silvio berlusconi giorgi meloni matteo salvini

“QUESTA SIGNORA PENSA DI TRATTARMI COME FOSSI UN RIMBAMBITO” – SILVIO BERLUSCONI È INCAZZATO NERO CON GIORGIA MELONI DOPO L'INCONTRO DI ARCORE DI SABATO (TANTO CHE OGGI È VOLATO A ROMA PER SEGUIRE DA VICINO LE TRATTATIVE PER IL NUOVO GOVERNO) – IL PRIMO NODO È LA PRESIDENZA DEL SENATO - NEL TETRIS GOVERNATIVO, IL CAPITONE ORA PUNTA ALLE INFRASTRUTTURE MA RESTA IL CASO RONZULLI, CHE POTREBBE ESSERE PIAZZATA AL TURISMO (DA INFERMIERA A HOSTESS?)

1 – GOVERNO: BERLUSCONI È ARRIVATO A ROMA

SALVINI BERLUSCONI MELONI

(ANSA) - Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a quanto si apprende è arrivato a Roma. L'ex premier dopo essere atterrato si è spostato a Villa Grande, la sua residenza nella Capitale. Oltre a seguire da vicino le trattative per la formazione del governo, giovedì Berlusconi tornerà in Senato, nove anni dopo la decadenza da senatore del 2013, per la prima seduta della nuova legislatura.

 

2 – SENATO, IL BRACCIO DI FERRO

Ilario Lombardo e Francesco Olivo per “La Stampa”

GIORGIA MELONI E SILVIO BERLUSCONI

Pare siano stati i modi di Ignazio La Russa a innervosire Silvio Berlusconi. Soprattutto il tono con cui il senatore di Fratelli d'Italia, accanto alla leader Giorgia Meloni durante il vertice ad Arcore di sabato, ostentava, con un pizzico di sarcasmo, la generosità di chi dall'alto del 26 per cento di consensi è pronto a lasciare qualcosa agli alleati che hanno preso meno di un terzo dei voti di FdI.

 

Raccontano che Berlusconi si sia addirittura alzato dalla poltrona, infastidito. E ancora ieri dentro Forza Italia si commentavano le indiscrezioni del partito sulla reazione del presidente azzurro, e i suoi giudizi successivi all'incontro. Uno su tutti: «Questa signora (riferito a Meloni, ndr) pensa di trattarmi come fossi un rimbambito», è la frase attribuita al Cavaliere dai suoi fedelissimi.

 

IGNAZIO LA RUSSA GIORGIA MELONI

Le crepe dentro il centrodestra, a due giorni dal battesimo del nuovo Parlamento, dovrebbero impensierire la premier in pectore. Ogni giorno che passa diventa sempre più evidente l'insofferenza degli alleati nei suoi confronti. Per i veti, il metodo, la passione improvvisa per i tecnici. Domani Meloni, Berlusconi e Matteo Salvini si rivedranno e dovranno accordarsi almeno sulle presidenze di Camera e Senato, per non arrivare privi di un nome l'indomani, alla prima seduta della nuova legislatura.

 

ignazio la russa 2

La presidente di FdI non intende cedere su Ignazio La Russa. Lo vuole sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Salvini però non molla. E continua a chiedere la seconda carica dello Stato per Roberto Calderoli. È una trincea anche molto tattica - il Senato è una pedina fondamentale per trattare sui ministeri - oltre che utile a non rompere equilibri interni al partito che dopo il voto sono diventati molto più fragili.

 

Ottenere Palazzo Madama, per Salvini vorrebbe dire anche evitare di scegliere chi andrà alla presidenza della Camera, tra Giancarlo Giorgetti, il numero due della Lega che le tante incomprensioni hanno allontanato dal segretario, e Riccardo Molinari, capogruppo uscente, dato per favorito.

 

matteo salvini roberto calderoli

Il segretario del Carroccio dà per scontato che Meloni cederà sui vicepremier e sembra ormai deciso a prendere per sé le Infrastrutture. Nonostante qualche dubbio su un posto di comando che risulta abbastanza scomodo per chi guida un partito, Salvini lo considera comunque un ministero più strategico dell'Agricoltura, che vorrebbe lasciare all'amico Gianmarco Centinaio. Non c'è più l'Interno nell'orizzonte del leader. Al Viminale però dovrebbe finire il suo ex capo di gabinetto, il prefetto di Roma Matteo Piantedosi, un nome a lui molto gradito. Nella short list leghista poi restano altre due caselle.

 

SILVIO BERLUSCONI LICIA RONZULLI

Una, nel partito, la danno per certa: gli Affari regionali, cruciale per realizzare l'autonomia. La seconda richiesta è il Turismo, magari integrato con lo Sport. Alla Lega, però, potrebbe rimanere solo il secondo se Berlusconi si impunterà con Meloni per avere Licia Ronzulli all'interno della squadra di governo.

 

Le due non si amano, ma il presidente azzurro è stato categorico: «Lei deve esserci». Il Turismo potrebbe essere il compromesso, anche se la futura presidente del Consiglio continua a non digerire l'idea di avere Ronzulli in Cdm e preferirebbe Anna Maria Bernini (che ambisce all'Università).

licia ronzulli 7

 

Secondo gli ultimi aggiornamenti di Arcore, Berlusconi starebbe anche pensando di usare Antonio Tajani come strumento di trattativa. E gli avrebbe proposto di farsi trovare pronto per andare allo Sviluppo economico, dove la leader di FdI è pronta a chiudere con l'ex presidente di Confindustria Antonio d'Amato, tentato dall'idea di guidare un super ministero a cui tornerà la regia sull'energia.

 

I parlamentari più vicini a Tajani però sono i primi a credere poco al Mise. La vedono come una mossa di Berlusconi per alzare il prezzo. L'ex presidente dell'Europarlamento si sente molto più vicino alla possibilità di andare agli Esteri. Tanto più ora che Elisabetta Belloni, ex segretario generale alla Farnesina e attuale direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, si è sfilata dalle candidature per la Farnesina: «Non farò il ministro - ha detto ieri - faccio un altro lavoro ».

MURALE SALVINI MELONI BERLUSCONI CENTRO DI ROMA matteo salvini roberto calderolironzulliSILVIO BERLUSCONI E LICIA RONZULLIbernini ronzullicentinaio salvini e calderoli cercano il mes

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