angelo becciu papa francesco

NON SOLO LE SPECULAZIONI IMMOBILIARI COI SOLDI DEI POVERI: BECCIU GARANTIVA RICCHI FONDI ANCHE ALLE COOP E ATTIVITÀ DEI SUOI FAMILIARI - IERI SERA IL DURISSIMO CONFRONTO CON IL PAPA, CHE GLI HA ''STRAPPATO'' I DIRITTI CONNESSI AL CARDINALATO, UN EVENTO RARISSIMO IN VATICANO, RISERVATO FINORA A MOLESTATORI E TRADITORI DELLA SANTA SEDE - LA GESTIONE SPERICOLATA DELL'OBOLO DI SAN PIETRO DURANTE IL SUO DOMINIO ALLA SEGRETERIA DI STATO

 

1. IL CARDINALE BECCIU SI DIMETTE «DENARO ALLA COOP DEL FRATELLO»

Gian Guido Vecchi per il ''Corriere della Sera''

 

Il comunicato della Santa Sede è arrivato alle otto di ieri sera, tre righe senza spiegazioni per annunciare una cosa che ha rarissimi precedenti nella storia della Chiesa: «Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu».

LA LETTERA DI ENRICO CRASSO A ANGELO BECCIU

 

A Becciu è toccata una sorte analoga a quella del cardinale scozzese Keith O' Brien, il 20 marzo 2015: per una storia di molestie e abusi a seminaristi, Francesco ne aveva «accettato» la «rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato»: eleggere il pontefice in un Conclave, «collaborare» col Papa e così via.

 

Un titolo cardinalizio svuotato. Perché? In Vaticano si parla di «peculato», e di un confronto drammatico tra il cardinale e il Papa, ieri pomeriggio: «Le ho sempre voluto bene, la stimo ma non posso fare altro». Becciu lascia filtrare poche parole: «Sono sconvolto, turbato. Un colpo per me, la mia famiglia, la gente del mio paese. Ho accettato per obbedienza ma sono innocente e lo dimostrerò, chiedo al Santo Padre di avere il diritto di difendermi».

 

Tutto è legato al periodo, quasi otto anni dal 2011 a 2018, durante il quale Becciu è stato Sostituto della Segreteria di Stato e ne ha gestito i fondi, compresi quelli riservati e l' obolo di San Pietro. Le indagini del «promotore di giustizia» vaticano Gian Piero Milano e dell' aggiunto Alessandro Diddi erano cominciate l' anno scorso con lo scandalo del palazzo londinese al 60 di Sloane Avenue. Tra gli indagati c' è anche monsignor Mauro Carlino, capo ufficio Informazione e documentazione, per anni segretario personale di Becciu. È chiaro che nel corso delle indagini è stato passato al setaccio l' uso dei fondi, non solo per Londra.

angelo becciu papa francesco

 

La situazione è precipitata perché l' inchiesta si è allargata. Nel corso delle indagini sono saltati fuori soldi su fondi speculativi e una vicenda legata ad una cooperativa sarda impegnata nell' aiuto ai migranti, la «Spes» di Ozieri presieduta da Tonino Becciu, fratello di Angelo. Al cardinale - così racconta chi gli è vicino - sarebbe stato contestato di aver preso 100 mila euro dai fondi riservati per darli (ma non sarebbero ancora arrivati) alla cooperativa presieduta dal fratello. C' è da considerare che Francesco, fin dall' inizio del pontificato, ha avuto parole durissime contro il «cancro» della corruzione: «Meglio peccatori che corrotti».

 

 

2. IMMOBILI, FONDI E POZZI OFFSHORE: GLI AFFARI A RISCHIO CON I SOLDI VATICANI

Fabrizio Massaro per il ''Corriere della Sera''

 

Sereno e tranquillo, come sempre. Fino alle 18 di ieri.

Così l' ormai ex cardinale Giovanni Angelo Becciu, 72 anni, viene descritto da chi l' ha visto prima delle dimissioni.

angelo becciu papa francesco 1

Alle 18 era fissato un appuntamento con papa Francesco. Lì si sarebbe consumata la rottura. Ma qualche incrinatura era già latente dopo l' esplodere dello scandalo sul palazzo di Sloane Avenue a Londra e il procedere dell' inchiesta penale dei promotori di giustizia vaticana, che stanno passando a setaccio uno dei segreti più a lungo custoditi: la gestione della «banca riservata» dei papi, ovvero la cassa della sezione Affari Generali della Segreteria di Stato, stimata in circa 700 milioni. È il cuore del governo della Santa Sede, che gestisce anche i milioni dell' Obolo di San Pietro.

 

Per sette anni, dal 2011 al 2018, gli Affari Generali sono sati diretti dall' allora arcivescovo Becciu. In questa fase che verrebbero contestati l' uso di fondi a favore di attività riconducibili ai fratelli. Ma anche un uso disinvolto dei suoi rapporti con la stampa. È lui il protagonista iniziale dell' avventura londinese che tiene ancora impegnato il Vaticano per oltre 350 milioni , secondo i calcoli dei pm del Papa. Proprio seguendo i soldi, i promotori Gian Piero Milano e Alessandro Diddi avrebbero esteso l' indagine all' impiego di tutti i capitali della sezione, a cominciare dai circa 50 milioni nel fondo maltese Centurion del finanziere Enrico Crasso, che li ha usati tra l' altro per diventare socio di Lapo Elkann in Italia Independent e per finanziare il film su Elton John.

 

Fu proprio Becciu - che non risulta indagato - a proporre nel 2012 di investire 200 milioni di dollari in una piattaforma petrolifera in Angola.

cardinale keith o brien

I soldi erano presso il Credit Suisse dove allora lavorava Crasso, banker di fiducia della Segreteria. A chiedere di investire era stato l' amico-imprenditore Antonio Mosquito, conosciuto ai tempi della nunziatura in Africa. Per valutare l' affare Crasso chiamò Raffaele Mincione ma il finanziere lo giudicò estremamente rischioso. La soluzione alternativa fu di investire i 200 milioni nel fondo Athena, dello stesso Mincione, che li userà per comprare il 45% del palazzo di Londra e il resto per avventure di Borsa su Carige, Bpm, Retelit e Tas. Ma le speculazioni, anche sul palazzo, andarono male e a un certo punto il fondo comincia a perdere decine di milioni.

 

Nell' estate del 2018 Becciu è nominato cardinale e sostituito con l' arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra. Si cambia linea. Il Vaticano vuole uscire dall' affare. A fine 2018 si raggiunge una transazione con Mincione tramite il broker Gianluigi Torzi. Parte da lì l' intrigo che porterà all' inchiesta con indagati anche due monsignori della Segreteria, Alberto Perlasca e Mauro Carlino e a giugno all' arresto di Torzi. Un' indagine che si allarga sempre più, partita da un' operazione «opaca», come l' ha definita il Segretario di Stato, Pietro Parolin. Accuse «infanganti», era stata la replica di Becciu, che ritiene di aver agito nell' esclusivo interesse della Santa Sede.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO