conte raggi

“NO ALL'APPARENTAMENTO CON IL PD” - LE CHAT GRILLINE RIBOLLONO. LA BASE M5s NON VUOLE ACCORDI CON I DEM AI BALLOTTAGGI. CONTE SA CHE SE NON PRESERVA L’ASSE CON IL PD E’ FINITO: “NON CI SONO POSSIBILITÀ DI COLLABORARE CON UNA GIUNTA DI CENTRODESTRA” – ARRIVA L'ENDORSEMENT DEL MINISTRO PATUANELLI E DELLA VICEMINISTRA TODDE PER GUALTIERI. INTANTO LA RAGGI PRENDE UN CAFFE’ CON MICHETTI E CONTINUA A MANTENERE I CONTATTI CON IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA...

Stefania Piras per www.ilmessaggero.it

 

Panico da  esclusione. Dall'illusione di essere (ancora) l'ago della bilancia alla paura di non saper più organizzare ma soprattutto orientare un voto M5S, un boccone elettorale che mantenga un sapore stellato nella battaglia che da qui a due settimane, quando si disputerà il ballottaggio, porterà al nuovo sindaco di Roma.

VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE

 

Il punto è che l'universo del Movimento 5 stelle appare più che mai frastagliato e il dibattito politico si svolge, nonostante tutto, ancora e solo via chat. Voto online? Opzione che viene definita come remota anche perché: «l'iscrizione al nuovo Movimento è farraginosa e quasi nessuno si è iscritto». Le recenti dichiarazioni dei parlamentari M5S sono attribuibili anche al disagio e alla rabbia che arriva da là, da quelle chat dove imperversa un coro piuttosto unanime: «No all'apparentamento con il Pd».

 

E il coro deve essere arrivato forte e chiaro anche in Sicilia se Giuseppe Conte è passato al dire che ufficialmente non ci saranno apparentamenti salvo poi ribadire come aveva già fatto a poche ore dalla chiusura delle urne che «non ci sono possibilità di collaborare con una giunta di centrodestra».

giuseppe conte virginia raggi 2

 

Questo è il livello massimo di schieramento, ad oggi, per il partito che è approdato sulla scena politica ormai più di dieci anni fa dicendo che la sinistra e la destra non esistevano più. In sintesi: il nemico del mio amico è anche mio nemico. Ma significa pure nei prossimi giorni, allora, fare campagna per Roberto Gualtieri: «Vedete qualcuno a Roma disposto a farlo?», la constatazione dei più spaesati. No problem, ci pensano i ministri M5S che dicono quel che già disse Conte: Gualtieri è stato il suo ministro dell'Economia, è più che affidabile.

 

giuseppe conte

«Se i dati economici di questo Paese in questo momento sono migliori anche rispetto alle aspettative, è dovuto a diversi fattori. Tra questi credo anche il lavoro che, lo dico forse immodestamente per una volta nella vita, ho fatto da ministro dello Sviluppo Economico, con l'allora presidente del Consiglio e con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Non dico altro. Penso di aver risposto». Così il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli (M5s), in merito a una domanda sul ballottaggio a Roma sul candidato del centrosinistra. Se non bastasse arriva anche l'endorsement della viceministra M5S allo Sviluppo economico Alessandra Todde: «Non sono romana, non voto a Roma, quindi il mio giudizio non è da cittadina. Ma ho lavorato molto bene durante il Conte 2 con Roberto Gualtieri ministro e ne ho apprezzato la professionalità e lo spessore. Quindi credo si capisca chi sceglierei come sindaco».

