QUIRINALE E DOPPI SERVIZI - L’EVENTUALE NOMINA A MINISTRO DELLA DIFESA DEL GENERALE MOSCA MOSCHINI, DEVOTO CONSIGLIERE MILITARE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PUÒ INNESCARE UN TERREMOTO ANCHE NEI SERVIZI SEGRETI - IL CANDIDATO È IL GENERALE SANTINI, CAPO DELL’AISE (EX SISMI) - SI POTREBBE LIBERARE ANCHE LA POLTRONA DI PICCIRILLO, DIRETTORE DELL’AISI (EX SISDE), SUL QUALE ALEGGIA LA CANDIDATURA DEL GENERALE ORLANDO, GRADITO AL VERTICE DEI CARABINIERI…

Condividi questo articolo


DAGOREPORT
L'eventuale nomina a ministro della Difesa del generale Mosca Moschini, consigliere militare del presidente della Repubblica, può innescare un terremoto anche nei servizi segreti. Il motivo è semplice: il candidato a prendere la scrivania di Mosca Moschini è il generale dell'Esercito Adriano Santini che, da quasi due anni, guida con apprezzato equilibro l'Aise (ex Sismi).

SCHIFANI NAPOLITANO BERLUSCONI MOSCA MOSCHINISCHIFANI NAPOLITANO BERLUSCONI MOSCA MOSCHINI

Ovvio che la palla di neve si trasformi in valanga. Quindi il posto di Santini fa gola a molti candidati. Non solo. Si potrebbe liberare anche la poltrona di Giorgio Piccirillo, direttore dell'Aisi (ex Sisde), sul quale aleggia la candidatura del generale Stefano Orlando, molto gradito al vertice dei Carabinieri.

Giorgio PiccirilloGiorgio Piccirillo

Molto attente ai Servizi due amministrazioni, entrambi in pole position per piazzare un loro uomo ai vertici: la Marina e, nuovo interlocutore, il Ministero degli Esteri, dove qualche ambasciatore sta già scaldando i motori.

il generale Adriano Santiniil generale Adriano Santini

 

 

Condividi questo articolo

politica

PER PLACARE LE SMANIE ELETTORALI DI SALVINI, GIORGIA MELONI CONCEDE ALLA LEGA IL CONTENTINO DELL’AUTONOMIA (MA E’ UNA RIFORMA ANNACQUATA) - IL DISEGNO DI LEGGE CHE VERRÀ TRASMESSO ALLE CAMERE È UN TESTO NUOVO RISPETTO A QUELLO CHE CALDEROLI ERA ANDATO IN GIRO AD ILLUSTRARE DA NORD A SUD. E NON A CASO È STATO PRECEDUTO DA UN DISCORSO MOLTO CHIARO DELLA MELONI, UN'ASSICURAZIONE CHE IL PAESE SARÀ “UNICO E UNITO” E AVRÀ IL DOVERE “DI ASSICURARE A TUTTI GLI STESSI SERVIZI E GLI STESSI DIRITTI”

“FRATELLI D’ITALIA È VITTIMA DELLA SINDROME DI FONZIE” – I RONZULLIANI NON VEDEVANO L’ORA DI ATTACCARE I MELONIANI, E DONZELLI HA OFFERTO LA POLEMICA SUL PIATTO D’ARGENTO. SENTITE GIORGIO MULÈ: “INIZIATIVA GRAVE, HA SPORCATO UN IMPORTANTE MOMENTO DI CONDIVISIONE NELLA LOTTA ALLA MAFIA. HA FATTO UN PROCESSINO, USANDO METODI CHE NON DOVREBBERO AVERE CITTADINANZA NELLA BATTAGLIA POLITICA. SE AVESSE AVUTO ELEMENTI PER MUOVERE ACCUSE AI COLLEGHI DEL PD, SAREBBE DOVUTO ANDARE IN PROCURA…”