MA DOVE SIAMO, A SCUOLA O NEL PARLAMENTO TEDESCO? - C'È UN GIOCO DELLE SEDIE NEL BUNDESTAG: NESSUNO VUOLE METTERSI ACCANTO A QUEI CATTIVONI DELL'AFD, IL PARTITO DI ESTREMA DESTRA ULTRANAZIONALISTA E XENOFOBO - DOMANI DEBUTTANO I LAVORI DELL'AULA, MA I LIBERALI DELLA FDP HANNO CHIESTO DI CAMBIARE POSTO, PRESENTANDO ADDIRITTURA UNA MOZIONE: SI PARLA DI CONTINUI "COMMENTI VOLGARI" INDIRIZZATI ALLE DONNE DALLE FILA DELL'AFD, PROVOCAZIONI, DISCUSSIONI FORZATE...

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Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"

 

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Il grande politologo francese Maurice Duverger sosteneva che il «centro» in politica equivale a un marais, una specie di palude che impedisce scelte nette e chiare: «Ogni centro è diviso contro sé stesso e rimane scisso in due metà: centro-sinistra e centro-destra, in quanto il centro non è altro che il raggruppamento artificioso della parte destrorsa della sinistra e della parte sinistrorsa della destra».

 

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Eppure, mai come in questa fase la corsa al centro appare una delle dinamiche dominanti della vita pubblica in buona parte dell'Europa. E in pochi Paesi questo è evidente come nella Germania post-merkeliana, dove le elezioni di settembre hanno rivoluzionato il paesaggio politico.

 

Si apre domani, con la seduta inaugurale del Bundestag, la XX legislatura della Repubblica federale tedesca. E «der Kampf um die Mitte» rischia di complicare non solo i rapporti tra i partiti, ma la stessa funzionalità del Parlamento. In apparenza è solo una questione di spazi, in verità essa nasconde una forte valenza politica.

 

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Pomo della discordia è infatti il cosiddetto Sitzordnung, la collocazione nell'emiciclo di ogni gruppo parlamentare. A lanciarlo sono stati i liberali della Fdp, che non vogliono più sedere nella parte destra dell'aula, accanto a quelli di AfD, il partito di estrema destra ultranazionalista e xenofobo.

 

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Finora, da sinistra a destra, l'ordine di seduta ha visto Linke, Spd, Grünen, Cdu-Csu, Fdp e AfD. Ma ora, anche in vista del loro ingresso in una coalizione «semaforo» con socialdemocratici e verdi sotto la guida di Olaf Scholz, i liberali vogliono scambiarsi di posto con i deputati cristiano-democratici. E hanno già presentato una mozione in tal senso. Scontrandosi però con un netto rifiuto da parte della Cdu-Csu.

 

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Per la Fdp è una questione d'immagine e di sostanza. Collocandosi senza soluzione di continuità accanto a Spd e Verdi, i liberali intendono sottolineare anche visivamente la natura centrista della futura maggioranza, nonché la loro natura di partito del centro borghese, laddove la Cdu-Csu verrebbe definitivamente posizionata sul centro-destra dell'emiciclo. Non solo.

 

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Perché a motivare la richiesta c'è anche la volontà di allontanarsi fisicamente dai deputati di AfD, politicamente radioattivi. Il vicepresidente dei liberali, Stephan Thomae, ha parlato di continui «commenti volgari» indirizzati alle donne della sua frazione dalle fila dell'estrema-destra, regolari provocazioni, discussioni forzate e non volute.

 

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«L'ordine di posto al Bundestag non è un carosello che gira a piacimento, ma un fatto politico», ha tuonato il segretario del gruppo Cdu-Csu, Stefan Müller, annunciando l'opposizione del suo gruppo.

 

Mentre pieno appoggio alla richiesta è venuto a sorpresa dalla Linke: «Ogni democratico che non vuole stare vicino a AfD ha il mio appoggio», ha detto il suo omologo Jan Korte, secondo il quale il desiderio della Fdp è «un segnale della volontà di chiudere ogni porta a una collaborazione con l'estrema destra e non ripetere episodi come quello della Turingia».

 

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Nel Land orientale, nel 2020, la Fdp accettò i voti di AfD per eleggere un premier liberale, che poi si dimise. In realtà, la Fdp ci aveva provato già nel 2017 a spostarsi verso il centro dell'aula. Ma la richiesta era stata bocciata.

 

Ora invece, i liberali sperano che con i voti di Spd, Verdi e Linke, la mozione per il nuovo Sitzordnung venga approvata. Socialdemocratici e ambientalisti hanno fatto sapere che ci stanno pensando. Ma il voto non è per domani. I 735 deputati dedicheranno infatti la seduta all'elezione del nuovo presidente del Bundestag, nonché seconda carica dello Stato.

 

angela merkel lascia il bundestag dopo l ultimo discorso angela merkel lascia il bundestag dopo l ultimo discorso

Lascia dopo quattro anni il cristiano-democratico Wolfgang Schäuble, 79 anni e decano dei parlamentari: è stato eletto per la prima volta nel 1972 ed è giunto alla sua quattordicesima legislatura. Coscienza morale della Cdu, l'ex ministro delle Finanze vuole comunque completare il mandato da semplice deputato.

 

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Al suo posto verrà eletta la socialdemocratica Bärbel Bas, 53 anni, deputata di Duisburg, fin qui vicepresidente del gruppo al Bundestag ed esperta di problemi della Sanità. Una scelta a sorpresa, che conferma l'impegno di Olaf Scholz a dare più spazio alle donne.

 

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