draghi all'onu

“LA GUERRA DI MOSCA È UN ATTACCO AI VALORI OCCIDENTALI. AVANTI SULLE SANZIONI” – DRAGHI ALL’ONU SCOLPISCE CON FORZA LA POSIZIONE GEOPOLITICA DELL’ITALIA E ALLONTANA L’OMBRA DI UN GOVERNO SOVRANISTA, CHE GUARDI CON INDULGENZA IN DIREZIONE DEL CREMLINO – IL NO ALLE POSIZIONI DI SALVINI E A CONTE - "ORA AVRÒ TEMPO LIBERO...". MA LA VERITÀ È CHE ANCHE MARIOPIO GIOCA UNA PARTITA PER IL FUTURO. KISSINGER: "IL MONDO HA BISOGNO DI LEADER CON LA VISIONE DI DRAGHI" – COME DAGO-ANTICIPATO E’ PREVISTO UN FACCIA A FACCIA DRAGHI-BIDEN - VIDEO

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Monica Guerzoni per corriere.it

 

 

DRAGHI ALL'ONU

La guerra di Mosca contro Kiev è un attacco ai valori dell’Occidente. E il colpevole della crisi alimentare, energetica ed economica che il conflitto ha innescato ha un nome e un cognome: Vladimir Putin.Il premier italiano lo scandisce con tono severo davanti all’Assemblea generale dell’Onu, forte del premio al «migliore statista mondiale dell’anno» . ricevuto lunedì sera dalla fondazione Appeal of Conscience, con laudatio dell’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger.

 

 

Draghi è durissimo. E se Giorgia Meloni afferma che «i nostri nemici non sono così isolati come sembrano», i ragionamenti dell’ex presidente della Bce puntano a isolare Putin, finché non deciderà di tornare «al rispetto dei principi che la Russia scelse di sottoscrivere nel 1945». L’escalation dello zar impone una scelta di campo: «I referendum per l’indipendenza del Donbass sono un’ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza».

 

 

DRAGHI ALL'ONU

 

Dal 24 febbraio i nostri occhi hanno visto bombardamenti sulle città, «soprusi di civili e bambini» e il «tentativo di soggiogare una democrazia libera e sovrana che ha reagito con orgoglio e coraggio per difendere la propria indipendenza, la propria libertà». Le mosse di Putin fanno paura e scuotono i partiti italiani a pochi giorni da un voto decisivo per la collocazione dell’Italia. Ma Draghi scolpisce con forza la posizione geopolitica dell’Italia e allontana da sé l’ombra di un governo populista o sovranista, che guardasse con indulgenza in direzione del Cremlino.

 

Lui dubbi non pare averne, sente di aver collocato il nostro Paese dalla parte giusta della storia: «Aiutare l’Ucraina a proteggersi è stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite». Un monito anche sul piano interno, destinato a chi pensa di poter accorciare la strada che separa l’Italia dalle autocrazie dell’Est.

 

KISSINGER DRAGHI

Per il presidente c’è una sola via ed è quella di un «sistema internazionale basato sulle regole del multilateralismo». La Nato, la Ue, il G7. Ogni altra collocazione geopolitica sarebbe un azzardo e non farebbe l’interesse degli italiani. Sì alle sanzioni, perché «hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa». Sì alle armi, perché hanno consentito «l’eroica controffensiva» del popolo di Zelensky. E quindi no alle posizioni di Salvini e a Conte. La pace è lontana. Ma l’Italia resta «in prima linea per provare a raggiungere un accordo».

KISSINGER DRAGHI

 

La cooperazione è la chiave e, come è stato per sbloccare le navi con il grano ucraino, deve esserlo per demilitarizzare l’area della centrale di Zaporizhzhia: «Non possiamo rischiare la catastrofe nucleare». Multilateralismo, solidarietà, responsabilità. Queste le armi di Draghi per reagire a Putin, che ha attaccato la «coesistenza pacifica tra le nostre nazioni».

 

Al mattino, dopo l’apertura dell’evento Youth for Climate promosso dal ministro Roberto Cingolani, il presidente si era fermato a salutare i liceali del classico Antonio Canova di Treviso. Una stretta di mano a ogni studente e poi, quando i «prof» lo invitano ad andarli a trovare in Veneto, l’ex presidente della Bce strappa risate: «Vengo volentieri, avrò molto tempo libero». In realtà il premier uscente non sembra aver voglia di ritirarsi a vita privata. L‘agenda americana è piena di incontri di altissimo livello, dall’ex sindaco di New York Mike Bloomberg al presidente degli Stati Uniti. Conferme non ce ne sono, ma Draghi e Biden potrebbero parlarsi oggi, al Palazzo di Vetro.

