IL MEA CULPA DI MICHETTI: “L’ARTICOLO SULLA SHOAH? LEGGEREZZA IMPERDONABILE, CHIEDO SCUSA” - IL CANDIDATO SINDACO DEL CENTRODESTRA: “HO USATO TERMINI CHE ALIMENTANO IGNOBILI LUOGHI COMUNI NEI CONFRONTI DEL POPOLO EBRAICO”

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Da open.online

 

 

enrico michetti al seggio enrico michetti al seggio

Enrico Michetti torna sulle polemiche scoppiate ieri per un suo vecchio articolo sulla Shoah. «Nonostante abbia con fermezza condannato ogni forma di discriminazione razziale, anche in tempi non sospetti, ed in primis quella rappresentata dalla Shoah, mi rendo conto che in quell’articolo ho utilizzato con imperdonabile leggerezza dei termini che alimentano ancora oggi storici pregiudizi e ignobili luoghi comuni nei confronti del popolo ebraico», ha dichiarato il candidato sindaco di Roma.

 

«Per questo mi scuso sinceramente per aver ferito i sentimenti della comunità ebraica, che come tutti gli italiani apprezzo e ritengo parte perfettamente ed orgogliosamente integrata della città di Roma da sempre e nel Paese tutto». Nell’articolo finito al centro delle polemiche, Michetti scriveva:

 

giorgia meloni con enrico michetti giorgia meloni con enrico michetti

«Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione. E sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe. Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta».

ENRICO MICHETTI GIORGIA MELONI ENRICO MICHETTI GIORGIA MELONI ENRICO MICHETTI E GIORGIA MELONI ENRICO MICHETTI E GIORGIA MELONI

 

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politica

GIALLO QUIRINALE - QUALE RUOLO STA SVOLGENDO NELL’OMBRA MATTARELLA MENTRE REGNA IL CAOS TRA LE FORZE POLITICHE OSTAGGIO DEI VETI INCROCIATI E DEI GRANDI ELETTORI LEGATI ALLO SCRANNO (E ALLA PENSIONE)? – DA OLTRE UN ANNO NELL’AGENDA ISTITUZIONALE DEL CAPO DELLO STATO USCENTE FIGURANO I NOMI DI DRAGHI, AMATO, CASSESE E CARTABIA. ANCHE SE PERDE QUOTA L’AUTOCANDIDATURA DI SUPERMARIO, CHE HA LEGATO LA SUA PERMANENZA A PALAZZO CHIGI (RIBADITA A MATTARELLA) SOLO SE GARANTITO DA UNO DEI PAPABILI EVOCATI (E SUSSURRATI) DALLA MUMMIA SICILIANA

DRAGHI CHI? - OSANNATO PER MESI COME IL SALVATORE DELLA PATRIA, SI È GONFIATO DI EGOLATRIA COME UNA MONGOLFIERA. QUANDO HA AVUTO IL BISOGNO DEL CONSENSO DEI PARTITI PER SALIRE AL COLLE, HA PAGATO LA SUA ARROGANZA CON IL VAFFA CORALE DI SALVINI, BERLUSCONI, CONTE, FRANCESCHINI. OGGI L’EX UOMO DELLA PROVVIDENZA PIGOLA: CHIUNQUE VERRÀ ELETTO AL QUIRINALE, NON DARÒ LE DIMISSIONI – “PUÒ ANCHE DARSI CHE DRAGHI RESTI PER QUALCHE SETTIMANA MA AL PRIMO INCIDENTE, ALLA PRIMA RISSA NELLA MAGGIORANZA, È CHIARO CHE DRAGHI SE NE ANDRÀ”

“SALVINI ERA CONTRO I REATI DI OPINIONE AI TEMPI DELLA LEGGE ZAN, ALLORA PERCHÉ MI QUERELA?” - SELVAGGIA LUCARELLI: “IL POLITICO CHE CI HA MOLESTATI PER MESI CON LO SLOGAN ‘LE IDEE NON SI PROCESSANO' PER PERMETTERE A CHIUNQUE DI PICCHIARE UN OMOSESSUALE SENZA L’AGGRAVANTE DELL’OMOFOBIA, VUOLE IL CARCERE PER CHI PENSA CHE LUI SIA UN CINICO CALCOLATORE, CON L’AGGRAVANTE DELLA CARTOLINA DA BOOMER SUI SOCIAL” - MI HA DENUNCIATO PER UN POST SU DI LUI, IN CUI C'ERA…”