berlusconi conte

DOMANI LA MAGGIORANZA CAMBIA: FORZA ITALIA VOTERÀ COL GOVERNO PER LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO. IN CAMBIO BRUNETTA AVRÀ LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE SULL'UTLIZZO DEI FONDI DEL RECOVERY FUND - INVECE IL GIORNO DOPO GLI EX ALLEATI GRILLINI (AL GOVERNO CON LUI MENTRE FACEVA LE STESSE COSE) VOTERANNO PER IL PROCESSO CONTRO SALVINI PER LA OPEN ARMS. RENZI, AGO DELLA BILANCIA, PRENDE TEMPO

1. CONTA IN AULA SULLO STATO D'EMERGENZA E LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO È SUL FILO

Alessandro Di Matteo per ''la Stampa''

 

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

È una settimana difficile per il governo, anche se dalla maggioranza assicurano che i numeri ci saranno, anche al Senato. Oggi Giuseppe Conte cercherà di ottenere il sì dei senatori alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 ottobre e domani si replicherà alla Camera. Ma sempre domani il Parlamento voterà anche sullo scostamento di bilancio, altri 25 miliardi, fondamentali per pagare casse integrazioni e sussidi. Giovedì, poi, il passaggio forse più incerto, quello sull' autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per la vicenda della nave della Ong Open arms.

 

Sulla proroga dello Stato di emergenza la maggioranza sembra orientata a dire sì, sebbene con parecchie perplessità. La scorsa settimana Conte aveva provato a portare la questione in consiglio dei ministri, ma Iv e Pd avevano chiesto che fosse prima informato il Parlamento. Oggi Pd, M5s, Leu e Iv dovrebbero votare una risoluzione unica, che dà l' ok al prolungamento chiesto da Conte ma con dei paletti. Primo fra tutti, come chiesto dal Pd Stefano Ceccanti, l' adozione di un decreto per prolungare i poteri speciali del premier, uno strumento che prevede un ruolo attivo del Parlamento.

RENATO BRUNETTA

 

Le opposizioni diranno no, e per questo Conte deve essere certo dei voti della sua maggioranza. Matteo Salvini in Senato viola l' obbligo di indossare la mascherina e attacca dicendo che «non si può prorogare lo stato di emergenza se l' emergenza non c' è». Ma anche Anna Maria Bernini di Fi afferma: «Noi non siamo affatto d' accordo sul prolungamento».

 

Meno problematico, sulla carta, il passaggio sullo scostamento di bilancio. Le opposizioni, che finora hanno votato gli altri scostamenti di marzo e aprile, stavolta pongono condizioni. Lo fa Giorgia Meloni, lo fa Fi, lo fa la Lega. Fonti Pd assicurano che al Senato dovrebbero esserci 165 voti sicuri, un margine non proprio di tranquillità visto che ne servono 161, anche se Renzi assicura: «Non vedo problemi per la maggioranza in Senato».

renato brunetta

 

Di sicuro, in queste ore il premier e la maggioranza stanno cercando di tendere la mano al centrodestra anche ipotizzando di affidare all' opposizione, in particolare a Renato Brunetta, la presidenza di una commissione speciale che dia le linee guida sull' uso dei fondi Ue. Un dialogo al quale guarda con favore anche il presidente Sergio Mattarella. Conte sembra intenzionato a coinvolgere il centrodestra, così come intende stemperare le frizioni dentro la maggioranza con il Ciae, il comitato dei ministri dedicato al Recovery fund che stasera si riunirà per la prima volta. Ancora in alto mare invece il rinnovo dei presidenti di commissione: la maggioranza ci riproverà oggi.

 

Giovedì, poi, il Senato voterà su Salvini. I renziani, qualche mese fa, a sorpresa si erano astenuti in giunta, sostenendo che dovevano «leggere le carte». Frase ripetuta ieri da Renzi: «Leggiamo le carte e poi decidiamo». Un parlamentare Pd spiega: «Se Renzi vuole smarcarsi lo farà su Salvini, perché sa che non metterebbe a rischio il governo».

 

 

2. LE MIRE DEI PARTITI E IL RUOLO DEL PREMIER

Marcello Sorgi per ''La Stampa''

 

berlusconi salvini 1

Premessa: non c' è alcun dubbio che Conte uscirà in piedi dalla settimana parlamentare che si apre oggi con il voto sul prolungamento dello stato d' emergenza e si concluderà con quello sullo scostamento di bilancio - il terzo del periodo dell' emergenza Covid - che porterà l' aumento della spesa in debito, in attesa dell' arrivo degli aiuti europei, alla soglia dei cento miliardi. Ma ciò che mette insieme le questioni differenti di cui Camera e Senato discuteranno e su cui la maggioranza deciderà è appunto il ruolo del premier, uscito vincitore dal giro del vertice a Bruxelles da cui ha portato a casa 209 miliardi, tra prestiti e sussidi, una cifra mai vista negli ultimi anni, che solletica gli appetiti anche delle opposizioni.

 

Con tutto il rispetto dei costituzionalisti, che avanzano le loro legittime riserve sulla riproposizione dello stato d' emergenza, che dovrebbe durare fino a ottobre (e non più a dicembre, proprio per venire incontro alle perplessità manifestate un po' da tutte le parti), non si tratta certo di un tentativo di colpo di stato. In certi casi - il premier lo spiegherà - è una procedura inevitabile per consentire gare d' appalto più rapide o in deroga, come ad esempio per l' acquisto dei banchi monoposto indispensabili per garantire l' apertura delle scuole.

conte salvini

 

Ma si sa: i partiti, sopratutto quelli della maggioranza, parlano a suocera perché nuora intenda. Farla lunga sull' emergenza, far apparire Conte come tentato da ambizioni autoritarie, potrebbe servire a ottenere più ascolto in materia di presidenze di commissioni, tema di cui s' è parlato ieri sera a Palazzo Chigi in una riunione dell' alleanza giallo-rossa, e che da mesi viene rinviato, finché è arrivata la scadenza dell' attuale assetto, deciso ai tempi del governo giallo-verde.

 

Inoltre non a tutti piace che per la guida della commissione che dovrebbe esaminare le proposte del governo sull' uso degli aiuti europei si pensi all' ex-ministro e ex-capogruppo di Forza Italia Brunetta, come a sancire l' allargamento della maggioranza alla "formula Ursula" (vedi l' elezione della presidente della Commissione europea). Così, per incassare la proroga di quelli che inopinatamente vengono definiti "superpoteri", Conte farebbe bene a fornire rassicurazioni su tutt' altri argomenti.

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…