berlusconi di maio travaglio concita

LA PECUNIA DEL BERLUSCA NON OLET - QUANTE ACROBAZIE RETORICHE DEVONO COMPIERE TUTTI GLI ARCI NEMICI DEL CAV CHE PUBBLICANO LIBRI PER MONDADORI E EINAUDI, E ORA RIZZOLI, PER GIUSTIFICARE LA LORO SCELTA? - DI MAIO HA APPENA FATTO USCIRE LA SUA AUTOBIOGRAFIA PER PIEMME, CHE FA PARTE DELLA GALASSIA EDITORIALE DI SILVIO, MA CI SONO TANTI CASI ILLUSTRI: AUGIAS, ZAGREBELSKY, SCALFARI, RAMPINI, CONCITA DE GREGORIO E MARCOLINO TRAVAGLIO, CHE DA POCHI MESI HA PUBBLICATO UNA SUA BIOGRAFIA "PER IMMAGINI” DI INDRO MONTANELLI...

Luigi Mascheroni per www.ilgiornale.it

 

silvio berlusconi

Ricordo, anni fa, durante un Salone del libro di Torino, una divertentissima serata, era una festa Einaudi, sul terrazzo di casa Franco – Ernesto Franco, direttore editoriale della Einaudi.

 

Erano gli anni in cui la guerra ideologica tra berlusconismo e antiberlusconismo era al suo culmine, gli anni del conflitto di interesse da una parte e dall’altra dei Saloni del libro che, a scorrere l’elenco degli ospiti d’onore, erano qualcosa di molto simile a un congresso ombra del Pd.

 

Comunque. L’aspetto divertente della serata, che scorreva via fra un finger food (“Ottimi questi bocconcini di Fassona!”) e un calice di rosso (“Ummmmmh… Questo Barolo Monfortino mi sembra un po’ freddo”), era ascoltare le ironie dell’intero parterre di invitati sul Presidente (all’epoca) del Consiglio Silvio Berlusconi, “impresentabile” e “vergognoso”, con cui nessuno di loro voleva avere a che fare (“Persona imbarazzante…”), ma del quale stavano spiluccando il luculento catering, pagato dalla casa madre: Mondadori. La stragrande maggioranza di loro era autore del gruppo della famiglia Berlusconi, ma – si sa – “Einaudi è un’altra cosa…”.

 

silvio berlusconi fuori dal seggio a milano 1

Certo, è sempre “un’altra cosa”. Il “problema è un altro” e “la questione è più complessa”. La questione, più che complessa, è curiosa. E si ripete da quando Silvio Berlusconi, patron di Mondadori-Einaudi (e oggi anche di Rizzoli) entrò in politica, e continua ancora oggi, quasi vent’anni dopo… E anche le domande restano le stesse.

 

silvio berlusconi fuori dal seggio a milano 3

La prima: come è possibile che, a parte qualche direttore del “Giornale” e pochissime altre grandi firme, per uno scrittore o un professore o un giornalista “di area” sia praticamente impossibile entrare in Mondadori, mentre l’ultimo scappato di casa che pascola nell’area della Sinistra trova subito un contratto a Segrate (o in Mediaset, che è lo stesso)?

 

il libro di luigi di maio

La seconda: ma quante acrobazie retoriche devono compiere tutti gli avversari barra nemici di Berlusconi che pubblicano per Mondadori e Einaudi, e ora Rizzoli, per giustificare la propria scelta? Sul tema negli anni si è scritto tanto, ed esiste bibliografia enorme. Keyword: “Ipocrisia”.

 

Oggi la polemica, sempre tenuta viva a destra e sempre sminuita a sinistra, torna di moda. I grillini doc sono infastiditi, o fanno finta di niente, ma intanto il loro leader e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è accodato a quanti pur combattendo in tutto e per tutto Berlusconi poi bussano alla porta del suo gruppo editoriale: il suo primo libro, “Un amore chiamato politica”, esce per Piemme. Che fa appunto parte della galassia editoriale del Presidente. La domanda è sempre quella: con tutte le case editrici che ci sono, proprio una di Berlusconi? Ma perché?

