CORRUZIONE E LIBERAZIONE: LA PROCURA DI MILANO CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRESIDENTE FORMINCHIONI

Da Repubblica.it

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex governatore lombardo Roberto Formigoni, ora presidente della commissione Agricoltura del Senato, e per altre 11 persone, nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. La richiesta riguarda anche il faccendiere Pierangelo Daccò (già condannato a dieci anni di carcere con rito abbreviato per il dissesto finanziario del San Raffaele);

il potente direttore generale della sanità lombarda Carlo Lucchina; Antonio Simone, ex assessore alla Sanità in Lombardia negli anni Novanta; Mario Cannata; Gianfranco Parricchi; Carlo Farina; Paolo Enrico Mondia; Nicola Sanese, storico segretario di Formigoni; Alberto Perego, coinquilino di Formigoni nella residenza milanese dei Memores Domini; Maria Alessandra Massei e la moglie di Simone, Carla Vites.

Secondo l'ipotesi accusatoria, 8 milioni di euro sarebbero stati spesi in favore di Formigoni e altri indagati per utilità in viaggi, uso di barche e altri favori. In cambio la giunta regionale della Lombardia, sempre secondo l'accusa, avrebbe votato delibere in favore sia della Fondazione Maugeri sia della Fondazione San Raffaele.

Nei prossimi giorni il gup fisserà la data dell'udienza preliminare. "Bene, così finalmente dovranno ascoltare anche la difesa", è stato il primo commento di Formigoni. "Non c'è reato: San Raffaele e Maugeri non hanno avuto un trattamento privilegiato in nulla. Hanno raccontato versione mirabolanti e ora dovranno ascoltare. La mia innocenza verrà dimostrata. Ho sempre governato la Lombardia portando i risultati che tutti conoscono e nel pieno rispetto delle leggi".

Le posizioni di cinque indagati - Umberto Maugeri, Costantino Passerino, Gianfranco Mozzali, Claudio Massimo e Sandro Fenyo - "sono state stralciate in quanto hanno avanzato, in riferimento a tutte le ipotesi loro contestate, istanze di patteggiamento che sono in corso di valutazione", scrive in una nota il procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati.

Il procuratore precisa anche che la Fondazione Maugeri "ha formulato richiesta di applicazione della pena determinata in un milione di euro e ha messo a disposizione, ai fini della confisca del profitto dei reati, beni immobili per un valore complessivo di 16 milioni". Richiesta alla quale la Procura ha "prestato il consenso e si è in attesa della fissazione di udienza da parte del gip".

La Fondazione Maugeri avrebbe ottenuto negli anni presunti rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie, per circa 200 milioni di euro, attraverso una quindicina di delibere della giunta regionale. Parte di quei soldi, 61 milioni di euro secondo l'accusa, sarebbero stati distratti dalle casse della Maugeri tramite il faccendiere Daccò e Simone.

In cambio delle delibere, sempre secondo l'accusa, Formigoni sarebbe stato ripagato, attraverso i soldi distratti, con benefit di lusso per un valore di oltre 8 milioni di euro: viaggi, vacanze ai Caraibi, la messa a disposizione di tre yacht, un maxisconto sull'acquisto di una villa in Sardegna, ma anche finanziamenti per cene e soggiorni al meeting di Comunione e Liberazione e 270 mila euro in contanti.

Secondo l'analisi degli investigatori (l'inchiesta era stata chiusa lo scorso febbraio), l'ex governatore negli ultimi anni non avrebbe effettuato prelievi sui suoi conti: il sospetto della Procura è che avesse a disposizione contanti. Secondo i pm, Formigoni sarebbe stato uno dei promotori di una "collaudata e stabile organizzazione" tra il 1997 e il 2011.

 

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