enrico mentana

“IN ITALIA È PIÙ FACILE CHE ESISTANO I SALTA-FILA, CHE I NO-VAX” - MENTANA SCATENATO: “MI PARE EVIDENTE CI FOSSE UNA SORTA DI PREVENZIONE VERSO ASTRAZENECA, A CUI È STATA DATA L’ETICHETTA DEL ‘VACCINO DEI POVERI’. È UN’INGIUSTIZIA ASSOLUTA” - “DI DRAGHI MI FIDO SOPRATTUTTO PER LA VERA PARTITA, QUELLA DEL NEXT GENERATION EU” - "IL PD AVREBBE VOLUTO INSEGNARE L'ARTE DI GOVERNO AGLI APPRENDISTI A 5 STELLE, MA È ANDATA A FINIRE CHE SI È INNAMORATO DELLA FIORAIA GIUSEPPE CONTE"

ENRICO MENTANA

 

Giulia Cazzaniga per “la Verità”

 

Interruzioni vietate, inquadrature in modalità singola, mai sulle scarpe indossate. Sui diktat di Beppe Grillo per le ospitate in tv dei 5 stelle, la replica di Enrico Mentana, il direttore maratoneta del tg La7, è senza scampo: su Facebook le definisce «irricevibili», e chiede di rimando che ruolo abbia Grillo, e quale Conte. Che un certo giornalismo si sarebbe «appecoronato» a Mario Draghi lo aveva invece previsto. «E ci mancherebbe, era successo pure con il Conte 2».

 

mario draghi conferenza stampa

La luna di miele prosegue?

«Il mio mestiere è quello del giornalista sportivo non tifoso: se la Nazionale gioca bene, occorre raccontarlo, anche con toni patriottici, ma se gioca male bisogna dirlo. Vale per tutti i governi. Però distinguo: i telegiornali hanno certe necessità di racconto, mentre la stampa o ha una sua linea storica o si deve distinguere per battaglie che possono piacere moltissimo a una parte e pochissimo a un' altra. Vale anche per il vostro giornale. I quotidiani sono come partiti a sé stanti, anche se - per fortuna - poi non vanno a elezioni».

 

Lei che opinione ha? Di Draghi si fida? Qualche mese fa descriveva il Paese «impreparato, indeciso, balbettante», di fronte al virus. Ora andiamo meglio?

LUIGI DI MAIO ENRICO MENTANA MASSIMO D'ALEMA

«Non risponderò certo come Di Maio che il premier "mi ha fatto una buona impressione". Il curriculum di Mario Draghi non lo ha nessuno. Mi fido di lui soprattutto per la vera partita, quella più importante, del pacchetto Next generation Eu.

 

Non riesco a vedere una figura più adeguata per riuscire a ottenere quei miliardi e saperli gestire per guidare il rilancio del Paese. Molto onestamente: meglio Draghi di tutte le altre alternative, visto che non abbiamo grandi leader del Paese, di nessun partito, che potremmo mettere a confronto».

 

vaccino astrazeneca

Giorni complicati sui vaccini. Da tre giorni si sono ricominciate le iniezioni. Che è successo secondo lei con Astrazeneca?

«Mi pare evidente ci fosse una sorta di prevenzione verso Astrazeneca, dopo lo stillicidio di comunicazioni da parte delle varie agenzie del farmaco nazionali dei mesi scorsi: come sempre accade quando una cosa costa meno, è stata data in sostanza una etichetta del "vaccino dei poveri". Una ingiustizia assoluta: non è che perché una cosa costa meno vale meno. Neanche con i farmaci, pensiamo ai generici. Il difetto principale di tutta questa vicenda è che è stata annunciata, ma non è stata spiegata».

 

vaccino pfizer

E così c' è chi dubita. Glielo chiedessero, lo farebbe il «testimonial» del vaccino?

«Certo che lo farei. Fatta la frittata, bisogna che anche i più restii prendano la palla al balzo e vadano a vaccinarsi domani con Astrazeneca. È l' unico modo per restituire la fiducia. Tanto ci sarà sempre il pirla negazionista che dirà che nella fiala di quella vaccinazione del parlamentare c' è invece il vaccino di Pfizer. Ma quest' area della paura non è così consistente. È più facile che esistano i salta-fila, in Italia, che i no vax».

 

enrico mentana

La politica nelle ultime settimane le ha dato le soddisfazioni di grandi maratone. Se le è godute, o qualcosa è cambiato nel suo raccontare in tempo di pandemia?

«Quando la politica dà segni di vita consente di distrarci dallo strapotere mediatico delle notizie sulla pandemia. Ed è anche il racconto dell' unica cosa che ci può permettere di superare questo momento: c' è bisogno di buona politica».

 

Che è invece oggi in crisi?

«Dal 2011 abbiamo assistito a cambi di scenario imprevedibili. Penso al pareggio nel 2013 tra il Pd super-favorito e il Movimento 5 stelle esordiente. Chi avrebbe potuto poi immaginare che dopo l' uscita travagliata, ingloriosa, di Silvio Berlusconi dal Parlamento, sette anni dopo lo si sarebbe visto sul ponte di comando di una nuova maggioranza, per di più all' età che ha?

 

matteo salvini

Nessuno avrebbe previsto di vedere il Matteo Salvini dei pieni poteri e dell' estate del Papeete diventare un partner tutto sommato non troppo sgomitante di una maggioranza guidata dall' ex presidente della Bce. Per tacere dell' odio trasformatosi in amore - financo eccessivo - tra il Pd e i 5 stelle.

