lorenzo guerini andrea orlando nicola zingaretti giuseppe conte

NEL PD TIRA UNA BRUTTA CORRENTE – AL NAZARENO AFFILANO I COLTELLI CONTRO ZINGA E IL SUO VICE ORLANDO, CHE HA DEFINITO  “SCORIE E RIGURGITI DEL PASSATO CENTRISTA RENZIANO” LA CORPOSA COMPONENTE “BASE RIFORMISTA”. PROPRIO LUI CHE DICEVA: “UN GOVERNO CON LA LEGA? NEMMENO SE LO GUIDA SUPERMAN” – GUERINI MEDITA VENDETTA, MA NON HA FRETTA: “DOPO LA PANDEMIA IL CONGRESSO DOVRÀ SANCIRE LA RIGENERAZIONE DEL PARTITO” – SLOGAN COME “O CONTE O VOTO HANNO SCHIACCIATO IL PARTITO QUASI CHE…”

Lorenzo Guerini

1 – PD, GLI ESCLUSI DAL GOVERNO ALL'ATTACCO DI ZINGARETTI

B.L. per “il Messaggero”

 

Dalla delusione degli ex sottosegretari non riconfermati alle liti sul congresso, non c'è pace nel Pd. Sulla pagina Fb della corrente dem che si chiama Base Riformista è stata postata una citazione che la dice lunga sugli umori della corposa componente che fa riferimento a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. «Un partito che non si rinnovi con le cose che cambiano, che non sappia collocare e amalgamare nella sua esperienza il nuovo che si annuncia, viene prima o poi travolto dagli avvenimenti, tagliato fuori dal ritmo delle cose che non ha capito e alle quali non ha saputo corrispondere».

 

SANDRA ZAMPA

La citazione è di Aldo Moro. E il rinnovamento, di cui sopra, per Base Riformista non può che passare per un Congresso, da fare in autunno. L'intervista di Andrea Orlando che ha accusato gli ex-renziani dem di «intelligenza con il nemico». ha scatenato un putiferio. E poi c'è la delusione di chi ha visto sfumare la riconferma. Sandra Zampa e Alessia Morani, ex sottosegretarie, la rendono pubblica.

 

Altri preferiscono tacere ma gli umori sono gli stessi. E poi, in generale, c'è la preoccupazione per un esito che vedrebbe i dem indeboliti nella squadra di governo. In questi giorni, sembra che non ci sia tema che nel Pd non scontenti qualcuno.

 

BARBARA DURSO E NICOLA ZINGARETTI

2 – GUERINI E IL CONGRESSO DOPO LA PANDEMIA

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

Non è tempo di polemiche nel Pd. Ma dopo la pandemia, secondo Lorenzo Guerini, servirà un congresso per «la rigenerazione del partito». È il momento dell'emergenza, sono i giorni in cui il governo di Mario Draghi muove i primi passi, perciò il ministro della Difesa sta lavorando per sedare le tensioni attorno a Nicola Zingaretti e sta evitando di rispondere a certe battute, mirate a delegittimare la componente dem che guida insieme a Luca Lotti: «Queste sono bagattelle di cui ci occuperemo in seguito».

 

ANDREA ORLANDO

Nei colloqui informali con alcuni esponenti di Base riformista, infatti, ha spiegato che il partito deve piuttosto accompagnare con convinzione il lavoro del governo: «Le coordinate del premier - dall'europeismo all'atlantismo, dal lavoro all'educazione - sono le nostre coordinate. E le comprensibili difficoltà di questo esperimento politico non possono distoglierci dall'obiettivo.

 

sandro gozi goffredo bettini andrea orlando

Ecco perché il Pd non deve vivere questa fase come una condizione dalla quale difendersi. Noi dobbiamo abbracciare l'agenda Draghi che, oltre a voler superare la crisi pandemica ed economica, mira all'innovazione del Paese. A partire dalla riforma del fisco e della giustizia, per la quale dovremo sostenere il lavoro del Guardasigilli».

