macron merkel

ECCO COME FRANCIA E GERMANIA VOGLIONO METTERCI IL CAPPIO AL COLLO - L’INTESA TRA MACRON E MERKEL SUL FUTURO DELL’EUROZONA PREVEDE L’ISTITUZIONE DI UN FONDO EUROPEO DI STABILITA’ CHE POTRA’ EROGARE DANARI SONO AI PAESI IN REGOLA CON IL DEFICIT - UN MESSAGGIO CHIARO PER NOI: PER AVERE NUOVI FINANZIAMENTI EUROPEI ALLO SVILUPPO OCCORRERÀ RISANARE I CONTI PUBBLICI  

Diodato Pirone per “il Messaggero”

 

Macron Merkel 2

Dopo mesi di braccio di ferro c'è l' intesa franco-tedesca sul futuro Bilancio dell' eurozona.

L' accordo determina implicitamente novità strategiche anche per l' Italia. In sintesi, i tedeschi hanno accettato la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di dare vita ad un Fondo Europeo ad hoc che «garantirà la stabilità dei paesi aderenti all' euro».

 

In un quadro di regole stringenti, probabilmene più robuste di quelle attuali, questo Fondo sosterrà investimenti e riforme ma sarà messo a disposizione solo di quei Paesi europei i cui conti pubblici resteranno dentro i parametri concordati con Bruxelles. Insomma i Paesi che imbriglieranno meglio i proprio conti pubblici per evitare l' asfissia da austerità potranno contare su fondi europei per avviare iniziative di crescita.

 

LA SVOLTA

merkel macron

La notizia, anticipata ieri dallo Spiegel-online, equivale ad un messaggio chiarissimo all' Italia: per avere nuovi finanziamenti europei per lo sviluppo occorrerà tenere la barra dritta sul risanamento dei conti pubblici e su nuove riforme economiche.

Ma l' accordo, i cui dettagli e la portata finanziaria saranno resi noti lunedì 19 alla riunione dell' eurogruppo (cioè dei 19 ministri del Tesoro dei paesi aderenti all' euro), ha una evidente importanza soprattutto per il futuro dell' Unione che prova a uscire da un immobilismo soffocante.

 

giuseppe conte angela merkel

L'intesa franco-tedesca, infatti, sembra dare il via ad una nuova fase delle politica comune europea. Il si tedesco mette in moto uno scenario che probabilmente sfocerà in una cessione di maggior potere a Bruxelles e all' eurogruppo che dovrebbe poter decidere sul varo di una politica fiscale comune fra tutti i 19 paesi europei avendo nel suo carniere molti più strumenti di oggi.

 

Dovrebbe essere proprio l'eurogruppo, infatti, a stabilire il percorso di convergenza dei 19 paesi dell' eurozona verso un'unica politica economica comune finanziando le iniziative di crescita per quei governi che accetteranno di risanare la propria spesa pubblica.

 

DONALD TUSK ANGELA MERKEL GIUSEPPE CONTE MOAVERO

Il Fondo per lo Sviluppo sarà finanziato dai singoli Paesi ma è evidente che la Germania ha accettato di contribuirvi con il proprio peso economico in cambio di una cessione di potere effettiva a Bruxelles che potrà intervenire sui bilanci dei paesi dell'eurozona sia con il bastone delle penalizzazioni per chi sfora il deficit sia con la carota di finanziamenti per la crescita.

 

La novità dell'accordo franco-tedesco sul Bilancio arriva mentre la tensione fra il governo di Roma e la Commissione Europea di Bruxelles continua ad essere altissima. L'altro ieri il premier italiano, Giuseppe Conte, aveva dato l'impressione di voler fissare un imminente incontro con il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker sul tema dell'eventuale procedura d'infrazione per deficit eccessivo contro l'Italia ma da Bruxelles ieri hanno fatto sapere che nell'agenda di Juncker non c'è per ora alcun appuntamento con Conte.

 

JUNCKER ORA LEGALE

Il premier ha assicurato che un colloquio ci sarà, almeno per telefono, all'inizio della prossima settimana, ma al di là delle conversazioni tra i due, che siano faccia a faccia o meno, i motivi di attrito tra l'Italia e l' Europa restano tutti sul piatto.

 

Sul fronte della manovra va registrata la presentazioni di molti mini emendamenti da parte delle forze di maggioranza che però non è detto che poi saranno davvero inseriti nella legge di bilancio. Fra le proposte che meritano di essere segnalate c' è quella della Lega che propone una minirottamazione di 1.000 euro (500 a carico dello Stato e 500 dei concessionari) per chi dal 1 gennaio 2019 e fino al dicembre 2020 rottamerà un' auto da euro zero a euro tre acquistandone una nuova.

 

Il Carroccio propone inoltre di istituire - presso la Presidenza del Consiglio - un Fondo per le adozioni internazionali che assegni un finanziamento massimo di 5 mila euro per ogni famiglia che procede all' adozione di minori stranieri. La proposta indica in 10 milioni la dotazione di tale fondo a partire dal 2019.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…