giuseppe conte luigi di maio beppe grillo davide casaleggio

IL “WIN-WIN” DI CASALEGGIO - DAVIDE HA FREGATO CONTE: IL MOVIMENTO 5 STELLE NON POTRÀ ROMPERE CON ROUSSEAU SENZA SUBIRE DANNI. SE PAGA, IL FIGLIO DI GIANROBERTO USERÀ QUEI SOLDI PER FARE CONCORRENZA AL SUO EX PARTITO. SE VA PER TRIBUNALI, SPENDERÀ SOLDI PER GLI AVVOCATI E COMUNQUE DOVRÀ SALDARE ALMENO UNA PARTE DEL DEBITO - CHE SUCCEDE CON IL SIMBOLO E I DATI DEGLI ISCRITTI? 

beppe grillo con gianroberto e davide casaleggio

Nicola Biondo e Marco Canestrari per "Il Riformista"

 

Davide Casaleggio tiene in ostaggio il Movimento 5 stelle. C' è anche la richiesta di riscatto: 450.000 euro. C' è un problema: ha ragione lui. E che abbia ragione Casaleggio è un problema politico e istituzionale che riguarda la nostra democrazia. Perché dopo aver visto nascere il partito -azienda l' Italia ha partorito una seconda anomalia: l' azienda-partito. Con un partito che diventa ostaggio dell' azienda che l' ha inventato.

IL NUOVO BLOG DELLE STELLE

 

Per capire il pasticcio legale in cui si è ficcato il Movimento 5 Stelle bisogna fare un ripasso, a cominciare almeno dal 2016 quando viene a mancare Gianroberto Casaleggio.

BEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

In quel momento la gestione operativa del Movimento - dalla comunicazione alle poche votazioni sulla piattaforma che ancora non si chiama Rousseau - è affidata interamente a Casaleggio Associati, l' azienda di famiglia dei Casaleggio.

 

davide casaleggio ai funerali del padre gianroberto

Come scoprirà il Garante della Privacy a seguito di un problema di sicurezza, i dati già in quel momento erano gestiti male. Confusione su chi siano il titolare o il responsabile del trattamento, procedure di sicurezza inesistenti, violazioni varie poi sanzionate.

 

NICOLA BIONDO

A cavallo tra il 2016 e il 2017, Davide Casaleggio decide di separare le attività dell' azienda da quelle del partito, fondando l' associazione Rousseau. A fine del 2017, il partito viene di fatto rifondato, da Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. I motivi sono due: la formalizzazione di un soggetto politico vero (prima c' erano la non -associazione M5s e l' Associazione di Genova di proprietà di Grillo, che ancora detiene il marchio M5s) e la necessità di cominciare a gestire i dati correttamente.

 

MARCO CANESTRARI

Questo è un passaggio cruciale. Davide Casaleggio inventa il suo sistema per cui gestisce e controlla il primo partito italiano quasi senza apparire. Ci riesce in quattro mosse.

 

Mossa numero uno: fa inserire all' articolo uno dello Statuto del Movimento 5 Stelle che Rousseau è l' unico soggetto titolato a gestire i dati e i processi democratici del Movimento.

 

Mossa numero due: diventa proprietario dell' organo di comunicazione del Movimento dopo che Grillo si è sfi lato, il Blog delle Stelle.

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Non molti lo sanno, ma il dominio è intestato all' Associazione Rousseau di Davide Casaleggio che "ospita" la comunicazione del partito.

 

Mossa numero tre: fa inserire nel regolamento dei parlamentari l' obbligo di versare trecento euro al mese a Rousseau per la gestione della piattaforma e del Blog.

 

Mossa numero quattro: comincia piano piano a costruire una propria struttura parallela, di fatto coi soldi dei parlamentari, usando sempre solo il marchio Rousseau agli eventi, raccogliendo donazioni dagli attivisti attraverso il suo Blog delle Stelle, mettendo in piedi una scuola di formazione politica.

BEPPE GRILLO E MARCO CANESTRARI

 

Soprattutto, raccogliendo dati. In parte per conto del Movimento 5 Stelle: a tutti gli attivisti viene chiesto di ripetere l' iscrizione (un 30% non lo farà, un danno immenso per un partito), sottoscrivendo la nuova privacy policy dove c' è scritto che titolare dei dati è il Movimento, e responsabile del trattamento Rousseau. Ma i dati dei donatori, dei commentatori del Blog delle Stelle, dei partecipanti agli eventi sono però dell' Associazione Rousseau.

nicola biondo marco canestrari il sistema casaleggio

 

Esistono quindi due distinti dataset, verosimilmente in parte sovrapposti. Uno di proprietà del M5s, uno di Casaleggio in qualità di presidente dell' Associazione Rousseau.

Ricordate questo punto, ci torneremo più avanti.

 

Passano un paio d' anni durante i quali, impegnati a governare con Salvini prima e con il Pd dopo, quei geniacci dei vertici romani del Movimento non si accorgono di essere stati presi in ostaggio. Poi succede qualcosa: arriva la nostra inchiesta, Il Sistema Casaleggio in cui raccon tiamo bene come è stato possibile che un imprenditore abbia potuto gestire con 300 euro di investimento il partito italiano più votato, mischiando potere, influenza e affari. E qui cominciano i problemi.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Molti parlamentari smettono di versare le quote a Rousseau. Inizialmente alcuni vengono espulsi ma quando Di Maio si dimette e subentra Vito Crimi, nessuno viene più sanzionato. Casaleggio capisce subito e chiede ripetutamente ai parlamentari di saldare i debiti.