 

Non ci sono partiti strutturati, gli elettorati sono tutti d' opinione ma non ci sono opinioni forti. E così chi azzecca l' idea giusta in una certa fase diventa il kingmaker».

astrazeneca

 

Ma quindi vale tutto.

«Abbiamo assistito alle discese ardite e alle risalite - per dirla con Lucio Battisti - di Renzi. Alla trasformazione operata da Salvini sulla Lega: un partito autonomista diventato nazionalista, sovranista, con forte vocazione a rappresentare il Sud. Letteralmente il contrario della Lega di Bossi. Ci è riuscito perché siamo in una situazione post-ideologica, e non è certo l' unico esempio. Grillo ha creato un partito dal nulla, che è riuscito a sfondare già alla sua seconda volta alle elezioni. Questo succede perché non c' è più il radicamento dei partiti tradizionali, né le ideologie di riferimento. I punti di contenzioso vitale, oggi, tra destra e sinistra, sono davvero pochi».

bossi salvini maroni

 

Se le cose stanno così, per il Pd la sfida è complicata.

«Visto dall' esterno, il Pd sembra essere molto in ritardo sull' analisi di quanto può fare. È un partito che resiste per il suo passato, per il suo perdurante insediamento, per la rete capillare di amministratori. C' è un ceto politico che mira, anche, alla propria conservazione. Il Pd si è trasformato così in Pdr: partito della responsabilità».

 

Non serve averne, oggi?

 

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

«Governare non è responsabilità, ma ambizione, voglia di cambiare. Nei programmi dei dem l' idea di cambiamento è diventata rituale: è il partito che cambia meno. La battuta sul "partito della Ztl", e cioè che vince solo all' interno dei centri storici, trova corrispondenza, purtroppo per il Pd, nell' analisi dei dati elettorali. Il che la dice lunga rispetto al rapporto con i nuovi ultimi, con i meno abbienti di una società squilibrata. Nei mesi scorsi è andata in scena la trama del musical My fair lady: il Pd avrebbe voluto insegnare l' arte di governo e della democrazia agli apprendisti a 5 stelle, ma è andata a finire che si è innamorato della fioraia Giuseppe Conte. E questo ha provocato uno squilibrio enorme: a trainare la sinistra sembrava fosse l' ex premier, in assenza di leadership e valori».

GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINO E IL TAVOLINO MEME

 

Torno al virus. Non ne siamo fuori, e si è anzi tornati a chiudere. Due dei suoi quattro figli sono in didattica a distanza. Come la stanno vivendo?

«In maniera diversa tra di loro. Il problema della didattica a distanza è che puoi studiare o no a seconda tu sia un secchione, un appassionato, o un utilitarista. La vera questione è però che tutto questo viene lasciato al libero arbitrio di minori, in una situazione del tutto anaffettiva: non ci sono gli insegnanti, non ci sono i compagni.

 

emer cooke conferenza stampa su astrazeneca

Trovo la Dad potenzialmente devastante, anche se continuo a sperare che i miei figli non ne subiscano le conseguenze. So perché siamo arrivati a questo punto, spero se ne esca il prima possibile. Nessuno sa cosa è giusto fare, in nessun Paese».

 

Chiudere i giovani in casa in Italia è sembrato ad alcuni necessario.

«Sono stato giovane anch' io, e a differenza degli altri non faccio finta di avere amnesie.

giuseppe conte ospite della gruber a otto e mezzo 7

Delle nuove generazioni ci si è dimenticati totalmente. Il governo precedente - e quello nuovo per ora non ha dato su questo un segnale di discontinuità - ha di fatto chiuso in casa i giovani, sbarrando pure le porte delle università.

 

Nessuna indicazione, se non "state a casa". Nel breve e illusorio periodo tra la prima e la seconda ondata si sono tolti i divieti e, incredibile, i giovani sono andati a incontrarsi tra loro. Che cosa avrebbero dovuto fare? Sono andati in vacanza e nelle discoteche, che però erano aperte e non certo per gli anziani.

 

maratona mentana meme 1

Si sono fatti errori e si è arrivati a darne la colpa ai giovani. Perché sarebbero irresponsabili? Dei pendolari accalcati nel vagone della metropolitana qualcuno si permetterebbe di dire che mancano di responsabilità?

 

Ho visto foto fatte con il teleobiettivo, come se i ragazzi fossero kamikaze che fanno ammucchiate all' aperto solo per bere uno spritz. Si è data un' idea inutilmente e colpevolmente macchiettista di chi vive, di chi ha semplicemente la pretesa di vivere».

ASTRAZENECA

 

Torneremo presto a farlo?

«Il grande vantaggio di avere un governo come l' attuale è che c' è una forte livello di corresponsabilità della quasi totalità delle forze politiche. Vuol dire che le scelte si fanno tutti insieme. L' alternativa, in politica, da quando esiste la Seconda Repubblica, è il gioco parossistico per cui io dico giallo, tu dici blu. Stando tutti al governo, almeno prenderanno scelte condivise e nessuno si potrà chiamare fuori. Speriamo siano quelle giuste, solo così avranno anche il consenso dell' opinione pubblica».

giuseppe conte ospite della gruber a otto e mezzo 4goffredo bettini gianni letta giuseppe contegoffredo bettini gianni letta. giuseppe contegiuseppe conte ospite della gruber a otto e mezzo 6

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...