mark rutte

FACILE FARE I FRUGALI CON I CONTI DEGLI ALTRI - L’INCREDIBILE GIRAVOLTA DELL’OLANDA DI RUTTE: ANCHE IL REUCCIO DELLE LACRIME E SANGUE, CHE CRITICAVA TANTO IL RECOVERY FUND, HA CAPITO CHE LA RIGIDITÀ NON SERVE A NIENTE. ORA CHE È IL SUO PAESE AD AVERE BISOGNO DI SOLDI, PROMETTE UN AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA. MANCO FOSSE IL LEADER DI UNO DEI PAESI SPENDACCIONI DEL SUD EUROPA CHE HA SEMPRE CRITICATO...

Rodolfo Parietti per “il Giornale”

mark rutte 3

 

Alla fine, come nel capolavoro di Agatha Christie, non ne rimarrà nessuno dei nove piccoli frugali. I paladini dell'austerità dura e pura, i difensori del sacro Graal delle regole fiscali e dell'ortodossia di bilancio stanno perdendo un pezzo dopo l'altro.

 

MARK RUTTE CON IL SUO CANE

Non semplici pedoni sulla scacchiera su cui si giocherà la partita del Patto di stabilità, ma veri alfieri del rigore, quelli che andando di traverso sgambettavano gli avversari col debito fuori controllo. Ad arrendersi, adesso, è l'Olanda. Austerity «kapot», morta. Un salto mortale per chi, in spregio a qualsiasi principio di solidarietà, aveva osteggiato il Recovery Fund; e, ancor peggio, pretendeva di mettere il naso nei conti dei Paesi del Sud quando la pandemia, con la sua contabilità cimiteriale in continuo aggiornamento, aveva raggiunto l'acme.

 

IL PREMIER OLANDESE RUTTE E MARIO DRAGHI

Ora, però, si recita il mea culpa: il nuovo governo guidato da Mark Rutte, assicura il Financial Times, promette un aumento della spesa pubblica mai visto. Cordoni della borsa aperta, come un qualsiasi Paese spendaccione del Club Med. «Durante gli ultimi 10 anni - ricorda il FT - i Paesi Bassi sono stati definiti il paese Ue leader dei frugali che si sono opposti ai budget più espansivi del blocco e a un sistema di ripartizione del rischio fiscale nell'Eurozona».

 

MARK RUTTE ANGELA MERKEL

E, aggiungiamo, la nazione che più di tutte spalleggiò l'allora ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, nell'opera di accanimento finanziario contro una Grecia già ridotta allo stremo. Ma i tempi cambiano, e ad Amsterdam devono essersi sentiti orfani della Germania dura e pura di una volta, quella dell'Angela Merkel capace di imporre, con impeto calvinista, il pareggio di bilancio non solo in casa sua, ma anche in quelle degli altri.

IL PREMIER OLANDESE RUTTE CON MARIO DRAGHI

 

Come una stampella colpita da un calcio, l'appoggio sul fronte tedesco è venuto meno: la coalizione di governo "semaforo" capeggiata da Olaf Scholz intende rimettere in moto la locomotiva d'Europa con l'aiuto di politiche espansionistiche. Perfino il liberale Christian Lindner, una volta incaricato di reggere il ministero delle Finanze, ha abiurato i propositi bellicosi che erano stati il cardine della sua campagna elettorale.

 

Con Berlino non più austera, gli olandesi devono essersi sentiti circondati. Da Italia, Francia e Spagna che spingono per una riforma radicale del Patto di stabilità e chiedono la rottamazione del parametro del 60% nel rapporto debito-Pil; e dalla Bce ancor più decisa a mantenere lasca la politica monetaria ora che Jens Weidmann, capo della Bundesbank, ha deciso di farsi da parte. Circondati e soli.

 

il re willem alexander e la moglie maxima d olanda con mark rutte

Perfino l'Austria ha svoltato in direzione di una maggiore spesa pubblica dopo aver costretto al pensionamento Sebastian Kurz, indagato per favoreggiamento della corruzione e appropriazione di fondi pubblici. Le dimissioni dell'ex enfant prodige dalla carica di Cancelliere hanno creato un effetto valanga, trascinando via l'ex titolare dell'Economia, Gernot Bluemel.

 

URSULA VON DER LEYEN E MARK RUTTE

Lui, all'epoca delle discussioni sul Next Generation Ue, invocava il ricorso al fondo salva-Stati Mes e a novembre all'Ecofin aveva detto che Vienna è «contraria» a «ulteriori eccezioni» nelle regole sui conti pubblici europei. Un altro piccolo frugale che ha fatto la fine degli indiani di Agatha Christie.

mark rutte 1mark rutte 2

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…