 

IL DISCORSO INTEGRALE DI MARIO DRAGHI ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU

L'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia e le crisi che ne derivano - alimentare, energetica, economica - mettono a rischio i nostri ideali collettivi come raramente era accaduto dalla fine della Guerra Fredda.

DRAGHI RICEVE IL PREMIO COME STATISTA DELL ANNO

 
Queste crisi si affiancano alle altre grandi sfide dei nostri tempi - il cambiamento climatico, la pandemia, le diseguaglianze - e ne amplificano i costi, soprattutto per i più deboli. Le responsabilità del conflitto sono chiare - e di una parte sola. Ma è nostra responsabilità collettiva trovare risposte a questi problemi con urgenza, determinazione, efficacia. Non possiamo dividerci tra Nord e Sud del mondo. Dobbiamo agire insieme e riscoprire i
 
l valore del multilateralismo che si celebra in quest' aula. L'invasione dell'Ucraina viola i valori e le regole su cui da decenni poggia la sicurezza internazionale, la convivenza civile tra Paesi. Eravamo convinti di non dover più assistere a guerre di aggressione in Europa.
 
Da febbraio abbiamo invece assistito a bombardamenti di teatri, scuole, ospedali; a violenze e soprusi nei confronti di civili, di bambini al tentativo di soggiogare una democrazia libera e sovrana, che ha reagito con orgoglio e coraggio per difendere la propria indipendenza, la propria dignità. Aiutare l'Ucraina a proteggersi non è stata solo la scelta corretta da compiere.
 

DRAGHI PUTIN GAS

È stata l'unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni che questa Assemblea ha adottato dall'inizio del conflitto. L'Italia ha agito senza indugi, insieme agli altri Paesi membri dell'Ue, agli alleati della Nato e del G7, a tutti i partner che come noi credono in un sistema internazionale basato sulle regole e sul multilateralismo. Insieme, abbiamo risposto alle richieste del Presidente Zelensky, perché un'invasione militare pianificata per mesi e su più fronti non si ferma soltanto con le parole. Abbiamo imposto sanzioni senza precedenti alla Russia, per indebolirne l'apparato militare e convincere il Presidente Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.
 

draghi putin

Abbiamo accolto migliaia di rifugiati, assistito chi è rimasto in Ucraina e siamo pronti a finanziare la ricostruzione del Paese - perché agli orrori della guerra si risponde con il calore della solidarietà. Il piano di Mosca era conquistare Kiev in poche settimane.I soldati ucraini hanno vanificato questa strategia, grazie anche alla nostra assistenza militare.
 
Nelle ultime settimane, un'eroica controffensiva ha permesso all'Ucraina di recuperare migliaia di chilometri quadrati di territorio a partire da Kharkiv, e costretto l'esercito russo a ripiegare. L'esito del conflitto resta imprevedibile, ma Kiev sembra avere acquisito un vantaggio strategico importante. Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia. La Russia fatica a fabbricare da sola gli armamenti di cui ha bisogno, poiché trova difficile acquistare il materiale necessario a produrle.
 

MARIO draghi E VLADIMIR putin

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che l'economia russa si contragga quest' anno e il prossimo di circa il 10% in totale, a fronte di una crescita intorno al 5% ipotizzata prima della guerra. L'impatto delle misure è destinato a crescere col tempo, anche perché alcune entreranno in vigore solo nei prossimi mesi. Con un'economia più debole, sarà più difficile per la Russia reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia. L'unità dell'Ue e dei suoi alleati è stata determinante per offrire all'Ucraina il sostegno di cui aveva bisogno, per imporre costi durissimi alla Russia. Mosca ha da subito tentato di dividere i nostri Paesi, a usare il gas come arma di ricatto. L'Italia ha reagito con tempestività per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, per accelerare lo sviluppo dell'energia rinnovabile.
 
A oggi, abbiamo dimezzato la nostra dipendenza dal gas russo e contiamo di diventarne completamente indipendenti dal 2024. In questo percorso, beneficiamo degli accordi con numerosi Paesi africani. Vogliamo sviluppare insieme tecnologie verdi, mettere l'Africa al centro della transizione ecologica. La guerra in Ucraina ha ridisegnato la geografia energetica e con essa il quadro geopolitico.

