flavio gaggero beppe grillo

“RICORDO BENE IL MOMENTO DEL PRIMO ANNUNCIO DIETRO LA NASCITA DEL M5S...” - IL RACCONTO DEL DENTISTA FLAVIO GAGGERO, AMICO DI GRILLO: “BEN PRIMA DEI VAFFADAY. ERAVAMO ANDATI TUTTI NOI A UNA MANIFESTAZIONE AL CEP DI PRÀ, C’ERANO TANTI CANTANTI E ANCHE ADRIANO CELENTANO. E GRILLO È VENUTO FUORI CON QUELL’ANNUNCIO: ‘ABBIAMO RICEVUTO TANTO, ORA DOBBIAMO DARE!’. OVVIAMENTE POI LUI È PARTITO DAVVERO. ANCHE CELENTANO, CHE PREDICAVA MOLTO, ERA D‘ACCORDO, MA POI GRILLO È PARTITO COL M5S E CELENTANO NO”

Franco Manzitti per https://www.blitzquotidiano.it

 

flavio gaggero

M5s, alle origini un concerto al Cep di Pra. Flavio Gaggero ricorda quel giorno: Celentano era d’accordo ma non fece nulla, poi Beppe Grillo agì.

 

“Mi ha telefonato ancora ieri sera Beppe Grillo. Era molto soddisfatto del governo Draghi. E soprattutto di quel Ministero della Transizione Ecologica che lui è riuscito a ottenere. Vedrai che ora le cose cambieranno veramente……mi ha detto.”

 

BEPPE GRILLO CON IL CASCO DA ASTRONAUTA

FLAVIO GAGGERO, DI PROFESSIONE DENTISTA ANCORA IN PIENA AZIONE PROFESSIONALE E BENEFICA, ALLA SUA VERDE ETÀ DI 83 ANNI, SORRIDE.

Racconta dell’ultimo colloquio con Grillo, l’ ”elevato”, il “garante” del M5s, se ancora si chiamano così. Il suo migliore amico insieme con Gino Paoli e Renzo Piano. Siamo a Genova nello studio medico di questo personaggio riservato, un po’ segreto, che ti riceve in camice verde, visiera e tutte le protezioni del caso, tra un paziente e l’altro. Siamo a Pegli, ieri comune, oggi delegazione nel Ponente di Genova, tra vecchi ville eleganti in giardini incantati e la pista di atterraggio dell’ aeroporto genovese.

 

andiamo lontano - il post di beppe grillo sul blog

A PEGLI, AMICI DALLE MEDIE

Pegli non a caso, perché è qui, in questo luogo genovese, dove nasce il gruppo di cui Gaggero e Grillo fanno parte. E che ha svolto, svolge e svolgerà un ruolo non secondario in molti avvenimenti importanti della vita pubblica. Compreso il varo dell’ultimo governo Draghi, per il quale il lasciapassare entusiastico di Grillo e del M5s è stato fondamentale.

Non ci sono solo Grillo e Gaggero in questo gruppo di amici strettissimi, “amici per la vita”, come ti dice il dentista sempre sorridente.

 

Quattro amici al bar, come dicono i versi della canzone di uno di loro, un altro genovese quasi doc, Gino Paoli. “Tutto è incominciato a scuola, alle medie di Pegli, dove io ero in classe insieme con Gino Paoli e Renzo Piano, anche loro pegliesi come me. E’ nata una amicizia eterna, che non è mai venuta meno. Eravamo diversi dagli altri compagni di scuola. Parlavamo di esistenzialismo, filosofia, di umanità, di grandi impegni che avremmo dovuto prenderci nella vita. Gli altri compagni ci guardavano strano, le ragazze non capivano…”

 

flavio gaggero 3

Sono gli anni Quaranta e Cinquanta e quei tre ragazzi formano una squadra che durerà tutta la vita. Due di loro diventeranno famosissimi . Mentre anche Gaggero farà la sua brillante carriera di medico, certo meno esposta del cantante di tante generazioni e dell’architetto superstar. “Allora parlavamo di esistenzialismo e facevamo grandi progetti e crescevamo sempre insieme, racconta Gaggero. Gino Paoli conquistava tutte le ragazze , io volevo già fare il medico e Renzo sognava di costruire”.

 

GRILLO, IL FONDATORE DEL M5S, ARRIVA DOPO

“Nel gruppo Beppe Grillo è arrivato un po’ dopo, era più giovane di noi e ce lo ha portato Renzo Piano. Il rapporto con noi si è solidificato subito come con gli altri. Un sintonia perfetta, che dura. Praticamente ci telefoniamo quasi tutti i giorni e cerchiamo di fare del bene agli altri.”

 

renzo piano

Sembra una visione “buonista”, una versione ottimistica di un alleanza attraverso la quale passano tante vicende, il successo di Paoli e Piano. Ma ora soprattutto quella dirompente di Beppe Grillo, da supercomico a leader del Movimento che squassa la politica italiana del terzo Millennio.

