alessandro sallusti matteo renzi

“RENZI NON È PIÙ UN POLITICO” – ALESSANDRO SALLUSTI: “HA SCOPERTO CHE FUORI DAI PALAZZI ROMANI ESISTE UN MONDO ASSAI PIÙ INTERESSANTE, GENEROSO NEI COMPENSI ECONOMICI E CHE, PER DI PIÙ, NON CONOSCENDOLO LO AMMIRA, APPREZZA E COCCOLA E LUI CI SI È TUFFATO CON LA SOLITA FOGA E SPREGIUDICATEZZA APPAGANDO IL SUO EGO SMISURATO” – “TRA SETTE ANNI QUALCUNO SENTIRÀ L'IRREFRENABILE NOSTALGIA DI RENZI? PIÙ PROBABILE CHE RENZI DOPO SETTE MESI DI VITA COSÌ NON SENTIRÀ ALCUNA NOSTALGIA PER LA SINISTRA ITALIANA…”

matteo renzi con jean todt e il principe salman ben hamad al khalifa al gran premio del bahrein

Alessandro Sallusti per "il Giornale"

 

Strafottente è strafottente, non c'è dubbio ma tutta questa attenzione, direi ossessione, per i viaggi all'estero in Paesi così così di Matteo Renzi, mi pare davvero eccessiva e comunque di scarso contenuto politico.

 

Forse non è chiaro a tutti, ma Renzi non è più un politico, penso abbia chiuso la sua carriera con quell'ultima zampata da maestro che è stata la defenestrazione di Conte e il successivo insediamento di Draghi. O quantomeno non è più un politico nel senso comune del termine, ha scoperto che fuori dai palazzi romani esiste un mondo assai più interessante, generoso nei compensi economici e che, per di più, non conoscendolo lo ammira, apprezza e coccola.

alessandro sallusti ph massimo sestini 2

 

E lui, che resiste a tutto meno che alle tentazioni, ci si è tuffato con la solita foga e spregiudicatezza appagando il suo ego smisurato. Ce lo vedo sulla terrazza di qualche suite vista oceano, con una coppa di champagne in mano, irridere all'ultima dichiarazione alle agenzie di qualche oscuro parlamentare indignato per il suo comportamento, dare ordine ai suoi avvocati di querelare chi nei giudizi si spinge un po' in là, perché si sa, i soldi oltre un certo livello non bastano mai.

 

Insomma, dare oggi una valenza politica a Matteo Renzi è tempo perso, il che non vuole dire che non dispensi qualche consiglio qua e là, che non si diverta a mettere zizzania tra i suoi nemici e sostenga i pochi amici rimasti a Roma a fare la guardia a un bidone, Italia Viva, ormai vuoto.

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI BY DE MARCO

 

Matteo Renzi, penso, lo abbiamo perso e ciò non è un male assoluto, anche se rispetto a ciò che offre oggi il mercato della politica l'ex premier oggi conferenziere tiene lo stipendio da senatore immagino per le spese correnti - resta un fuoriclasse assoluto. Imboccate certe strade non si torna più indietro, o almeno non facilmente né velocemente.

 

matteo renzi mohammed bin salman

Enrico Letta, defenestrato da Palazzo Chigi dal medesimo Renzi nel 2014 si ritirò a Parigi a dirigere l'École d'affaires internationales e vi è rimasto per sette anni, prima di essere richiamato in servizio dal Pd. Ma parliamo di un altro tipo di uomo e di un'altra storia.

 

Tra sette anni qualcuno sentirà l'irrefrenabile nostalgia di Renzi? Non lo so, più probabile che Renzi dopo sette mesi di vita così non sentirà alcuna nostalgia per la sinistra italiana e per il partito di cui è stato segretario, che ancora ieri, mentre lui parlava con principi e magnati, si scannava su chi tra la Madia e la Serracchiani doveva diventare capogruppo alla Camera. Chiamalo fesso.

MATTEO RENZI – INTERVISTA CON BIN SALMAN matteo renzi al gran premio del bahrein 2MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME LUKAKU E IBRAMATTEO RENZImatteo renzi visita a dakar matteo renzi maria elena boschi MATTEO RENZI ENRICO LETTA MEMEMATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEImohammed bin salman e matteo renzi il murale a romamatteo renzi con jean todt al gran premio del bahrein

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)