fabiana dadone andrea orlando

LA PRIORITÀ DI PD E CINQUE STELLE: LO SPINELLO LIBERO! - ANDREA ORLANDO HA LANCIATO L’IPOTESI LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS E FABIANA DADONE SUBITO L’HA RIILANCIATA. MA SONO SOLO BANDIERINE IDEOLOGICHE SENZA FUTURO, TIPO IL DDL ZAN, VISTO CHE LA MAGGIORANZA È SPACCATA, E FORZA ITALIA E LEGA GIÀ SONO SALITI SULLE BARRICATE…

Marco Menduni per “La Stampa”

 

fabiana dadone 8

«Ora ci sono gli strumenti per superare ogni frammentazione. Inizia qui un nuovo viaggio che sarà lungo e difficile». Dopo due giorni fittissimi di incontri, interventi e tavoli tecnici, tocca a Fabiana Dadone, titolare delle Politiche giovanili, tirare le conclusioni. È il convegno genovese sulle dipendenze "Oltre le fragilità".

 

andrea orlando 2

Doveva rappresentare la chiave di volta per cambiare il testo di legge sugli stupefacenti. Ma il sogno di una consonanza politica è svanito presto: la liberalizzazione della cannabis (suggerita dalla Dadone stessa e ripresa, come invito alla riflessione dopo la svolta tedesca, dal ministro del Lavoro Andrea Orlando) ha monopolizzato il dibattito.

 

fumo cannabis

Il fronte del governo si è spaccato, le reazioni del centrodestra sono state violentissime: no su tutta la linea. Così il futuro, ammette la Dadone, sarà appunto «lungo e difficile». Il programma indicava un suo lungo intervento a chiusura dei lavori (dalle 15.50 le 16.30), invece è molto più breve e ben attento a non gettare altra benzina sul fuoco.

matteo salvini giorgia meloni

 

Le conclusioni: l'ampio e appassionato dibattito c'è stato, tutti i risultati sono a disposizione di chi dovrà decidere tenendo conto che «il punto di riferimento resta la centralità della persona». È la partenza di una traversata che, ammette la Dadone, dovrà affrontare un mare agitato. Le dichiarazioni di Orlando sono subito state attaccate dal leader della Lega Matteo Salvini.

 

fabiana dadone coi piedi sulla scrivania

Persino la gamba più moderata del centrodestra al governo, quella di Forza Italia, attacca con parole dure. Mariastella Gelmini, ministro per gli affari regionali e le autonomie, torna a chiudere ogni possibilità: «Nessuno si sogni di liberalizzare gli spinelli, siamo contro la droga e contro ogni misura di legalizzazione del consumo».

 

Attacca la collega: «Le posizioni antiproibizioniste di parte del Movimento 5 stelle sono note e il ministro Dadone non ha mai fatto mistero della sua posizione. Ma un conto sono le posizioni personali e un conto è la linea del governo». Ancora: «La distinzione fra leggere e pesanti è fuorviante e pericolosa, perché tende a dare l'idea che esistano sostanze che non fanno danni».

 

spinello 1

Se dall'unica forza di opposizione, Fratelli d'Italia, arriva un più che atteso stop a ogni ipotesi di liberalizzazione attraverso le parole di Giorgia Meloni, tutto il resto della politica è divisa su due fronti. Contrapposti e irriducibili, difficile poter immaginare un'ipotesi mediana. A dar man forte alla Gelmini arrivano il senatore azzurro Maurizio Gasparri e la senatrice Udc Paola Binetti. Ma anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Tutti per il no: «La droga non verrà mai liberalizzata», avvertono.

 

Per il sì invece si spendono il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e il pentastellato Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera. Il suo è un attacco «contro la destra cieca e totalitarista su questo tema che aspetta invece una ventata di modernizzazione». Incalza: «Non si tratta affatto di consentire libertà di drogarsi, ma di promuovere politiche efficaci di contrasto alle illegalità». -

fabiana dadone 7farsi le canne in autoandrea orlando 1CANNABIS TERAPEUTICAcoltivare cannabis 2marijuana macchina MANIFESTAZIONI LEGALIZZAZIONE CANNABIS 2andrea orlando a Cernobbiomarijuana macchina ANDREA ORLANDO - PH LAPRESSEcoltivare cannabis 1andrea orlando 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?