emmanuel macron

MACRON, CHE SCHIAFFON! – I RISULTATI FINALI CERTIFICANO IL TRACOLLO DI “MOUNSIER ARROGANCE” ALLE LEGISLATIVE: IL SUO PARTITO, “ENSEMBLE”, SI FERMA A 245 SEGGI, SEGUITO DA “NUPES” DI MELENCHON (135) E DAL “RASSEMBLEMENT NATIONAL” DELLA LE PEN (89). PER MARINE È UN RISULTATO STORICO, VISTO CHE NELLA PRECEDENTE LEGISLATURA AVEVA SOLTANTO 8 SEGGI – PER IL TOYBOY DELL’ELISEO SI ANNUNCIANO 5 ANNI DIFFICILISSIMI: ALCUNI MINISTRI SONO GIÀ IN BILICO, NON ESSENDO STATI ELETTI IN PARLAMENTO…

1 - ELEZIONI FRANCIA, MACRON NON HA LA MAGGIORANZA. PER LE PEN RECORD DI SEGGI

Da www.corriere.it

 

Emmanuel Macron non ha ottenuto la maggioranza in parlamento. Gli exit poll resi noti alle 20 e riguardanti il secondo turno delle legislative in Francia hanno subito delineato una dura sconfitta per il presidente.

emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

 

Il partito «Ensemble» che sostiene Macron si è fermato a 245 seggi, ben al di sotto della maggioranza assoluta (289), seguito da Nupes (Il cartello delle sinistre guidato da Jean-Luc Melenchon) con 135 seggi e Rassemblement National di Marine Le Pen che ha messo a segno una svolta storica con 89 seggi: oggi ne aveva appena 8. Sono questi i risultati finali secondo un conteggio completo da parte di Afp. Gli ex gollisti di Les Republicains conquistano 61 seggi e il suo alleato UDI tre, contro i cento della precedente legislatura. Il tasso di astensione ha raggiunto il 53,77%, secondo il ministero dell’Interno.

 

poster di emmanuel macron

Una settimana fa il primo turno per il rinnovo dell’Assemblea nazionale si era risolto in un testa a testa tra il presidente in carica e il suo antagonista della «Nupes» (la nuova formazione che riunisce sinistra radicale, ecologisti e socialisti): il 25,75 per Macron, il 25,66 per Melenchon. I due erano divisi solo da 21.400 voti.

 

Ora che lo spoglio ha confermato il quadro tracciato dai sondaggi demoscopici, governare la Francia sarà un rebus. Non a caso la neo premier Elisabeth Borne ha commentato i risultati parlando di «situazione senza precedenti» e «rischio per il Paese».

 

elisabeth borne

L’Eliseo pochi minuti dopo i primi responsi ha dichiarato la sua disponibilità a cercare alleanze. «Da parte nostra c’è una mano tesa verso tutti coloro che vogliono mandare avanti il Paese» ha detto la portavoce del governo, Olivia Gregoire.E anche il ministro delle finanze Bruno Le Maire ha parlato della necessità di «compromessi».

 

Macron dovrà dunque cercare la maggioranza alleandosi con altri partiti, ma quali? L’incompatibilità tra i programmi del presidente in carica e quelli di Melenchon è palese: Macron è atlantista, liberale, aperto sostenitore della linea Nato in Ucraina, favorevole al nucleare; Melenchon ha teorizzato l’uscita di Parigi dall’Alleanza Atlantica e dall’atomo, spinge per un allargamento della spesa sociale e per un abbassamento dell’età pensionabile a 60 anni. Da finanziare con maggiori tasse sulla ricchezza.

 

BRUNO LE MAIRE

Il «soccorso» all’Eliseo potrebbe arrivare dai Republicains, che già al ballottaggio per le presidenziali si erano schierati a favore di Macron. Ma il presidente del partito Christian Jacob ha gelato le aspettative: «Restiamo all’opposizione» le sue prime parole. In ogni caso per Macron si preannuncia una «coabitazione» con altre forze politiche, come era già successo a Jacques Chirac, costretto ad accettare come primo ministro il socialista Lionel Jospin tra il 1997 e il 2002.

 

Marine Le Pen Jordan Bardella

Il primo commento ai risultati è arrivato da Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National di Marine Le Pen che ha definito il responso delle urne «uno tsunami». Poco dopo ha preso la parola la stessa leader per preannunciare l’«opposizione ferma ma responsabile» del suo partito». Sul fronte governativo il ministro del bilancio Gabriel Attal ha laconicamente definito le proiezioni «lontane dall aspettative». Sarcastiche le prime parole di Jean-Luc Melenchon che parla di «scacco elettorale per la Macronia».

 

emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

2 - IL TRACOLLO MACRON ENSEMBLE! NUPES

Danilo Ceccarelli per “La Stampa”

 

A provocare i sudori freddi al presidente Emmanuel Macron ieri sera, più che l'afa abbattutasi questi giorni in Francia, sono state le prime proiezioni del secondo turno delle legislative: la sua coalizione Ensemble! si è posizionata in testa arrivando tra i 230 e i 240 seggi, troppo pochi per raggiungere la maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale fissata a 289 deputati.

 

Una débâcle per l'inquilino dell'Eliseo, che nella corsa all'Assemblea nazionale viene seguito dalla sinistra riunita nella Nuova unione popolare ecologica e sociale (Nupes), l'alleanza guidata da Jean-Luc Mélenchon, dietro tra i 165 e i 175 seggi.

Ma a far sobbalzare il presidente francese è stato soprattutto il risultato storico del Rassemblement National di Marine Le Pen, arrivato tra gli 80 e gli 85 seggi.

 

jean luc melenchon ballottaggio elezioni legislative

Un record per la formazione, che alla precedente legislatura contava solo otto scranni e oggi, senza stringere nessuna alleanza, è riuscita ad avere il suo primo gruppo parlamentare. La rivale di estrema destra, che è stata rieletta facilmente nel feudo del Pas-de-Calais nonostante una campagna elettorale discreta, adesso promette un'opposizione «dura» ma «responsabile», proprio come una leader che si rispetti.

 

Ora tra le fila della macronia è arrivato il momento del mea culpa, a cui dovrà seguire una profonda riflessione. Un risultato «lontano da quello che speravamo», ha subito riconosciuto diplomaticamente Gabriel Attal, ministro dei Conti pubblici e macroniano della prima ora. Ma all'interno della maggioranza c'è chi riconosce un vero e proprio «naufragio».

emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

 

A complicare la situazione, poi, ci sono i membri del governo candidati che non sono stati eletti e per una regola non scritta dovranno lasciare l'esecutivo recentemente nominato. Tra questi la ministra della Salute, Brigitte Burguignon e la sottosegretaria al ministero del Mare, Justine Benin, anche se ieri sera molti erano ancora in bilico.

I prossimi cinque anni per Macron si prospettano tutti in salita.

 

Dopo aver perso il predominio nella Camera bassa del Parlamento francese, la sua maggioranza sarà costretta ad aprire il dialogo con le forze moderate per finalizzare il cantiere delle riforme in programma. In particolare, i macroniani si rivolgeranno soprattutto alla destra dei loro scranni dove troveranno i Repubblicani, che hanno ottenuto tra i 62 e i 68 parlamentari. «Siamo all'opposizione e resteremo all'opposizione», ci ha tenuto a precisare il presidente dei neo-gollisti, Christian Jacob, anche se qualcuno dei suoi nei prossimi mesi potrebbe essere tentato a cedere alle sirene della maggioranza.

 

brigitte emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

La promessa di un «nuovo metodo» fatta nelle scorse settimane non ha convinto i francesi, come dimostra anche l'astensionismo, stimato al 54 per cento (sul quale hanno sicuramente pesato anche le alte temperature).

 

Macron ha perso lo slancio di cinque anni fa, quando all'indomani delle precedenti legislative poteva contare su circa 350 deputati. A pesare sull'esito finale, oltre all'exploit lepenista, è stata l'avanzata della gauche guidata da Mélenchon.

 

Il 70 enne «tribuno» della sinistra radicale, che non si è nemmeno candidato, deve rinunciare definitivamente al sogno di imporre una coabitazione al suo rivale che a quel punto lo avrebbe dovuto nominare premier. Uno scenario che in realtà non era mai stato anticipato dai sondaggi, sbandierato però fino all'ultimo momento dal leader della France Insoumise, a cui va comunque il merito di aver riunito in una sola etichetta socialisti, comunisti e ambientalisti di Eelv.

jean luc melenchon comizio ballottaggio elezioni legislative

 

Per questo Mélenchon preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno definendo l'esito del voto come una situazione «totalmente inattesa» e «assolutamente inedita». «È il fallimento della macronia, il fallimento morale di coloro che davano lezioni a tutti», ha commentato dal pulpito dopo aver appreso i risultati, quasi per sottolineare una rivincita che, in fondo, è arrivata solo in parte, mentre Marine Le Pen si conferma la vera rivale di Macron.

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