G7 IN GERMANIA - BORIS JOHNSON - JOE BIDEN - OLAF SCHOLZ - EMMANUEL MACRON - MARIO DRAGHI 1

 
L'Ue è destinata a guardare sempre più verso sud e l'Italia vuole essere un ponte verso la sponda meridionale del Mediterraneo, verso tutto il continente africano. Per mantenere una posizione unita, risoluta, coerente con i nostri valori, è essenziale preservare la coesione sociale. L'aumento del costo dell'energia mette a rischio la ripresa economica, limita il potere d'acquisto delle famiglie, danneggia le imprese, può fiaccare l'impegno dei nostri Paesi per l'Ucraina. Per aiutare le imprese e i cittadini a fronteggiare i rincari in Italia abbiamo speso circa il 3,5% del nostro Pil.
 
Ora dobbiamo fare di più, soprattutto a livello europeo. Come l'Italia sostiene da tempo, l'Ue deve imporre un tetto al prezzo delle importazioni di gas, anche per ridurre ulteriormente i finanziamenti che mandiamo alla Russia. L'Europa deve sostenere gli Stati membri mentre questi sostengono Kiev. L'Ue deve anche usare la forza delle sue istituzioni per mettere i suoi vicini al riparo dalle rivendicazioni russe. La guerra di aggressione in Ucraina ha risvegliato o rafforzato in molti Paesi il desiderio di Europa. Il governo italiano ha fortemente voluto la candidatura dell'Ucraina a Stato membro e sostiene l'integrazione di Balcani occidentali, Moldavia, e Georgia nell'Ue. Dalle crisi si esce solo guardando lontano, con coraggio e con ambizione. Il nostro obiettivo è la pace. Una pace che sia ritenuta accettabile dall'Ucraina - la sola che può essere duratura e sostenibile. Finora la Russia non ha dimostrato di volere la fine del conflitto: i referendum per l'indipendenza nel Donbass sono un'ulteriore violazione del diritto internazionale.

G7 IN GERMANIA - BORIS JOHNSON - JOE BIDEN - OLAF SCHOLZ - EMMANUEL MACRON - MARIO DRAGHI

 
Tuttavia, l'Italia resta in prima linea per provare a raggiungere un accordo, quando sarà possibile. Nel suo discorso all'Assemblea Generale del 1988, Michail Gorbaëv notò come, in un mondo globalizzato, la forza o la minaccia del suo utilizzo non potessero più funzionare come strumento di politica estera. "Affrontare i problemi globali - disse Gorbaëv - richiede un nuovo 'volume' e una nuova 'qualità' della cooperazione" da parte degli Stati. La nostra reazione alla guerra in Ucraina serve a riaffermare che la violenza gratuita non può avere spazio nel ventunesimo secolo.
 
L'Italia auspica ci possa essere un futuro in cui la Russia torni al rispetto dei principi che scelse di sottoscrivere nel 1945. Un mondo diviso in blocchi, attraversato da rigide demarcazioni ideologiche e contrapposizioni militari non genera sviluppo, non risolve problemi. Dobbiamo mantenere le nostre identità, ma condurre le relazioni internazionali in modo responsabile, legale, pacifico. Questo principio deve valere per tutte le crisi che affrontiamo: dall'Ucraina, ai recenti scontri nel Caucaso, alle situazioni di instabilità in Africa, Medio Oriente, America Latina, fino alle tensioni nell'Indo-Pacifico. Nonostante le divisioni degli ultimi mesi, abbiamo una base solida su cui costruire.

MARIO DRAGHI JOE BIDEN

 
La Presidenza italiana del G20 dello scorso anno è coincisa con un momento di grande collaborazione tra Paesi. È un'eredità che non dobbiamo disperdere. Dobbiamo avere un approccio responsabile, umano, condiviso. La guerra in Ucraina e le crisi che ne derivano hanno messo a dura prova la coesione della comunità internazionale. Ma è proprio in questo contesto che è necessario ritrovare lo spirito di cooperazione che ci ha permesso negli scorsi anni di affrontare insieme altre sfide non meno dure. Le nostre istituzioni comuni devono rinnovarsi.
 

MARIO DRAGHI JOE BIDEN

L'Italia sostiene con forza la necessità di riformare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per renderlo più rappresentativo, efficiente, trasparente. Anche nei prossimi anni, l'Italia continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato, aperta all'ascolto e al dialogo, determinata a contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale. Sono gli stessi principi e obiettivi che ispirano le Nazioni Unite, che è necessario e urgente difendere oggi.

 

 

 

DRAGHI RICEVE IL PREMIO COME STATISTA DELL ANNO DRAGHI ALL'ONUmario draghi meme

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