 

E non ci sono limiti di tempo per realizzare il disegno, siccome l'esecutivo «durerà quanto servirà al Paese». Semmai sono fuori tempo e fuori luogo le polemiche pubbliche nel partito, sebbene Guerini abbia ripercorso durante le conversazioni riservate gli errori commessi dal Pd, «certe scelte fatte quando i processi politici le rendevano già superate», «una certa narrazione smentita prima che dai fatti dalle nostre stesse decisioni», e poi certi slogan - come «o Conte o al voto» - che hanno «schiacciato il partito quasi che il suo destino dipendesse da una persona».

lorenzo guerini con mark esper

 

Ma che senso avrebbe oggi una simile contesa con il segretario, ha chiesto, «quando serve agire con senso di responsabilità per rispetto verso il Paese e verso noi stessi»? Arriverà il momento di un dibattito chiaro tra i dem: «Dopo la pandemia il congresso dovrà sancire la rigenerazione del partito».

 

LORENZO GUERINI GIUSEPPE CONTE

E allora il tema dell'identità sarà centrale, «altro che il problema delle alleanze», e andrà affrontato una volta per tutte «senza più ipocrisie». «Chi continua a immaginare il Pd come un partito di ex non dà futuro al Pd», ha detto Guerini.

 

Che deve fronteggiare il disgusto di quanti vengono bollati come «ex renziani» e che nei giorni scorsi hanno sentito Andrea Orlando trattarli come fossero paria: «Proprio lui - si sono lamentati - che è diventato ministro di Draghi dopo aver detto che sarebbe entrato in un governo con la Lega nemmeno se a guidarlo ci fosse stato Superman».

 

Il titolare della Difesa ha placato gli animi di chi gli ha sottolineato che «noi veniamo trattati come degli appestati», e ha riconosciuto che «il tema esiste»: «Ma la verità è che senza di noi la scissione nel Pd sarebbe stata più pesante. Senza di noi, l'ambizione riformista di questo partito sarebbe andata persa».

 

ANDREA ORLANDO NICOLA ZINGARETTI

In attesa delle assise, Guerini ritiene comunque opportuna una tregua interna. Ciò non toglie che in questa lunga fase di transizione serviranno regole chiare e anche pari dignità nel partito. Almeno è quello che si intuisce quando nei conversari ha spiegato che «noi abbiamo svolto un ruolo, abbiamo creduto e crediamo ancora nel Pd come forza del centrosinistra, dove convivono anime diverse. Adesso come si farà a gestire questa fase, dipenderà anche dalla sensibilità di chi è chiamato a guidarla».

NICOLA ZINGARETTI ANDREA MARCUCCI

 

Ovviamente si riferiva a Zingaretti, con il quale ripete che «non c'è nessun problema»: «Lui sa che il momento è straordinario e che dunque anche il suo mandato è straordinario», che insomma il potere ricevuto dal congresso è superato da una fase senza precedenti in cui «il Pd va messo in sicurezza».

 

Perciò nel traghettamento il segretario dovrà assicurare «una gestione realmente collegiale», che secondo Guerini «è cosa diversa dalla gestione unitaria fin qui applicata». E non c'è dubbio che l'azione di governo detterà temi anche al congresso, dove il ministro della Difesa vorrà arrivare declinando i principi di «un nuovo riformismo popolare» sulle questioni «del lavoro», «dei giovani», e di una «democrazia liberale che non sia una mera democrazia elettorale», per evitare che «le attese delle nuove generazioni vadano deluse» e finiscano per cadere nelle braccia di «nuovi populismi».

 

paolo cirino pomicino e lorenzo guerini foto di bacco (2)

«Ecco perché non servono polemiche nel partito in questa fase», così il dirigente dem ha convinto gli esponenti di Base riformista a impegnarsi su altri fronti: «In Parlamento, quando sarà possibile, il partito dovrà porre il tema della legge elettorale. Serve il proporzionale per uscire dal bipolarismo forzato a cui ci costringe l'attuale sistema». Per esempio...

andrea orlandoandrea orlando e giuseppe conteFABIO FAZIO NICOLA ZINGARETTI MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEIMEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOMEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOMEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOandrea orlando e nicola zingaretti

             

 

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...