michele serra

"I CONTI CON IL FASCISMO NON SONO MAI STATI FATTI VERAMENTE” - MICHELE SERRA A CIRCO MASSIMO: "SE SI RITIENE CONSENTITO URLARE DI BRUCIARE I ROM O DIRE 'SEI UNO STRONZO' AL VICINO DI CASA SENZA PROBLEMI, VUOL DIRE CHE È SALTATO IL TAPPO DELLA DISPERAZIONE” – “SALVINI? CERCARE DI APPARIRE CARINO PER ATTIRARE L'ELETTORATO CARINO E POI GRIDARE COME UN OSSESSO PER ATTIRARE I VOTI OSSESSI È PURO ELETTORALISMO" - ZINGARETTI? SONO COSTRETTO A FARMELO PIACERE"

da Circo Massimo - Radio Capital

 

intervento di massimo giannini (2)

"Il fascismo è una febbre, non la malattia": comincia così, partendo dall'Amaca in cui ricorda che "i conti con il fascismo non sono mai stati fatti veramente", la chiacchierata di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto con Michele Serra in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital.

 

"La malattia sta nel fatto che i problemi sono sempre esistiti. Anche l'egoismo, la povertà, la cattiveria e le tensioni sociali sono sempre esistite, ma ora si sono create particolari condizioni che fanno sì che queste cose si manifestino nel peggiore dei modi. Non pretendo che la società sia elegante e forbita nell'espressione, ma quando senti certe urla e certi concetti espressi in un modo così brutale capisci che questo accade perché c'è un esempio viene dall'alto. Non si accusa nessuno in particolare, ma se si ritiene consentito urlare di bruciare i rom, vuol dire che è saltato un tappo", ragiona Serra.

 

michele serra (2)

"Gli psicanalisti a volte pensano che sia giusto che i tappi saltino, può darsi che ci sia un'utilità nell'evidenziare un problema profondo, però fa impressione, fa molta impressione. È l'esito di un processo lungo, ora ne vediamo l'ultima puntata. A un certo punto si è deciso che bisogna essere schietti, che ogni forma di mediazione è ipocrisia, che ogni forma di educazione e civiltà è ipocrisia. Se la mattina incontri il tuo vicino di casa in ascensore e hai sempre pensato che è uno stronzo ma non gliel'hai mai detto perché sei educato, invece domani mattina lo incontri e gli fai 'sa cosa le dico? Lo penso da trent'anni: lei è uno stronzo'.

michele serra e fedez

 

E non è un problema di forma: se bastasse gridare o essere schietti per risolvere le faccende, saremmo a cavallo. Ma buttare tutto fuori così non ha nulla di taumaturgico, anzi: è un segno di disperazione, è come se si avvertisse l'impossibilità di risolvere le cose in maniera civile e quindi si scende in strada e ci si grida l'un l'altro sei uno stronzo. Non mi pare un grandissimo passo avanti".

 

Il vicepremier Salvini sta negli ultimi giorni indossando la maschera 'paternalista', che alterna a quella 'cattivista': "Sembra funzionare dal punto di vista elettorale. L'epoca postideologica significa che si può essere cinici in una maniera che qualche anno fa non era consentito. Cercare di apparire carino per attirare l'elettorato carino e poi gridare come un ossesso per attirare i voti ossessi è puro elettoralismo", spiega il giornalista di Repubblica,

salvini zaia

 

"Tant'è vero che la Lega è al governo negli enti locali con il centrodestra e al governo nazionale con i 5 stelle, l'opposto. È una manifestazione di cinismo politico, o comunque di mancanza totale di una struttura ideologica riconoscibile che anni fa sarebbe stata esecrata. Io non ho mai visto un partito così doppio e così disposto a governare con chiunque, pur di governare. Sono mosse elettorali. È uno dei segni quasi irreversibili di crisi della politica: esisteva un minimo di coerenza richiesta tra quello che si diceva di essere e quello che poi si era, ma qui siamo all'anno zero".

SALVINI Padre Pio

 

Lo scrittore, in libreria con "Le cose che bruciano" (Feltrinelli), parlando della sinistra dice che si può ricostruire "tutto. Ed è una risposta da una parte carica di speranza ma dall'altra fa capire che c'è un lavoro enorme da fare. Parlando da banale elettore di centrosinistra, alla domanda 'ti piace il PD di Zingaretti?', la risposta inevitabile è 'sono costretto a farmelo piacere': è quello che viene fuori dai cocci, è quello che c'è e che cerca di ricostruirsi una fisionomia.

 

NICOLA ZINGARETTI CON IL SIMBOLO PD EUROPEE

Vediamo se ce la fa. La buona volontà c'è, la speranza pure. È un po' anche un obbligo: cosa ci può essere in quel buco vuoto della politica se non... chiamiamola la sinistra. Non può non esistere. Esiste anche una spinta fisiologica a costruire un'opposizione di sinistra. Dopodiché si tornerà a 50-60 anni fa, la sinistra dirà siamo minoranza, con chi ci alleiamo, eccetera eccetera. Ricomincerà tutto, però almeno esiste. Ricomincia a pensare di poter esistere. Il famoso meglio che niente".

 

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