AL MAGGIORDOMO TRADITORE HANNO TOLTO LA TESSERA DEL SUPERMERCATO! - PRIMA USCITA “PUBBLICA” DI PAOLO GABRIELE DOPO LA GRAZIA DEL PAPA: VA CON LA MOGLIE A FARE LA SPESA MA FUORI DAL VATICANO - UNA MEZZ’ORA TRA GLI SCAFFALI E RITORNO A CASA (FINCHE’ POTRA’ RESTARCI. L’EX MAGGIORDOMO DI BENEDETTO XVI NON POTRÀ PIÙ RISIEDERE NÉ LAVORARE ALL’OMBRA DELLA SANTA SEDE…

Maria Giulia Comolli per "Chi"

La lieta novella, in casa Gabriele, era arrivata poco prima di Natale: quando, cioè, Papa Benedetto XVI ha concesso la grazia al suo ex aiutante di camera, condannato nell'ottobre scorso a diciotto mesi di carcere per la sottrazione di documenti privati dall'appartamento pontificio. Ma la felicità di tornare a casa e riabbracciare la moglie Manuela e i tre figli, in un momento simbolico come quello delle festività natalizie, per Paolo Gabriele era finora rimasta,
comprensibilmente, un fatto privato: un'emozione da consumare in famiglia, nell'intimità della sua residenza all'interno del Vaticano (unica eccezione, si può supporre, la partecipazione quotidiana alla messa, come d'abitudine, anche se, adesso, in forma riservatissima e lontano da occhi indiscreti).

Le immagini che mostriamo in questo servizio esclusivo illustrano la prima uscita "ufficiale" dell'uomo che per qualcuno è sempre rimasto "Paoletto" e per altri è diventato più brutalmente "il corvo" (per via del suddetto ruolo nella fuga di notizie dal Vaticano che ha portato allo scandalo denominato Vatileaks). Sciarpa, cappotto e borsa della spesa, il suo equipaggio. Mano della moglie, che finora è r

imasta sempre nell'ombra, il suo appiglio alla realtà. Un piccolo supermercato al di fuori delle mura leonine, la sua meta. Curioso, questo dettaglio, se si pensa che Paolo Gabriele abita vicino a porta Sant'Anna, a pochi metri dal supermercato della città pontificia, fornitissimo e dai prezzi ben più convenienti che in Italia.

A questo centro tuttavia si accede con una tessera speciale, che Gabriele potrebbe non possedere più, dopo quanto è accaduto. Perché vanno bene il perdono privato e l'atto di clemenza ufficiale da parte del Pontefice, ma un tradimento è pur sempre un tradimento, e l'ex maggiordomo di Benedetto XVI non potrà più risiedere né lavorare all'ombra della Santa Sede.

Troppo recente il suo ritorno a casa (avvenuto lo scorso 22 dicembre dopo la visita del Papa nella caserma della gendarmeria vaticana), per organizzare un trasloco adesso. E troppo lunghi, tradizionalmente, i tempi della Chiesa cattolica e di ciò che orbita intorno a essa, per immaginare un provvedimento "cotto e mangiato".

Così, Gabriele continua, per il momento, a risiedere con moglie e figli nel vecchio appartamento. Ma, come con questa passeggiata, fa anche le prime prove di vita italiana: una puntatina al panificio a Borgo Pio verso le nove del mattino, poi il supermercato poco più in là, con una mezz'oretta tra gli scaffali a scegliere alimentari e prodotti per la casa con la moglie, infine via, di nuovo verso casa, con il carrello pieno, lo sguardo serio e le mani quasi sempre allacciate, fermandosi soltanto per fare due chiacchiere con alcuni conoscenti incontrati lungo la strada (la distanza tra la loro attuale abitazione e il supermercato "straniero" è di neanche mezzo chilometro).

La seconda vita dell'uomo che si riteneva un "infiltrato dello Spirito Santo" (e che con questa idea "risanatrice" in testa avrebbe sottratto documenti riservati dall'appartamento papale con informazioni poi finite nel libro Sua Santità del giornalista Gianluigi Nuzzi) comincia da qua. In una fredda mattina di gennaio. Scaldata dalla vicinanza fisica e morale di una moglie devota e dal perdono più intimo del padre spirituale che lui ha tradito. Portando con sé un semplice carrello della spesa.

 

FOTO DA "CHI" - PAOLO GABRIELEFOTO DA "CHI" - PAOLO GABRIELEPAPA RATZINGER PADRE GEORG PAOLO GABRIELE jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…