salvini di maio tav torino lione

NON VOLETE LA TAV? E ALLORA PAGATE! - L'ITALIA RISCHIA DI PERDERE O DI DOVER RESTITUIRE 1,2 MILIARDI DI FONDI EUROPEI SE DOVESSE RINUNCIARE AL TUNNEL FERROVIARIO - BISOGNEREBBE AGGIUNGERE LE PENALITÀ DA PAGARE ALLA FRANCIA PER I LAVORI GIÀ PARTITI SU QUEL VERSANTE E LE SPESE PER LA CHIUSURA DEGLI SCAVI GIÀ EFFETTUATI IN TERRITORIO ITALIANO - BRUXELLES HA FATTO SAPERE A ROMA CHE ATTENDE UNA RISPOSTA DEFINITIVA ENTRO LA PRIMA METÀ DI FEBBRAIO…

Umberto Mancini e Diodato Pirone per “il Messaggero”

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

Prima notizia: l'Italia rischia di perdere o di dover restituire 1,2 miliardi di fondi europei se dovesse rinunciare al tunnel ferroviario fra Italia e Francia noto come Tav. Seconda novità: informalmente ieri Bruxelle ha fatto sapere a Roma che attende una risposta definitiva, che sia un si oppure un no, entro la prima metà di febbraio.

 

Il 14 febbraio 2019, San Valentino, dunque rischia di essere ricordato come il giorno della fine del tormentone Tav oppure come quello di una possibile crisi del governo M5S-Lega, visto che il tunnel è la punta dell' icebeerg di tensioni fortissime.

TAV TORINO LIONE

 

La cifra di 1,2 miliardi fra restituzioni e perdite si riferisce solo ai fondi europei ai quali bisognerebbe aggiungere le penalità da pagare alla Francia per i lavori già partiti su quel versante e le spese per la chiusura degli scavi già effettuati in territorio italiano. Secondo l' Osservatorio sulla Tav il no all' opera determinerebbe un costo di oltre 2 miliardi.

 

Agli 1,2 miliardi di fondi Ue a rischio si arriva in questo modo: 500 milioni già stanziati da Bruxelles andrebbero restituiti sull' unghia mentre altri 700 milioni, previsti come contributo per la tratta italiana della Tav nei bilanci dell' Unione fino al 2020, verrebbero cancellati o riconvertiti. Com' è noto l' Ue è la principale finanziatrice del tunnel con il 40% delle quote mentre all' Italia spetterebbe il 35% e alla Francia il 25%. Recentemente Bruxelles si era detta disponibile a salire al 50% dell' intero investimento che per il tratto transfrontaliero, praticamente il tunnel (che sarebbe il più lungo del mondo), viene calcolato in circa 8,5 miliardi complessivi.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 17

 

LA DICHIARAZIONE

«Non possiamo escludere di dover chiedere all' Italia i contributi già versati », ha detto in chiaro ieri un portavoce della Commissione Ue. «La attuale analisi costi-benefici del governo italiano non è stata richiesta dalla Commissione», ha aggiunto il portavoce, ricordando che già ne era stata presentata una nel 2015 favorevole all' opera.

Del resto la nuova versione dell' analisi è pronta.

 

CANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSA

Sarebbe addirittura già stata tradotta in inglese e francese e, in settimana, sarà recapitata a Bruxelles. «Io sono con la valigia in mano», ha spiegato Fabrizio Ramella, tra i membri della commissione. Il suo contenuto è chiaro. In mattinata il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli un tv ha asfaltato così la Tav: «Chi se ne frega di andare a Lione». Parole sulle quali il Comité Transalpine Lyon-Turin ironizza: «Argomentazioni potenti».

 

toninelli tav

Sul fronte politico anche ieri Salvini ha ribadito che si potrebbe trovare una soluzione «di buon senso» a patto che non piovano «insulti altrimenti le cose si complicano». Parole, quelle del leader della Lega, dirette innanzitutto ad Alessandro Di Battista le cui espressioni pesanti dell' altro ieri (Salvini non rompa i c....) però non sono apparse a nessuno come casuali.

 

Per questo ieri uno spazientito Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, ha bacchettato sia Lega che M5S: «Non gli interessa lo sviluppo, usano la Tav come merce di scambio sul mercato delle elezioni».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…