vittorio feltri donald trump

INFORMAZIONE INFELTRITA – VITTORIONE CONTRO GLI EDITORIALISTI NOSTRANI CHE NON NE AZZECCANO UNA, DALLA BREXIT A TRUMP: “I FUORICLASSE DELL' INFORMAZIONE VIVONO ASSERRAGLIATI IN UN MONDO TROPPO PICCOLO, QUELLO DEI LORO AMICI” – “TRASCORRONO BELLE SERATE IN RISTORANTI DI LUSSO A DARSI RAGIONE L' UN L' ALTRO. NON COLGONO NEPPURE LA…”

 

 

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

 

Nelle scorse settimane, il popolo inglese è andato a votare per le elezioni politiche.

VITTORIO FELTRI MANGIA

Motivo molto semplice. La Gran Bretagna deve uscire dall' Unione europea come deciso da un referendum in cui la cosiddetta Brexit ha vinto con un margine non ampio ma comunque netto.

 

I conservatori, alla testa della battaglia anti-Europa assieme al partito "ribelle" di Nigel Farage, non avevano i numeri necessari per trattare con Bruxelles senza rischiare di trovarsi sconfitti poi nel proprio Parlamento, con le immaginabili conseguenze negative in termini di autorevolezza. Caduta Theresa May, il nuovo leader dei tories, l' ex sindaco di Boris Johnson, ha coraggiosamente scelto di tornare alle urne (nei paesi democratici si fa così) per veder confermato o smentito il mandato per trovare un accordo con l' Europa. Un rischio.

 

boris johnson discorso per la brexit

Premiato da un successo travolgente. I laburisti, guidati da Corbyn, si sono presentati con un programma di nazionalizzazioni che perfino Lenin avrebbe trovato eccessivo. Sconfitta disastrosa. Bene. Il giorno dopo ho letto con attenzione i commenti della stampa italiana, da sempre ottusamente contraria alla Brexit per motivi di propaganda pro Unione europea che sfuggono, a mio avviso, a ogni logica che non sia il conformismo puro e semplice.

 

hillary clinton donald trump il town hall debate

SCELTA DI LIBERTÀ

Quando vinse la Brexit dissero che aveva votato solo la pancia del paese, in pratica le zone rurali o ex industriali del nord. I londinesi cosmopoliti, la parte migliore della Gran Bretagna, secondo i nostri soloni, avevano votato in massa per rimanere in Europa. E quello era la scelta giusta. I giovani però non avevano capito, avevano disertato la consultazione e consegnato le sorti dell' isola a vecchi sciovinisti e rancorosi.

 

la copertina del sunday times sulla vittoria di boris

I nostri illuminati editorialisti, che conoscono benissimo Piccadilly Circus, ma forse neanche quello, avevano condannato a morte l' economia della City e previsto fuga in massa di importantissime (ciao, belli) agenzie europee e banche e investitori.

 

festeggiamenti per la brexit 10

Naturalmente non è successo quasi nulla. E non sarebbe successo proprio nulla se la May avesse avuto forza sufficiente in Parlamento per chiudere la discussione. Bene, ora Boris Johnson quella forza ce l' ha. E straripante. Ma i nostri "esperti" non hanno cambiato idea. Segnatevi la profezia del 99 per cento della stampa italiana. Questo è l' ultimo brindisi di Johnson, da qui in avanti l' Inghilterra diventerà una potenza economica marginale.

 

festeggiamenti per la brexit 12

A nessuno viene in mente che uscire dall' Unione europea, e decidere autonomamente del proprio destino, possa essere una scelta di libertà. No, è egoismo. Meglio restare vassalli di un impero (in cui l' imperatore è una moneta) che serve solo a mascherare la debolezza della Francia e lo strapotere della Germania. Almeno fino a quando le cose staranno così, e l' Unione non avrà alcuna politica comune in campo fiscale, militare e di politica estera.

 

Almeno fino a quando il Parlamento europeo non sarà come l' attuale: uno specchietto per le allodole, che credono di dare legittimità democratica all' Unione senza considerare che il potere degli eletti è quasi simbolico.

vittorio feltri 7

 

NON NE AZZECCANO UNA

Non voglio però parlarvi solo della Brexit. La vicenda è esplicativa dell' incredibile provincialismo col quale i nostri commentatori guardano ai Paesi stranieri dei quali si dicono esperti. Non ne azzeccano mai una. Trump doveva essere piallato dalla Clinton, abbiamo visto com' è finita.

BORIS JOHNSON DONALD TRUMP

 

berlusconi occhetto confronto tv

La Brexit doveva essere sconfitta, abbiamo visto com' è finita. Boris Johnson rischiava la rimonta di Corbyn, abbiamo visto com' è finita. I progressisti di tutto il mondo sono buoni, bravi e belli. Come quel fenomeno di Obama, premio Nobel per la pace a prescindere dai disastri che la sua dissennata politica ha creato in Medio oriente, dalla gestione della crisi siriana ai missili sulla Libia passando per le fallimentari primavere arabe. Vogliamo proseguire? Il rapporto coi russi avrebbe dovuto rovinare Trump. Invece sotto le macerie è finita la Clinton.

vittorio feltri foto di bacco (2)

 

Trump era un lurido isolazionista che avrebbe distrutto la crescita economica. È accaduto l' esatto contrario. Vogliamo venire in Italia? Berlusconi nel 1994 doveva essere sconfitto dalla gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto. E infatti... è accaduto il contrario. Il Movimento 5 stelle era un fenomeno passeggero.

 

VITTORIO FELTRI E MATTEO SALVINI

Così passeggero da arrivare ad essere il primo partito in Italia e a governare (con i piedi). La Lega di Salvini aveva perso l' anima e si sarebbe dovuta accontentare di governare su Varese e provincia. Infatti ha il 35 per cento su base nazionale e dopo la disastrosa esperienza di governo con Di Maio si appresta a tornare al comando, questa volta con un più sensato centrodestra.

 

Insomma, i "fuoriclasse" dell' informazione spesso non capiscono nulla. Vivono asserragliati in un mondo troppo piccolo, quello dei loro amici. Trascorrono belle serate in ristoranti di lusso a darsi ragione l' un l' altro. Non colgono neppure la sfumatura di ironico disprezzo negli occhi dei camerieri dai quali sono serviti con professionale ma finta riverenza.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”