 

CORRADO AUGIAS

Da un lato lo criticano ma poi, quando sono a caccia di un editore, non disdegnano di farci business. E l’uomo politico pessimo diventa improvvisamente un imprenditore eccellente. Dipende tutto dai punti di vista. E quello economico - si sa - riserva spesso prospettive inedite…

 

A parte pochissime eccezioni (Corrado Stajano che passò subito a Garzanti, Michele Serra che se ne andò a Feltrinelli dimostrando che un’alternativa c’è sempre, Vito Mancuso che a un certo punto pose un problema etico, tardivamente Roberto Saviano… ma andiamo a memoria: dimentichiamo di certo qualcuno), tutti i migliori antiberlusconiani hanno sempre continuato a scrivere, pubblicare e guadagnare senza vergogna con Berlusconi (“No, semmai sono io che faccio guadagnare lui con i miei libri”, come capisce chiunque, non è una risposta, ma solo una divertente boutade).

 

gustavo zagrebelsky

Dalla “A” di Corrado Augias (18 libri dal 1996 al 2020 pubblicati con Mondadori o Einaudi) alla “Z” di Gustavo Zagrebelsky (12 saggi dal 1996 a oggi usciti da Einaudi), l’alfabeto dei berlusconiani-a-intermittenza è completo, passando anche per la “T” di Marco Travaglio: da pochi mesi ha pubblicato una sua biografia “per immagini” di Indro Montanelli per Rizzoli, cioè Berlusconi (“Sì, ma i perché i diritti di Montanelli sono di Rizzoli!”. “Può darsi, ma i soldi che prendi sono di Berlusconi”).

 

scalfari a sentimental journey 67

E per il resto, non manca nessuno. C’è il fondatore del quotidiano “La Repubblica”, Eugenio Scalfari, arcinemico del Cavaliere, con il quale però ha pubblicato nei prestigiosi “Meridiani” Mondadori. Segrate val bene un’abiura. Ai tempi del primo governo guidato dai Cinquestelle, del resto, dichiarò di preferire Berlusconi a Di Maio.

 

MARCO TRAVAGLIO A OTTO E MEZZO DA LILLI GRUBER

E poi Concita De Gregorio, la quale ha pubblicato molto con Einaudi, anche il suo ultimo “Il tempo di guerra”. Lo storico della letteratura Alberto Asor Rosa: per Einaudi ha scritto decine di saggi e con Mondadori ci ha fatto pure lui un “Meridiano”.

 

MARCO TRAVAGLIO

Paolo Cognetti, il bestsellerista che ha pubblicato “Le otte montagne” con Einaudi ma che in un incontro pubblico sul palco disse di aver deciso di abbandonare Milano per rifugiarsi sui monti perché oppresso dal “berlusconismo” che si respirava in città.

 

O Nicola Lagioia, autore d’oro Einaudi e antiberlusconiano di ferro il quale – non a caso - l’anno prossimo prenderà il posto di Ernesto Franco come direttore editoriale della Einaudi: offrirà anche lui ricchi buffet pagati da Berlusconi ai suoi amici Raimo, Lipperini&Co.?

 

romano prodi concita de gregorio foto di bacco

E ancora: come dimenticare Federico Rampini, Nadia Fusini, Piergiorgio Odifreddi, Michela Marzano, Adriano Prosperi… e nomi ancora più radicali come Erri De Luca (simpatico, disse: io non me ne vado, semmai è lui che deve buttarmi fuori…), Francesco Guccini e perfino Massimo D’Alema, tutti – chi più chi meno, chi prima chi dopo - autori “al soldo” di Segrate…

 

Almeno Mauro Corona, di fronte alla irrisolta contraddizione di voltare la faccia al Berlusconi politico ma salutare sussiegosi il Berlusconi editore, una volta confessò: “Come scrittore ho il cuore a sinistra e il portafoglio a destra: devo pur mangiare”. Appunto.

Ultimi Dagoreport

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?