 

 

MARIO DRAGHI STEFANO PATUANELLI

L'ago della bilancia c'est moi, sembra far capire intanto la sindaca uscente Virginia Raggi che dopo il voto ha ringraziato nell'ordine prima Luigi Di Maio e poi Giuseppe Conte. Se la prende comoda comunque: al momento ha accettato l'invito di Enrico Michetti, candidato del centrodestra, per un caffè in Campidoglio. E contemporaneamente dice di essere in contatto anche con il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri. «Conte adesso è in difficoltà perché Virginia ha ottenuto più voti di quelli della lista: hanno votato lei e non il Movimento 5 stelle 2050 di Conte e se Conte darà indicazioni specifiche per votare Gualtieri difficilmente lo seguiranno perché c'è un plebiscito nelle chat di Roma per non votare Gualtieri», spiega chi segue da vicino la trattativa appena cominciata.

 

intervento del ministro stefano patuanelli foto di bacco (2)

Il caffè di Raggi è dunque un caffè a stomaco vuoto per i tanti che stanno alla finestra a guardare poichè la base del Movimento a Roma è a digiuno di un dibattito interno in grande stile. L'ultimo grande evento risale agli Stati generali. Poi cosa è successo? Poi è stato incoronato presidente Giuseppe Conte che ha sciolto quel che rimaneva dei vecchi meetup e pure i gruppi comunali e municipali «che comunque hanno continuato ad esistere in proroga per la campagna elettorale», racconta un'attivista. Ora chi vorrà costituire un gruppo dovrà mettere insieme almeno 50 iscritti e avere il permesso degli organi nazionali.

 

Il Movimento a Roma non è in movimento, stagna in queste ore. Al netto della manovra della corrente capitanata dal consigliere Enrico Stefano che già un paio di mesi fa aveva cercato contatti con il Pd e al netto dei parlamentari che stanno cercando di far pesare l'accordo nazionale con il Pd e anche quello regionale chè pure è accordo di governo. Nella giunta Zingaretti siedono due assessori M5S; adesso, però quell'accordo viene definito subito «un altro paio di maniche».

Alessandra Todde

 

Ergo ad oggi non si registrano tentativi di apparentamento. «Non conviene», dice un dirigente pentastellato romano intento a ridisegnare un perimetro politico. E però c'è quel 19% di voti che non sono proprio pochi e che porebbero essere capitalizzati in vista del ballottaggio. Ma chi ispirerà quei voti il giorno del ballottagio? Chi è in grado di indirizzarli verso un candidato o un altro? Virginia Raggi si è intestata questo compito in cui è già entrata a gamba tesa la sua arci nemica Roberta Lombardi, protagonista e fautrice dell'accordo regionale di cui sopra. 

 

Comprensibile che Lombardi sia delusa che non si riparta là. «Interessante che mentre il M5S dà ampia dimostrazione a tutti i livelli di essere pronto al dialogo e al confronto sulle idee e le progettualità con tutte le forze politiche, Calenda e Gualtieri si affannino a commentare su un fantomatico ingresso in giunta del M5S. Cosa peraltro mai chiesta e mai ipotizzata», ha detto all'Adn Kronos l'assessora M5S alla Transizione ecologica in Regione Lazio Lombardi, commentando il 'niet' di Roberto Gualtieri a un possibile ingresso dei grillini in Giunta a Roma: uno stop, ricordiamo, auspicato anche da Carlo Calenda che ha superato i grillini sia nelle percentuali che nel voto di lista.

 

giuseppe conte

«Rimane agli atti però che una certa sinistra radical chic continui a guardare con condiscendenza e senso di superiorità il M5S. Gli elettori non sono una mandria di buoi da condurre al pascolo, ma se ci hanno scelto certo non apprezzeranno questo mal posto senso di superiorità nei nostri confronti», ha sottolineato l'ex deputata romana.

 

La superiorità è nei numeri: nessuno fa il bis, nessuno del M5S va al ballottaggio; al Nord, dove il grillismo non ha mai sfondato, a Vimercate il sindaco uscente Sartini ha provato a correre con una civica, senza simbolo, perché aveva capito che il vento stava cambiando, ma nulla: neppure lui è arrivato al secondo turno.

virginia raggi giuseppe conte

Ultimi Dagoreport

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)