è soprattutto alla Francia e alla Spagna che oramai hanno superato i 10 mila contagi.

 

giuseppe conte agostino miozzo

«Le chiacchiere stanno a zero - fanno sapere - oggi in Italia ci sono 350 casi più di ieri e bisogna seguire il trend. Per è tutto sotto osservazione ma pensiamo davvero entro il 15 ottobre saremo fuori oppure le cose saranno migliorate all' improvviso? È da vedere». Per questo, la linea adottata e già fatta presente a chi dovrà decidere, è mantenere lo stato d' emergenza fino al 31 dicembre. Proprio come si era immaginato già a luglio prima che le proteste delle opposizioni, ora ridimensionate, portassero ad una retromarcia.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)