IL RITORNO DER ‘CACCOLA’ - DELLE CHIAIE, DELLE CHIAVICHE: ‘ITALIA SOTTOMESSA ALLE BANCHE, TOCCA AI CAMERATI’ – ‘GRILLO? DICE QUELLO CHE DICEVAMO NOI NEI ‘50-‘60, SOLO CHE A NOI NON CI ASCOLTAVANO’

Andrea Scanzi per "Il Fatto Quotidiano"

Er Caccola è ancora in tournée. Stefano Delle Chiaie, 77 anni, presenta ancora il suo libro e le sue verità, L'aquila e il condor. Su e giù per l'Italia. "Racconto una vicenda politica da cui ormai sono distante. Contestarmi è un fenomeno sciocco. Sul mio conto non dovrebbero esserci dubbi".

Piazza Fontana, strage di Bologna, Borghese, Franco, Pinochet, Italicus. Come diceva Andrea Barbato: "Lei è un imputato particolare. O è un colpevole molto fortunato, o è un innocente molto sfortunato".
Sono stato assolto da tutto e l'accusa di stragismo mi ha segnato profondamente. Mai avuto rapporti con i servizi segreti. Le stragi sono un'idea lontana dalla mia mente. Mi hanno massacrato.

Un martire. Pure lei.
Queste conversazioni sono inutili. Lei, come tanti, è cresciuto con idee sganciate dal vero e non cambierà mai idea. Vivo in un deserto politico, frequento pochi amici che la pensano come me. Credevo in un mondo più serio. Ho agito non per i miei interessi, ma per il bene del mio paese.

Su Facebook le dedicano gruppi estasiati.
Molti camerati mi hanno assicurato profondo affetto, difendendomi dalle ingiurie subite. Sono legato a loro spiritualmente, anche se ho fatto un passo indietro. L'Italia è sottomessa alle banche, alla finanza, ai poteri forti. Ora tocca a loro.

Loro chi? A destra c'è il nulla.
Io non sono di destra, ma nazional-rivoluzionario.

Sognava una destra estrema e adesso si ritrova Alfano. Un successone.
Di Alfano non me ne frega niente , è irrilevante e non mi riguarda.

Berlusconi?
Ripeto, non me ne frega niente.

Renzi?
È uguale ai ragazzi del Msi che frequentavo negli anni Cinquanta. Dicevano tutto e il contrario di tutto, per piacere e compiacere. Come Renzi. Quando mi capita di vederlo in tivù, so già in anticipo cosa risponderà.

Grillo?
Dice quello che dicevamo noi nei ‘50-‘60, solo che a noi non ci ascoltavano. Eravamo ghettizzati in un campo di concentramento ideologico. A Grillo invece lo votano: incarna la protesta, ma non ha alcuna visione politica. Gli manca la prospettiva, la sintesi ideologica.

Che lei invece aveva. Per esempio idolatrando Junio Valerio Borghese.
Un punto di riferimento assoluto. Su di lui hanno scritto cose terribili, basandosi su chiacchiere di personaggi da salotto del tutto contrarie alla verità.

Le atrocità compiute dalla Decima Mas sono un'invenzione? Il golpe fu chiacchiera da salotto?
Gli eventi storici vanno contestualizzati. Borghese non era un criminale, ma una figura di grande acume e cultura. Un esempio.

Come Pinochet, altro suo vecchio amico.
Pinochet è stato un elemento valido, molto valido. Una grande novità politica, ingiustamente semplificata in Europa come figura filo-americana. Purtroppo dal ‘77 ha preso una strada diversa da quella originaria e mi sono staccato da lui.

Pinochet la coinvolse nell'Operazione Condor per l'azzeramento dei dissidenti?
Ha letto libri sbagliati.

Ha nostalgia della latitanza in Sudamerica?
Lo vede? Già sbaglia a definirla "latitanza". Ero all'estero perché l'Italia non mi permetteva di essere libero. In Sudamerica ho aiutato i poveri e gli ultimi. Ho fatto del bene. Poi in Italia mi hanno trattato da assassino.

Nel suo libro dà la sensazione di raccontare verità parziali.
Lei è prevenuto. Nei miei confronti è stata costantemente travisata la verità. Durante il processo di Piazza Fontana, tra una velina e l'altra, a un certo punto l'unico imputato ero diventato io: prima falsa testimonianza, poi stragismo. Una grande amarezza. Essere ritenuto l'assassino di tanti innocenti è poco piacevole.

Chi è stato Benito Mussolini?
Un grande uomo. Grandissimo. Il collante del paese, capace di tenere insieme tutte quelle contraddizioni poi esplose dal ‘45 in poi. Il fascismo purtroppo non è ripetibile, inutile quindi avere un approccio sentimentale e nostalgico. Una dittatura simile non tornerà.

Che sfortuna.
Di Mussolini mi ha sempre attratto il forte principio di libertà. Nei Sessanta però non si poteva dire, perché eravamo relegati nel solito campo di concentramento ideologico. Trattati da criminali. Allucinante.

È allucinante anche non condannare i campi di concentramento. Quelli veri.

Non c'erano solo quelli nazisti. Perché non parlate mai di quelli stalinisti, di quelli del socialismo reale? I campi di concentramento non erano piacevoli, ma vanno inseriti nel contesto di quel particolare periodo storico.

"Non erano piacevoli"? È stato un Olocausto.
Lei deve contestualizzare. Arrivederci.

 

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