 

Fa un' ulteriore mossa, molto politica: pubblica un pamphlet ricordando quali dovrebbero essere i valori del Movimento, promossi e custoditi dall' Associazione Rousseau sottolineando che Crimi è in scadenza da capo politico.

davide casaleggio

 

Questa situazione peggiora e si trascina fino a dopo la crisi sanitaria.

Il Movimento tenta di risolvere la situazione cambiando tutto di nuovo, con gli Stati Generali, durante i quali viene deciso che non ci sarà più il capo politico ma un organo collegiale, un nuovo direttorio.

 

Casaleggio approfitta della situazione: supporta le votazioni che approvano il nuovo Statuto ma, non appena terminate, intima il saldo dei debiti minacciando di sospendere i servizi.

LIBRO DI NICOLA BIONDO E MARCO CANESTRARI

 

Per la seconda volta, i vertici romani e Beppe Grillo non capiscono che cosa sta succedendo. L' associazione Rousseau dichiara Crimi decaduto da capo politico, Grillo dichiara - in qualità di Garante - che fino all' elezione del direttorio Crimi rimane capo politico. Chi ha ragione? Casaleggio. Il tribunale di Cagliari, infatti, nell' ambito del ricorso di un attivista espulso, nomina un rappresentante legale in mancanza di uno eletto secondo statuto (il direttorio).

 

Il Movimento, ad oggi, è rappresentato da uno sconosciuto avvocato nominato da un tribunale. Il Movimento non riesce a trovare un accordo per la nomina del direttorio, lacerato tra le correnti. Casaleggio dà seguito alle minacce sospendendo il servizio di votazioni, prendendo di fatto in ostaggio il partito che si ritrova senza organi ufficiali e senza la possibilità di eleggerli, fi nché i parlamentari non dovessero saldare i loro debiti. Attenzione: i parlamentari, non l' associazione. L' obbligo di versamento dei 300 euro è infatti a carico dei singoli eletti.

GIANROBERTO E DAVIDE CASALEGGIO A ROMA

 

In questa situazione, l' Associazione Rousseau lancia un ultimatum finale scaduto il 22 aprile scorso. Non avendo il Movimento saldato i debiti Casaleggio ha deciso di fornire i servizi a qualsiasi lista civica lo chiedesse, anche non del Movimento. Sembra una mossa disperata, ma non è così. Si possono fare tre considerazioni.

 

DAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

La prima è che Casaleggio sta ripartendo dall' inizio, dalle origini. Anche il Movimento era nato come federazione di liste civiche già esistenti, sotto simboli diversi. Ancora una volta Casaleggio sta costringendo il partito con cui lavora a pagare per la creazione di un concorrente, come fece con Italia dei Valori che, di fatto, finanziò la nascita dello stesso Movimento. Se infatti i parlamentari volessero risolvere la situazione versando i soldi chiesti da Rousseau, questi andrebbero direttamente a finanziare il nascente soggetto politico dell' Erede.

beppe grillo antonio di pietro

 

Seconda considerazione: il Movimento non potrà uscire da questa situazione né facilmente né senza subire danni. Se paga Casaleggio, lui userà i soldi per fare concorrenza al suo ex partito. Se va per tribunali, spenderà soldi per gli avvocati e dovrà comunque saldare almeno parte del debito, perdendo tutto il know how.

Terza considerazione: lo statuto di Rousseau, a meno che non sia cambiato, non permette di fornire ad altri soggetti che non siano il M5s i propri servizi. Casaleggio, forse, sta violando lo statuto della sua stessa associazione prestando il fianco a possibili ricorsi del Movimento.

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

M5s è un partito in ostaggio perché non ha tecnicamente la possibilità di eleggere i propri organi sociali: l' elenco degli iscritti - necessario per farlo - lo detiene legittimamente l' Associazione Rousseau che lo può legalmente consegnare solo a qualcuno titolato a farlo. Al momento sarebbe il curatore nominato dal Tribunale di Cagliari. Non Conte, non Grillo, non Di Maio, non Vito Crimi.

 

davide casaleggio

Ecco allora il problema che riguarda tutti: il primo partito italiano è in disfacimento e questa non è una buona notizia per l' Italia, è un buco nero, una supernova, che va assorbita e riempita di contenuti per evitare una seconda ondata populista.

 

Il fallimento del M5s non è il fallimento del populismo, il linguaggio inventato dai Casaleggio è diventato maggioritario nel Paese. Il caso "Rai-Fedez" lo dimostra oltre ogni ragionevole dubbio.

DAVIDE CASALEGGIO E ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Non solo. Il sistema Casaleggio, il prototipo di azienda -partito è un esperimento pericoloso che deve essere evitato con una legge sul conflitto di interessi. Che in realtà c' è già, depositata in Parlamento a prima fi rma Francesco Boccia. Queste sfide vanno affrontate, per rinnovare le nostre democrazie ancora troppo fragili.

LUIGI DI MAIO VITO CRIMIIL MANIFESTO CONTROVENTO DI DAVIDE CASALEGGIO beppe grillo antonio di pietro 2

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)