di maio conte renzi

MA GUARDA, ORA CHE NON È A PALAZZO CHIGI MATTEO RENZI HA TUTTE LE SOLUZIONI IN TASCA: “LA LEGGE DI BILANCIO NON BASTA, C'E' BURRASCA IN ARRIVO. SERVE UN PIANO DA 120 MILIARDI IN TRE ANNI PER RIMETTERE IN MOTO LA CRESCITA - GLI INCONTRI DI MAGGIORANZA? NON HO RICEVUTO ALCUN INVITO. E PERALTRO HO PRESO L'IMPEGNO CON IL M5S CHE NON AVREI PARTECIPATO AD ALCUN TAVOLO: HANNO DETTO "FAREMO UN GOVERNO PURCHÉ RENZI NON PARTECIPI ALLE RIUNIONI". E IO ASSECONDO QUESTA RICHIESTA”

Francesco Bei per “la Stampa”

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

 

Senatore Renzi, venerdì a Torino, alla prima iniziativa nazionale di Italia Viva, annuncerà «misure choc» per l'economia. La legge di Bilancio è insufficiente?

«La Legge di Bilancio ha evitato l' aumento dell' Iva. E dunque è un passo in avanti. Considero poi positive le misure su sanità e famiglia. Ancora c' è da lavorare per evitare qualche microbalzello che sembra più una impuntatura ideologica che non una reale necessità. Ma il punto è che non basta. Come sanno gli economisti, le previsioni segnano burrasca in arrivo. E dobbiamo essere capaci di rilanciare subito».

 

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul Def

Dove trovare i soldi? Gualtieri ha già fatto i salti mortali per evitare l'aumento dell'Iva

«Può sembrarle un paradosso ma per questo piano choc l' Italia non ha un problema di soldi. Nei prossimi anni ci saranno enormi flussi finanziari per investimenti e infrastrutture, a maggior ragione in tempi come questo di rendimento negativo. Per la parte pubblica i soldi sono già stanziati e anche la disponibilità finanziaria privata non manca. Il problema è sempre quello: i progetti non partono, sono bloccati. Abbiamo lavorato duro e abbiamo predisposto un piano più ambizioso di quello tedesco: 120 miliardi nel prossimo triennio.

Dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, energia, treni, strade, porti, aeroporti, piano casa, periferie: sblocchiamo tutto. Semplifichiamo le regole in via straordinaria, con il controllo dell'Anac come abbiamo fatto per l' Expo a Milano. Questo serve all' Italia, non la tassa sulle auto aziendali».

 

roberto gualtieri giuseppe conte 1

Nel Paese delle 4 mafie non è un grosso azzardo procedere saltando le regole ordinarie?

«Non propongo di saltare le regole, ma solo per questo piano choc di seguire regole più semplici. Siamo in emergenza. E i danni si misureranno in crisi aziendali, in posti di lavoro, in fuga dei capitali. Siamo ancora in tempo per intervenire, ma va fatto subito, nei primi mesi del 2020. Dopo sarà troppo tardi. La nostra storia di governo dimostra che si può fare un ottimo codice degli appalti, ma anche correre in corsia preferenziale come abbiamo fatto a Milano per l' Expo e a Pompei per gli scavi. Attraverso il brillante lavoro dell' allora commissario Nistri, oggi Comandante Generale dell' Arma dei Carabinieri, e del sovrintendente Osanna, adesso Pompei fa notizia per il flusso di visitatori mentre prima faceva notizia per i crolli. Quando c' è la pax burocratica gli italiani sono bravi a fare le cose: guardate come è andata con il ponte di Genova».

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

 

I grillini hanno fatto le barricate contro lo Sblocca Italia, come pensa di convincerli?

«Non li devo convincere. Per la ricostruzione del Ponte Morandi anche loro hanno operato con procedure straordinarie. E poi mi piacerebbe che sul progetto choc per il Paese ci ritrovassimo tutti uniti, maggioranza e opposizione».

 

Lei propone un piano triennale mentre il governo sembra già arrivato a fine corsa

«Un grande progetto di rilancio infrastrutturale può essere un elemento unificante per il governo e può incontrare anche il sostegno dell' opposizione. Perché questo è l' unico modo per evitare la recessione. Voglio vedere chi ha il coraggio di opporsi».

