onu congo 3

A COSA SERVONO LE MISSIONI ONU? A FAR INCAZZARE LE POPOLAZIONI LOCALI E A BUTTARE MILIARDI - LA MISSIONE ONU IN CONGO DURA DA OLTRE 20 ANNI ED È UNA DELLE OPERAZIONI PIÙ COSTOSE E INUTILI DELLA STORIA - LA POPOLAZIONE CIVILE HA PIÙ VOLTE PROTESTATO CONTRO L'INERZIA E L'IMMOBILISMO DEI CASCHI BLU, CHE DOVREBBERO DIFENDERE I CONGOLESI DALLE VIOLENZE DEI GRUPPI ARMATI IN GUERRA TRA LORO. E INVECE…

Michela Allegri per "il Messaggero"

 

ONU CONGO

Una missione che dura ormai da più di un ventennio, montagne di soldi spesi - oltre un miliardo di dollari ogni anno - e pochissimi risultati raggiunti. La Missione dell' Organizzazione delle nazioni unite per la stabilizzazione nella Repubblica democratica del Congo (Monusco), con 20mila uomini in campo, dei quali circa 16mila sono caschi blu armati, i peacekeepers, è una delle più costose nella storia e si è rivelata praticamente inutile.

 

ONU CONGO

Lo scopo finale sarebbe la riconciliazione delle forze che si contrappongono militarmente nella provincia orientale del Kivu, quello immediato sarebbe, invece, la difesa della popolazione dalle violenze dei gruppi armati in guerra per accaparrarsi i tesori che questa terra offre: diamanti, oro e, soprattutto, coltan, fondamentale per la produzione di smartphone e cellulari.

LUCA ATTANASIO

 

Ma ormai da anni a protestare contro i caschi blu sono proprio i civili, che hanno chiesto da tempo un aiuto più concreto, contestando alla Monusco inerzia e mancata protezione. Le proteste più forti sono state nella città di Beni, dove nel novembre 2019 la base Onu è stata attaccata e incendiata, mentre in queste settimane sono stati organizzati blocchi stradali e sit-in. L' Onu sostiene di non poter intervenire senza una richiesta formale da parte delle Forze armate della Rdc, ma, in base alla risoluzione del 28 marzo 2013, in realtà, le forze della Monusco potrebbero scendere in campo, anche senza preventive autorizzazioni, in caso di minaccia per la sicurezza della popolazione.

 

LE ACCUSE Ai pacekeepers, in sostanza, viene contestato da anni di assistere passivamente alle violenze e alle scorribande armate. A volte sono anche stati accusati di connivenza. Va detto che il quadro non è semplice. Il Kivu, nel 1996 e nel 1998, è stato devastato da quella che è stata definita la guerra mondiale d' Africa, con quasi 6 milioni di vittime, innumerevoli feriti e intere città rase al suolo. Poi sono iniziate le rivolte etniche.

 

ONU CONGO - 5

Tutto questo mentre le milizie ribelli e gli eserciti stranieri cercano da anni di contendersi l' enorme ricchezza del Congo. In questo scenario si inserisce la conflittualità tra la Monusco e le popolazioni locali, che spesso accusano i caschi blu di collaborare con i gruppi armati, saccheggiare le risorse naturali, partecipare a traffici illegali, violenze, crimini economici.

 

LUCA ATTANASIO

Nel novembre 2019, per esempio, la furia popolare si era scatenata, dopo il rifiuto della Monusco di assistere le forze armate congolesi nella guerra contro il gruppo terroristico ruandese Fdlr e altri ribelli, con l' obiettivo di pacificare le province dell' est. Ad avanzare la richiesta era stato il presidente Felix Tshisekedi, ma la Monusco aveva rifiutato. Un anno prima, l' ex presidente Kabila aveva sottolineato varie inefficienze della missione, come l' inadeguatezza nella lotta ai gruppi armati nelle regioni orientali del Paese. Kabila aveva anche accusato la Monusco di «voler restare a lungo termine nel Paese», in modo da esercitare una sorta di tutela politica.

 

MISSIONE ONU CONGO

LE CIFRE La strategia delle milizie ribelli, sostiene il governo centrale di Kinshasa, è quella di portare la popolazione all' esasperazione con il terrore, rendendo evidente l' incapacità delle forze governative di garantire la sicurezza.

 

Ed è proprio in questo contesto che viene denunciato l' immobilismo dei caschi blu: la più costosa e longeva missione di peacekeeping dell' Onu, con oltre 16mila militari sul campo, non ha mai dato i frutti sperati. Tanto che dal 2017 è stata studiata un exit strategy per un' uscita graduale dal Paese. I costi folli della missione si trovano elencati nei documenti ufficiali e nei resoconti Onu: circa 1,2 miliardi all' anno. Tra luglio 2017 a luglio 2018 la spesa è stata di 1.189.238.500 dollari, mentre l' anno successivo, 2018/2019, la cifra è salita a 1.194.557.200 dollari. Per l' anno 2019/2020 il costo è stato 1.012.252.800 dollari.

ONU CONGO 3

 

Il budget approvato per il periodo che va da luglio 2020 a luglio 2021 è di 1.154.140.500 dollari. Il Consiglio di Sicurezza, alla fine del 2019, aveva approvato l' estensione del mandato, applicando però alcuni tagli, soprattutto nel numero dei caschi blu presenti sul posto: ne erano stati previsti 1.240 in meno, e aveva individuato in 3 anni il tempo necessario per completare il ritiro delle truppe.

 

A schierarsi contro la Monusco erano stati da un lato Donald Trump, che già nel 2017 l' aveva definita «una costosissima missione di pace incapace sul piano militare» e aveva imposto forti tagli di uomini e fondi, e dall' altro lato le stesse autorità congolesi.

soldati onu congoCONGO - LA MISSIONE ONU

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...