 

“Grillo è pulitissimo e onestissimo, glielo posso garantire, è animato solo da propositi altruistici”, dice con il suo candore assoluto il dentista Gaggero. Allarga ancora di più il suo sorriso. “Posso spiegare bene perché a un certo momento da artista comico come era, ed è ancora, si è lanciato nell’avventura politica del M5s, non essendo affatto un politico.”

flavio gaggero beppe grillo

 

“A un certo punto della sua vita, insieme a noi ha fatto un ragionamento”, racconta Gaggero. “Sono stato molto fortunato. Ho avuto molto, ho raggiunto un grande successo, ho guadagnato tanto. Ed ora è il momento di fare qualcosa per gli altri”.

 

COSÌ È NATO IL M5S

Gaggero diventa quasi biblico nello spiegare quella che non viene scritta come una conversione, ma piuttosto come una scelta drastica di vita. “È il discorso dei talenti, Grillo ne aveva molti e ha deciso di spenderli in un altro modo.”

 

“Ricordo bene il momento del primo annuncio di quello che avrebbe fatto. Ben prima dei vaffa days. Eravamo andati tutti noi a una manifestazione al Cep di Prà, c’erano tanti cantanti e anche Adriano Celentano. E Grillo è venuto fuori con quell’annuncio. Abbiamo ricevuto tanto, ora dobbiamo dare! Ovviamente poi lui è partito davvero. Anche Celentano, che predicava molto, era d‘accordo, ma poi Grillo è partito col M5s e Celentano no.”

stefania sandrelli gino paoli

Si ma chi è allora Grillo oggi, un politico, quello che non voleva essere?

 

Gaggero sorride sempre, sotto la visiera di medico buono, che ha la fila di pazienti curati gratis fuori dal suo studio. “Grillo non è un politico, è un utopista, un sognatore che ora pensa di avere realizzato il suo sogno. Per questo è così contento del governo Draghi e di quel ministero dove c’è Cingolani, che è amico anche di Piano.

 

flavio gaggero 2

I ROBOT DI CINGOLANI PER IL PONTE DI RENZO PIANO

I robot che hanno permesso di costruire bene e rapidamente il ponte di Genova di Renzo Piano li ha mandati Cingolani. “È tutta una congiuntura positiva quella che mettiamo insieme”, dice Gaggero.  “E Grillo, per quello che sta succedendo, passerà alla Storia. Renzi si occupa del sottobosco politico. Grillo dei suoi sogni. Non possono essere messi insieme nella cronaca politica di questi mesi sconvolgenti:”.

renzo piano (2)

 

Il gruppo pegliese dei tre amici più Grillo con il passare degli anni si è consolidato e allargato, ha avuto perdite, ma anche rinforzi. Gaggero ricorda don Andrea Gallo, il “prete da marciapiede” genovese, noto per le sue battaglie sociali, scomparso otto anni fa. “Ci aveva insegnato che il modo migliore per aiutare gli altri non è offrire solo soldi e cose materiali. Ma realizzare azioni e opere che facciano stare meglio più gente possibile, aiutare chi è in difficoltà .

antonio ricci 4

 

Quindi altro che beneficenza, ma azioni vere, fino al bing bang politico. Nel gruppo c’era anche Arnaldo Bagnasco, ex camallo del porto, diventato uno degli inventori della televisione ai tempi di Mixer, alla fine presidente di Palazzo Ducale. “ Lui ci aiutava con la sua grandissima capacità comunicativa. “

 

Il suo posto è stato preso da Antonio Ricci, anche lui ligure, grande autore Tv, oggi l’inventore di “Striscia la notizia”. Hanno tutti lo stesso stile questi “quattro amici al bar”, di cui Gaggero è un po’ la bussola, il punto di riferimento, in questo angolo anche un po’ riservato di Pegli.

 

COME È NATO IL PONTE: “MERITO DELLE MAESTRANZE GENOVESI”

don andrea gallo flavio gaggero

“Diventando vecchi ci sentiamo sempre più spesso”, racconta ancora. “E la parola d’ordine è sempre una domanda: stai lavorando? Guai smettere! Io sono in studio a 83 anni dodici ore al giorno. Solo da sette anni non lavoro più la domenica, Ma quello che lavora di più è Renzo Piano. Non si ferma mai. E’ sempre in giro per il mondo. Un po’ lo invidiamo.”

 

Renzo Piano, che è anche senatore a vita, forse è anche il più vicino a Gaggero, con il suo fantastico studio-atelier genovese, sulla collina di Vesima, a pochi chilometri da questo studio-bussola. “Non ho mai visto Renzo così concentrato come sul ponte di Genova. Per lui quella storia è stata una ferita incredibile, quel crollo. Ma poi quel cantiere che ha ricostruito così bene e così rapidamente.

