DEFAULT ITALIA - ALTRO CHE BUNGA BUNGA E RUBY-GATE: IL NOSTRO DESTINO È NELLE MANI DI BERNANKE, DI XI JINPING E DEL GOVERNO GRECO

Stefania Tamburello per il "Corriere della Sera"

Piazza Affari in caduta e tassi in salita, con lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e i Bund tedeschi che supera i 300 punti base. Le tensioni sono tornate sui mercati, agitando le quotazioni dell'Italia anche se le motivazioni delle turbolenze sembrano essere esterne all'Europa.

Continua infatti a preoccupare la prospettiva di un rientro graduale della politica di stimolo all'economia annunciata la scorsa settimana dal presidente della Federal Reserve Usa, Ben Bernanke, mentre si sono accentuati i timori per le condizioni di scarsa liquidità del sistema finanziario e bancario della Cina che ieri hanno provocato il tonfo della Borsa di Shanghai, caduta del 5,3%, i cui effetti si sono propagati nel resto nell'Asia e quindi in Europa e a Wall Street. Debole anche la moneta unica, che ha sofferto pure per i rinnovati timori sulla situazione della Grecia, alle prese con il rimpasto del governo e che ieri nel pomeriggio ha toccato i minimi dall'inizio di giugno, scivolando a 1,3060 dollari.

La stabilità sui mercati «non arriverà molto presto», ha osservato ieri Maria Cannata, direttore generale per il debito pubblico del ministero dell'Economia, nel corso di un convegno alla Luiss, spiegando che gli investitori guardano più di prima all'economia reale e alle prospettive di crescita che in Italia, ma anche nel resto d'Europa, continuano ad essere deboli.

«Le economie dell'Eurozona sono tutte in sofferenza e gli analisti di mercato individuano molto più nell'economia reale che in altri fattori la possibilità di superamento dei problemi sistemici». Certo non aiuta a rasserenare il clima delle previsioni l'avvertimento ai partner della Ue lanciato ieri dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, nel corso di un intervento di campagna elettorale in vista delle elezioni politiche di settembre. «Nella Ue - ha detto - tutti devono fare i propri compiti a casa e se poi qualcuno ha ancora bisogno di sostegno e solidarietà, su questa base può anche ottenerli. Ma non vale il contrario».

I tassi sui titoli pubblici italiani hanno ripreso a crescere dai primi di maggio e ieri i decennali sono tornati a toccare il 4,83% arrivando a superare i 303 punti basi di spread con i Bund tedeschi della stessa durata per poi chiudere ad un soffio da quota 300 punti, 16 in più di venerdì.

Anche i Bonos spagnoli hanno fatto registrare una performance ampiamente negativa con il rendimento del titolo decennale che è salito sopra la soglia di pericolo del 5% con lo spread a 326 punti base. Ma tutti i titoli di Stato delle principali aree valutarie hanno registrato un deciso rialzo dei tassi d'interesse, compreso il Bund salito all'1,82%, mentre negli Usa il benchmark a 10 anni ha quotato il 2,61%, con un rialzo di circa l'1%.

«La battuta d'arresto» registrata nelle ultime settimane «nel processo di miglioramento degli spread e dei tassi d'interesse sui titoli di Stato italiani» dipende non da problemi interni né dell'Eurozona, ma da «una iper reazione del mercato alle dichiarazioni del presidente della Fed, Ben Bernanke», ha detto ancora Cannata, che seguirà con molta attenzione il test delle aste di fine mese che metteranno sul mercato complessivamente un massimo di 18,5 miliardi.

Oggi toccherà ai Ctz e ai Btp indicizzati all'inflazione europea (offerti tra 3 e 4,5 miliardi complessivi); domani sarà invece la volta dei Bot semestrali che saranno offerti per 8 miliardi a fronte di Buoni in scadenza per 8,875 miliardi. Giovedì infine saranno collocati sul mercato i titoli a più lungo termine, i Btp 5 e 10 anni, che saranno offerti per un minimo di 4 miliardi ed un massimo di 6 miliardi complessivi.

«I rendimenti italiani sono tornati ai livelli di metà, fine marzo: abbiamo perso terreno rispetto ai risultati per certi versi sorprendenti di alcune aste passate. In ogni caso, nel mercato, ci sono ancora fattori di rischio, ma non vuol dire che ci siano rischi ingestibili», ha affermato ancora Cannata. La quale non si dice preoccupata per gli esiti delle prossime emissioni. «Anche in situazioni molto più complicate dell'attuale, le aste italiane non sono mai andate deserte, anzi, abbiamo avuto un buon ritorno quantitativo di investitori stranieri che ci ha consentito di riprendere il segmento extralungo e fare emissioni superiori ai 15 anni», ha affermato.

Anche le Borse hanno risentito delle nuove tensioni. I listini europei hanno chiuso in deciso calo sulla scia dell'andamento negativo di Wall Street, su cui continua a pesare, come si è detto, il ridimensionamento del quantitative easing della Federal reserve nonché il timore di un credit crunch guidato da Pechino che si aggiunge a quello di un rallentamento del ritmo di sviluppo del Paese. Goldman Sachs ha tagliato le stime di crescita della Cina per quest'anno (al 7,4% dal 7,8%) e per l'anno prossimo (al 7,7% dall'8,4%). Moody's ha invece segnalato il rischio soprattutto delle banche di medie dimensioni più dipendenti dal mercato interbancario.

La Borsa di Milano ieri ha chiuso con un calo dello 0,93%, mentre quella di Francoforte ha ceduto l'1,24%. L'azionario di Parigi ha perso l'1,71%, quello di Londra l'1,42% e quello di Madrid l'1,91%.

Anche il mercato delle materie prime risente delle tensioni: il prezzo dell'oro ha proseguito la discesa già evidenziata nelle ultime sedute calando a 1.284 dollari l'oncia e il petrolio ha chiuso in ribasso a 100,2 dollari il barile.

 

 

BERNANKE jpegxi jinping gioca a calcioANTONIS SAMARAS Silvio Berlusconiletta

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...