domenico tallini

"L'UOMO CHE SPOSTA LE MONTAGNE" - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA, DOMENICO TALLINI, FINITO AI DOMICILIARI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, ERA CHIAMATO “PIETRUZZO DELLA POLITICA” PER IL CONTRIBUTO OFFERTO ALLA COSCA DEL BOSS NICOLINO ARACRI DETTO “MANI I GUMMA” - LA COMMISSIONE ANTIMAFIA LO AVEVA INSERITO TRA GLI “IMPRESENTABILI” PER UN RINVIO A GIUDIZIO CON L'ACCUSA DI CORRUZIONE - IL PATTO CON LA 'NDRANGHETA SANCITO CON L'ASSUNZIONE DI SUO FIGLIO GIUSEPPE…

Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

All'interno dell'associazione smantellata ieri, Domenico Tallini si era guadagnato il lusinghiero (dal loro punto di vista) appellativo del «Pietruzzo della politica», una definizione che lo paragona, per il contributo offerto, a Gennaro «Pierino» Mellea, reggente a Catanzaro della cosca 'ndranghetista di Mani i Gumma, Nicolino Grande Aracri. In ambito politico, invece, il presidente del consiglio regionale era noto come «Mr preferenze» per la messe di voti che è stato capace di incamerare a ogni livello nei suoi 40 anni di carriera politica (8.000 schede alle Regionali di gennaio).

DOMENICO TALLINI

 

Nello specifico della vicenda che l'ha portato ai domiciliari, il coordinatore di Forza Italia per Catanzaro è infine «l'uomo che sposta le montagne», capace cioè, come scrive il gip nell'ordinanza, di «spianare ogni asperità che si presenta sul cammino amministrativo della costruzione del Consorzio Farma Italia».

 

A 68 anni Tallini era arrivato al vertice del potere politico in Calabria. È stato fermato dai carabinieri mentre saliva sul bus dei sindaci diretti a Roma per protestare contro il commissariamento della sanità. La sua, secondo il giudice, «è una contiguità 'ndranghetistica che sfiora la vera e propria intraneità». Perito elettronico, ex dipendente Enel, appassionato di calcio e biliardo, Tallini è alla sua quarta legislatura. Un'ascesa cominciata tra le file del Movimento sociale ma che ha assunto colorazioni diverse in base alle stagioni politiche. La sua prima elezione in Regione risale al 2005, tra le file dell'Udeur (5.000 preferenze).

 

DOMENICO TALLINI

Prima ancora è stato consigliere comunale di Catanzaro (esordio nel 1981) e assessore cittadino allo Sport e agli Affari generali. Nel 1999 è stato anche assessore provinciale e in epoche diverse fondatore del movimento «Calabria Libera», poi del Polo Civico e del Movimento civico per il Sud. La sua nomina al vertice dell'Assemblea regionale destò scalpore perché la Commissione Antimafia lo aveva inserito tra gli «impresentabili» per un rinvio a giudizio con l'accusa di corruzione.

 

«Disse che la mia era una vendetta personale» ha ricordato il presidente della Commissione Nicola Morra. Secondo il gip, «Tallini aveva compreso di poter sfruttare l'alleanza con la cosca su due fronti: su quello imprenditoriale, con una sua compartecipazione nell'attività; e su quello politico, con la proiezione dei suoi interessi in ambito regionale».

 

nicola morra foto di bacco (1)

Parlando di candidature e liste, due indagati si confrontano così: «Ci siamo ancora, Mimmo è in pole position». Il suo intervento è decisivo quando, «usando il potere di assessore regionale al personale, riorganizza il dipartimento interessato, facendo sì che una persona "gradita" potesse assumere l'atto autorizzativo (per il Consorzio, ndr )». E il patto con la 'ndrangheta viene sancito con l'assunzione di suo figlio Giuseppe, una mossa per «rafforzare la capacità operativa del sodalizio nel controllo di attività economiche sul territorio, incrementando la percezione delle capacità di condizionamento e intimidazione, e accrescendone la capacità operativa e il prestigio sociale e criminale».

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…