 

Nel frattempo però Ilva è diventata il simbolo di un Paese bloccato da poteri in conflitto tra loro: magistratura, governo, partiti. C' è un modo per uscirne o è troppo tardi?

arcelor mittal

«Se credi nella politica c'è sempre un modo per uscirne. Quando cinque anni fa con Andrea Guerra, Federica Guidi, Teresa Bellanova abbiamo iniziato i nostri viaggi a Taranto, quella città sembrava morta. Nessuno credeva alla bonifica e al salvataggio di Ilva, figuriamoci al resto. Adesso le bonifiche sono iniziate, il quartiere Tamburi vede gli investimenti sulle scuole, il Museo MARTA è stato rilanciato, sul porto si fa sul serio. Abbiamo fatto queste scelte prendendoci gli insulti e sentendoci dire che ammazzavamo i bambini appena entravamo in prefettura. E mi lasci dire: nel silenzio della classe dirigente di questo Paese che si è svegliata tutta insieme, solo nelle ultime ore. Il signor Mittal è stato scelto in una gara del 2017: io dissi allora ciò che ripeto oggi. Non può pensare di prendersi il portafoglio clienti, chiudere un sito potenzialmente concorrente e andarsene. Perché la questione non è lo scudo penale oggi, la questione è perché Mittal è venuto a Taranto. Se davvero è in buona fede, una soluzione si trova».

 

matteo renzi al senato

Voi però con gli emendamenti sullo scudo penale sembrate intralciare il lavoro di Conte. Se la destra votasse il vostro emendamento il governo potrebbe cadere. È questo che volete?

«Al contrario: noi vogliamo togliere gli alibi. A tutti. Non parlerei di scudo penale ma di un principio semplice: chi inquina, deve pagare. Chi bonifica, deve essere aiutato. E questo non può valere solo per Taranto ma per tutte le città, da Piombino a Gela. L' immunità c' era, è stata cancellata dal Conte-Salvini. Se devo star dietro alle polemiche è un disastro: nei primi giorni siamo stati accusati di non aver rimesso l' immunità al Senato. Poi di volerla rimettere. Qualsiasi cosa facciamo c' è chi si diverte ad attaccare Italia Viva. Evidentemente hanno paura di noi».

 

È come se i partiti di maggioranza avessero smarrito la ragion d' essere del governo. Il suo ex partito vi accusa di concordare una linea nei vertici e poi smentirla subito dopo.

teresa bellanova 1

«Ma dai, per favore! Io mi batto da sempre per evitare che aumentino le tasse. E il Pd lo sa benissimo, non c' è bisogno di un vertice per capirlo. Ci sono i partiti NoTav, che io non apprezzo. E ci sono i partiti NoTax, come Italia Viva. Quanto al nervosismo di alcuni ex colleghi di partito è comprensibile: noi abbiamo un obiettivo che è quello di fare ai dem ciò che Macron ha fatto ai socialisti. Assorbirne il consenso per allargare al centro e alla destra moderata. Il disegno è dichiarato. E io penso che nei prossimi tre anni si realizzerà.

Ovvio che i dem ci attacchino. Trovo tuttavia che sarebbe più produttivo se attaccassero Salvini anziché attaccare me. Questo vizio di colpire il Matteo sbagliato non è stato positivo in passato».

 

Il premier vuole organizzare un conclave per fare squadra. Lei ci andrà o manda Bellanova?

«Non ho ricevuto alcun invito. E peraltro ho preso l' impegno con i Cinque Stelle che non avrei partecipato ad alcun tavolo: loro hanno detto pubblicamente "faremo un governo purché Renzi non partecipi alle riunioni". E io volentieri assecondo questa richiesta. Dunque se ci sarà un ritiro per fare squadra non ci sarò io ma Italia Viva ovviamente sì. Pronti a dire la nostra, pronti a dare una mano».

teresa bellanova

 

Con Conte ha recuperato un rapporto? Vi sentite mai?

«Ci siamo sentiti lo scorso settembre, sull' Iva, quando il premier è stato così cortese da volermi spiegare la sua idea sull'aumento delle aliquote. Gli ho illustrato la mia contrarietà. E vedendo come sono andate le cose dico che Conte si è comportato bene, cambiando idea e aiutandoci a evitare l' aumento dell' Iva. Non ho alcun problema con lui, anzi mi auguro che faccia bene. Perché se fa bene lui, stiamo meglio tutti».

 

Giorgetti propone un patto per approvare insieme qualche riforma di sistema, a cominciare dalla legge elettorale. Lei sarebbe favorevole a un patto con Salvini?

«Sì. Le regole si scrivono insieme, sempre. Non so quale sia la legge migliore. Sono pronto al maggioritario, meglio se con ballottaggio ma in quel caso dovremmo tornare al monocameralismo. Sono pronto al sistema tedesco con sbarramento al 5%. L' unica proposta di legge che mi sembra assurda è quella di chi chiede il sistema spagnolo. Ormai Madrid è il modello di come le cose non funzionino, chiedere lo spagnolo oggi sembra quasi una barzelletta. Su tutto il resto ci siamo. E se Salvini è della partita è un' ottima notizia per lui, per noi e per le istituzioni».

buffagni giorgetti

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”