disoccupazione giovani millennials

SULLA PELLE DEI PRECARI - LE NUOVE NORME SUI CONTRATTI MANDA IN FIBRILLAZIONE CONFUNDUSTRIA: IL RITORNO DELLE CAUSALI FA TEMERE ALLE IMPRESE VALANGHE DI RICORSI - CHI STA CONCLUDENDO I DUE ANNI DI CONTRATTI A TERMINE CON LA STESSA AZIENDA, POTRÀ SPERARE SOLO NELL'ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO. O CERCARSI UN'ALTRA AZIENDA - LO SCENARIO

Giusy Franzese per il Messaggero

 

luigi di maio smartphone

E ora sono tanti i precari che tremano. Al di là delle intenzioni del governo, che vorrebbe per loro un futuro più stabile, le nuove norme sui contratti a termine potrebbero rivelarsi un boomerang nel privato. Le organizzazioni datoriali infatti in queste ore stanno consigliando ai loro associati di stare attenti con i rinnovi. Non è tanto e solo per il costo più alto (il decreto prevede per ogni rinnovo a partire dal secondo un costo contributivo crescente dello 0,5%) ma per il rischio contenziosi.

 

maurizio stirpe vincenzo boccia (2)

Le nuove norme più restrittive (un limite massimo di durata che si riduce da tre a due anni, numero di possibili proroghe tagliate da 5 a 4, reintroduzioni delle causali passati il primo anno di contratto) valgono anche per le proroghe e i rinnovi dei contratti in corso, compresi quelli in somministrazione. Il decreto è chiaro: «Le disposizioni trovano applicazione ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente all'entrata in vigore del presente decreto nonché ai rinnovi ed alle proroghe dei contratti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto».

 

LA MAPPA

DISOCCUPATO

Secondo una stima di Datagiovani, da qui alla fine dell' anno andrà in scadenza il 55% dei contratti a termine in essere. In totale sono ben un milione e seicentomila rapporti. Di questi, però, oltre mezzo milione (526.00) sono nella pubblica amministrazione, che non viene toccata dalle nuove norme. Ma per più di un milione di lavoratori inizia la paura. I settori più coinvolti sono quelli dell' industria e delle costruzioni (288 mila contratti in scadenza) seguiti dall' agricoltura (170 mila) e dal commercio (178 mila contratti).

 

Poi vengono le attività finanziarie, assicurative e immobiliari (134 mila), gli alberghi e i ristoranti (163 mila). Il 47,2% sono giovani under 35, il 52,1% donne, il 25% ha più di 45 anni, oltre il 40% ha un diploma e più di un quarto è laureato. La metà dei contratti (49,4%) si concentra al Nord. Già entro l'estate ci sarà il primo test: sono ben 661.000 i contratti in scadenza nel privato. Certamente non tutti sarebbero stati rinnovati, soprattutto quelli stagionali. Ma tanti altri invece sì.

disoccupazione

 

LE COMPLICAZIONI

Adesso invece si fa tutto più complicato. Chi sta concludendo i due anni di contratti a termine con la stessa azienda, potrà sperare solo nell'assunzione a tempo indeterminato. O cercarsi un' altra azienda. Ma anche chi ha superato la soglia dei 12 mesi di contratti potrebbe vedere sfumare quel lavoro, che per quanto precario, è comunque un' occupazione che ti fa portare uno stipendio a casa.

 

disoccupazione

Dopo il primo anno, rinnovi e proroghe, infatti, adesso dovranno sottostare a specifiche causali. Ecco quelle consentite: esigenze temporanee ed oggettive, estranee all' ordinaria attività del datore di lavoro; ragioni sostitutive; esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell' attività ordinaria; ragioni relative a lavorazioni e a picchi di attività stagionali, individuati con decreto del Ministero del lavoro.

 

Tanto per fare qualche esempio: se ci sono lavoratrici che vanno in maternità, al loro posto l' azienda può assumere un sostituto con contratto a termine; lo può fare anche se arriva una commessa straordinaria che prevede consegne in tempi rapidi. Il ritorno alle causali (c' erano prima del Jobs Act) non può invece comprendere i fatti ordinari dell' attività aziendali. In passato questa cosa aveva prodotto enormi contenziosi tra lavoratori e aziende.

 

disoccupazione

«Erano enormemente diminuiti con la liberalizzazione» osservano i consulenti del lavoro. Il timore è che adesso nuovamente il lavoratore possa trascinare l' azienda davanti al giudice contestando la causale e pretendendo l' assunzione a tempo indeterminato. L' Unione degli Artigiani di Milano ha già diffuso una nota ai suoi associati: «Sconsigliamo alle imprese di stipulare o rinnovare rapporti di lavoro a tempo determinato, a forte rischio contenziosi» si legge. Un rischio sul quale insistono praticamente tutte le organizzazioni datoriali, da Confimprese a Confesercenti, da Confindustria a Confcommercio e Cna. Per il governo invece sono allarmi ingiustificati. Il vicepremier Luigi Di Maio è tranchant: «Se il tema è il pericolo di più contenziosi sono tranquillo, perché il ministro della Giustizia Bonafede ha un piano per rafforzare i tribunali».

 

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO