benjamin netanyahu hezbollah libano

ABBIAMO UNA TREGUA IN LIBANO? FORSE - NETANYAHU AVREBBE ACCETTATO LA PROPOSTA STATUNITENSE PER IL CESSATE IL FUOCO: L'ACCORDO PREVEDE CHE L'ESERCITO ISRAELIANO LASCI IL PAESE ENTRO 60 GIORNI E CHE I MILIZIANI DI HEZBOLLAH SI RITIRINO A NORD DEL FIUME LITANI - IL PROBLEMA È IL PATTO "SEGRETO" TRA STATO EBRAICO E WASHINGTON, CHE GARANTISCE A ISRAELE LIBERTÀ DI AZIONE PER INTERVENIRE IN LIBANO DI FRONTE A MINACCIA IMMEDIATA, COME NEL CASO DI LANCIO DI MISSILI (QUINDI È UNA TREGUA A METÀ)

MEDIORIENTE: MINISTRO ESTERI LIBANO, PRONTI A FIRMARE TREGUA MA IDF SI RITIRI

BENJAMIN NETANYAHU E ISRAEL KATZ VISITANO LA STRISCIA DI GAZA

(LaPresse) - Sul cessate il fuoco in Libano "noi siamo pronti, ora dipende dagli israeliani". Lo afferma il ministro degli Esteri libanese, Abdallah Rashid Bou Habib, in un'intervista a La Repubblica. "Abbiamo detto agli americani che siamo pronti a implementare completamente la risoluzione 1701, ora dipende dagli israeliani", aggiunge, "ci sono segnali positivi ma non sono finali. Il Libano ha bisogno di pace, non vogliamo più morti e distruzione".

 

Alla domanda sul come verrà fatta rispettare la risoluzione, Habib risponde: "Siamo pronti a mandare 5 mila soldati in più dell’esercito libanese (Laf) a sud per collaborare con le truppe dell’Unifil e garantire che nessun’altra autorità, al di fuori del governo libanese, operi nell’area, che non ci siano altre armi se non quelle dell’esercito".

 

raid israeliano su beirut 8

"A condizione, certo", sottolinea, "che anche gli israeliani rispettino la risoluzione, perché da sempre violano i nostri confini, per aria, terra e mare. Ci saranno 60 giorni per il ritiro completo". "Se Israele continua a occupare nostre terre la resistenza tornerà, tra 2, 5 o 10 anni.

 

Fin quando ci sarà l’occupazione ci sarà la resistenza", dice ancora il ministro libanese, "noi vorremmo fortissimamente che in questi 60 giorni Israele negozi con noi su tutto il confine". E sulla reale possibilità di disarmare Hezbollah assicura: "Non ci saranno armi senza il consenso del governo libanese e nessuna autorità diversa da quella del governo libanese".

 

LIBANO, VERSO IL CESSATE IL FUOCO MA PESA IL PATTO SEGRETO USA-ISRAELE

Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per "La Repubblica"

 

BENJAMIN NETANYAHU A GAZA

Gli Stati Uniti ci credono. La Francia ci crede. Persino Netanyahu dichiara di aver accettato «il quadro generale» della proposta americana per il cessate il fuoco, già approvata dalla controparte libanese. Si può esser certi, dunque, che oggi Biden e Macron daranno l’annuncio della tregua tra Israele e Hezbollah, come vogliono le voci diffuse in forma anonima da consiglieri governativi e portavoce di New York, Gerusalemme e Parigi? No. Perché in Medio Oriente ogni bozza di accordo porta in seno il dettaglio che la può far saltare. E in questo caso il dettaglio si chiama “documento allegato”.

 

Andiamo con ordine e partiamo dall’ottimismo. C’è n’è tanto, dopo che domenica sera la riunione ristretta di ministri e intelligence militare convocata dal premier israeliano ha dato parere positivo alla proposta avanzata dall’inviato americano Amos Hochstein e già approvata da Nabih Berri, il presidente del Parlamento libanese che tratta a nome di Hezbollah. Nel pomeriggio la bozza per l’armistizio sarà discussa e votata dal Gabinetto di guerra israeliano, cui spetta l’ultima parola: nel caso di luce verde, i cannoni potrebbero tacere entro le 36 ore successive alla delibera.

 

BENJAMIN NETANYAHU A GAZA

[...] Tuttavia il portavoce del Consiglio di sicurezza della Casa Bianca ha ridimensionato le aspettative: «L’accordo è vicino ma non sarà finalizzato fino a che non saranno concordati tutti i dettagli», ha detto John Kirby. E il dipartimento di Stato ha ribadito che «l’intesa non c’è ancora».

 

Secondo la bozza Hochstein, dopo il cessate il fuoco l’Idf ha 60 giorni (il cosiddetto periodo di prova) per lasciare il Libano. Nello stesso lasso di tempo i miliziani devono ritirarsi a nord del fiume Litani, mentre l’esercito regolare libanese, riarmato dagli occidentali, insieme coi caschi blu di Unifil, si posizionerà lungo il confine con il compito di ripulire la regione dalle postazioni di Hezbollah che l’Idf, in più di un anno di bombardamenti e 3.000 vittime, non è riuscito a distruggere. I soldati saranno chiamati a prevenire il traffico di armi dalla Siria.

 

netanyahu bergoglio papa francesco

A un comitato militare internazionale, a guida Usa e con la partecipazione della Francia (inizialmente Netanyahu non voleva per via del sostegno di Macron al mandato di arresto dell’Aia), della Germania e della Gran Bretagna, spetterà vigilare sull’accordo, valutando eventuali violazioni. Ed è qui, sul concetto di violazione, che gira tutto. Perché se la cornice è accettata da entrambe le parti, non lo sono i particolari. Netanyahu ha detto che «tutto dipende da cosa si intende per violazione». Ecco che si arriva al “documento allegato”.

 

unita speciali radwan di hezbollah

È un testo siglato solo da americani e israeliani, non rientra nella bozza per la tregua e garantisce all’Idf libertà di azione per intervenire in Libano di fronte a minaccia immediata, come nel caso di lancio di missili. A patto, tuttavia, che esercito libanese e Unifil non intervengano prima. È la clausola che gli sciiti di Hezbollah, ma anche le istituzioni libanesi, non accettano di buon grado, perché di fatto introduce una limitazione della loro sovranità. [...]

raid israeliano su beirut 2bombardamenti israeliani a beirut 2 foto lapresse milizie di hezbollah esplosione dei cercapersone degli hezbollah 8raid israeliano su beirut 1

Ultimi Dagoreport

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!