 

“Vedi Flavio – mi ha spiegato – è tutto merito delle maestranze genovesi, della loro capacità di mettere insieme i pezzi con quella precisione. Parlano tanto di modello Genova. Ma secondo me quello è stato il modello Piano. Senza di lui, che la mattina dopo il crollo era già li a prendere le misure, il ponte non ci sarebbe….”

flavio gaggero beppe grillo 2

 

GRILLO DOMINA IL M5S COL CASCO DA ASTRONAUTA

Ma non si può non tornare a Grillo, che ora è così prepotentemente sulla scena, che domina le trattative politiche, che irrompe e poi se ne va con il casco da astronauta. Gaggero torna a quell’annuncio dal palco genovese, tra una canzone e uno show, quando anche agli amici per primi aveva annunciato la sua “discesa in campo”.

 

“Era la sua vocazione, quasi una vocazione religiosa, con il suo stile, con la tecnica di grande comico, che si maschera, irrompe nelle piazze, sfida la politica. “Io e Piano soprattutto lo teniamo sempre in guardia. Gli abbiamo spiegato che non tutti i politici sono cattivi, che bisogna distinguere, che non si può rompere con tutti. Ma gli abbiamo anche spiegato che deve distinguere tra i suoi.

BEPPE GRILLO MANGIA UN GELATO

 

“Draghi gli piace, ma non possiamo dire che è un trasformista. Perché prima magari il suo giudizio sul superbanchiere era diverso. E’ uno pulito, che crede sempre fino in fondo in quello che fa e ora è molto convinto.” Ma non è che almeno in passato Grillo avesse qualche idea politica, almeno qualche convinzione, prima di “buttarsi” da quel palco?

 

Gaggero lo esclude. Racconta della sua personale convinzione socialista, ereditata da un padre che a Pegli era il segretario della sezione del Psi, amico di Sandro Pertini. Da cui aveva imparato la lezione che per diventare un buon amministratore bisogna prima studiare. E se non sei capace allora non amministrare, stattene nel partito.

 

COME SARÀ IL FUTURO DI GRILLO E DEL M5S

Già ma tanta amicizia, rapporti tanto stretti, quasi quotidiani, cosa possono far prevedere per il futuro di Grillo, secondo questa visione “pegliese”, ma sicuramente ben più allargata? “Grillo è molto preoccupato per l’Italia, pensa ora di avere fatto la cosa giusta con Draghi. E crede in quel ministero-svolta. Ha imparato a distinguere anche tra i grillini veri, passando attraverso anche qualche esperienza genovese. Nella quale ha cambiato il giudizio su qualche “militante” locale. Come quella Alice Salvatore, ex consigliera regionale, ora uscita dal Movimento..

flavio gaggero beppe grillo 1

 

Gaggero insiste e per spiegare come è veramente l’”elevato” racconta dell’ultimo Natale. Che, come ogni anno, lui e Grillo hanno trascorso pranzando con la comunità di sant’Egidio. Insieme con i più poveri e ai malati di Alzheimer. Passando ore e ore in compagnia degli ultimi.

 

“Bisognava vedere la pazienza di Beppe con loro, che neppure lo riconoscevano, a cercare di distrarli, di farli sorridere…. Quando è finito il pranzo ci siamo accorti che non avevamo neppure mangiato un boccone e ci siamo accontentati di un bicchiere di acqua minerale, senza neanche le bollicine.”

 

Genova è nel cuore di Grillo. Anche se è , come titolava “L’Espresso” qualche tempo fa, il luogo dove per l’ex comico, oggi grande stratega, “tutto comincia e tutto finisce”.

BEPPE GRILLO

 

DAL CEP DI PRÀ ALLA VILLA DI NERVI LA GESTAZIONE DEL M5S

Tutto comincia al Cep di Prà nella politica-non politica del Movimento- forse non più movimento. A Sant’Ilario, la residenza ufficiale, la bellissima villa sulla collina di Nervi. Dove probabilmente il sogno che il dentista amico Gaggero ha raccontato è germogliato in quei giardini da favola.

 

E tutto finisce con le delusioni, le fughe dei fedelissimi della prima e della seconda ora grillina. I “comunali” Paolo Putti e Marika Cassimatis, fuoriusciti con polemica dal movimento. E ora, dopo la svolta Draghi, i reietti senatori Matteo Mantero e Mattia Crucioli, eletti in Liguria. E, insieme ai deputati Leda Volpi e Marco Rizzone, espulsi, usciti o cacciati.

flavio gaggero 3

 

C’è un diaspora grillina nella terra madre. Che è anche culminata con lo strappo di quella Alice Salvatore, ex pupilla di Grillo, autocandidata alla presidenza della Regione in settembre. “Bocciata” dal suo mentore, che già ragionava in termine di grandi alleanze. E poi affondata in una corsa solitaria, quando Grillo aveva acconsentito alla scelta di Ferruccio Sansa, come candidato giallorosso al trono regionale.

 

Gaggero sorride ancora di fronte alle domande sulle “beghe” di partito e di Movimento e ripete, da questa bolla di Pegli a Genova, che Beppe non è un politico. E si muove in ben altro modo rispetto ai politici per realizzare i suoi sogni.

loretta goggi beppe grillo heather parisi

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…