alberto bianchi matteo renzi monica maggioni mario orfeo

IL DIARIO DI BIANCHI CHE FA NERO RENZI – LE AGENDE SEQUESTRATE AD ALBERTO BIANCHI SONO LA SCATOLA NERA E IL MANUALE DI LOTTIZZAZIONE DEL GIGLIO MAGICO: LE MIRE SUI GIORNALONI (“IL ‘CORRIERE DELLA SERA’ ANDAVA COMPRATO”), GLI ACCORDI PER PIAZZARE I FEDELISSIMI NEI POSTI DI COMANDO DELLE PARTECIPATE, LE MANOVRE ALLA CONSOB E IN RAI – I MESSAGGI CON MONICA MAGGIONI NEI GIORNI DELLA SFIDUCIA A CAMPO DALL’ORTO E L’ARRIVO COME DIRETTORE GENERALE DEL RENZIANO DI FERRO, MARIO ORFEO…

Alessandro Da Rold per "La Verità"

 

alberto bianchi

Sono la «scatola nera» del Giglio magico di Matteo Renzi: le agende sequestrate dalla procura di Firenze ad Alberto Bianchi, l'avvocato già presidente della fondazione Open al centro delle indagini della magistratura. Su quelle pagine c'è il resoconto puntuale di come Bianchi si occupasse soprattutto di nomine negli enti statali, dalla Rai alla Consob, da Telecom a Terna, da Eni a Enel fino all'Anas.

 

Bianchi annota tutto. Si occupa anche di quotidiani, tanto che arriva a definire «una grande occasione persa» non aver acquistato il Corriere della sera («Andava comprato», scrive). Allo stesso tempo si attrezza per rinforzare quelli già esistenti (Il Foglio) o di crearne degli altri. «Possibili nuovi finanziatori se si spinge su nuovi giornali: Cimbri (Carlo, ad Unipol, ndr), Tronchetti (Marco presidente di Pirelli, ndr), (Vittorio, ndr) Farina (?)».

 

maria elena boschi matteo renzi

Annota i desiderata della corte renziana. Fissa appuntamenti con esponenti di rilievo del mondo delle partecipate. Nel 2013 segna in agenda anche un incontro con Franco Massi, attuale segretario generale della Corte dei conti. Mentre su un altro foglio riporta 19 nominativi sempre collegati alla magistratura contabile. Ragiona su chi potrebbe dare una mano per piazzare in un posto una persona. I suoi appunti destinati a Renzi sono un manuale di lottizzazione, mestiere che ormai si tramanda dalla prima alla seconda repubblica.

 

ALBERTO BIANCHI

Del resto, il legale fiorentino è sempre stato un veterano, anche perché da tempo è consulente legale di Consip. Per di più, gli anni su cui sta indagando la magistratura sono quelli in cui Bianchi era nel consiglio di amministrazione di Enel, con l'incarico di presidente del comitato nomine e remunerazioni, posti lasciati all'inizio del 2020. Così tra le note se ne può trovare una del maggio del 2017. Il titolo è «Rai: 3 messaggi da Maggioni (Monica, ex presidente della tv di Stato, ndr)».

 

Bianchi scrive: «Salvo opposizione improbabile consiglio centrodestra il 22 il cda sfiducia Cdo». Erano quelli i giorni in cui il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto andava verso la sfiducia del suo piano editoriale per la riforma delle news, che poi ci fu effettivamente, anche con il voto contrario della Maggioni. Bianchi prende ancora nota dei messaggi di Monica Maggioni: «Le piacerebbe assumere lei l'interim. Oppure un ticket Dal Brocco/Maggioni. Nota bene: Dal Brocco (Paolo, ndr) è una buona soluzione per noi anche a regime. Molto amico è di Vittorio Farina».

 

mario orfeo monica maggioni

L'avvocato annota ancora: «Rossi è in continuo costante contatto con Agnoletti, che si legittimerebbe come uomo di Matteo, vero?». E ancora: «Sempre in Rai, Giovanni Parapini è amico nostro. Ha parlato con Anzaldi. Di Anzaldi possiamo fidarci?». Come direttore generale della Rai alla fine arriverà Mario Orfeo, considerato un renziano di ferro. Tanto che in un altro appunto è sempre Bianchi a scrivere riguardo alla tv di Stato. «Hai potuto parlare con Orfeo per Pino Insegno? Non vorrei che ci fossero interferenze di terzi (Andrea Gemma si è proposto con lui dicendo che glielo dice e con Orfeo ci pensa lui). O gliene parli tu, o mi fissi con Orfeo e gliene parlo io. Ti ricordo poi che Piero Di Lorenzo ti cercava perché vorrebbe Orfeo ricevesse 10 minuti suo figlio, Daniele».

 

ALBERTO BIANCHI E MARIA ELENA BOSCHI

Bianchi cita Gemma, ex consigliere di amministrazione di Eni, vicinissimo all'ex ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ricorda persino a Renzi che Di Lorenzo, presidente della Irbm impegnata in questi mesi nella produzione del vaccino anti Covid, vorrebbe presentare il figlio Daniele (produttore cinematografico) al direttore generale Orfeo. Tra gli appuntamenti in agenda fissati da Bianchi ce n'è anche uno con Leonardo Bellodi, ex manager Eni, poi entrato in società con Marco Carrai.Tra gli appunti destinati a Renzi ce ne sono diversi dedicati alle nomine. In uno, titolato «Saladini», si legge: «Io sto andando avanti con Enel, Terna e ne parlerò il 23 anche con Granata (Eni).

 

PAOLO DAL PINO

Con Telecom e Poste ci pensi tu? Ti lascio quello che mi ha detto lui relativamente a Poste». C'è un intero capitolo dedicato a Paolo Dal Pino, attuale presidente della Lega Serie A. «Vorrei tu conoscessi Paolo Dal Pino, che attualmente è ceo di Pirelli Industrial [] Mi dai una data?». Ci sono i giochi su Consob, in quei mesi al centro di una battaglia durissima su Giuseppe Vegas, mentre sui giornali montavano le polemiche su Banca Etruria e il coinvolgimento dell'ex ministro Maria Elena Boschi.

 

Bianchi annota. «Vegas pronto a dimettersi se gli viene affidata costituenda commissione per piazza finanziaria Milano. Tra i commissari nuovi pensiamo alla Carla Raineri». Non finisce qui. In agenda si legge ancora: «In Consob Berruti è unanimemente ritenuto debole, troppo giurista, privo di esperienza di mercati finanziari.

 

ALBERTO BIANCHI

Garofoli (Roberto, ex capo di gabinetto del Mef, ndr) lo farebbe volentieri (non è stato proposto da Padoan) e mi pare che sia nelle grazie di Pagani (Fabrizio, ex segreteria tecnica Mef, ndr), che pensa invece a un paio di nomi con esperienza sui mercati finanziari e nell'internazionale o in subordine Di Noia (Carmine, ndr). Fortis (Marco, ndr), lasciamo perdere». Poi si parla anche di Anas, dell'ex ad Gianni Armani e della diatriba con il gruppo Toto per la A24: in ballo c'erano 50 milioni di euro.

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