C’ERAVAMO TANTO ODIATI – VI RICORDATE GRILLO CHE SI ABBATTEVA SULL’“EBETINO DI FIRENZE” E FAMIGLIA E ASFALTAVA MARIA ETRURIA? PER LA NARRAZIONE DEI 5 STELLE E PER GLI SFOGHI DI GRILLO, RENZI ERA “IL BOMBA”, “IL WANNA MARCHI DELLE ISTITUZIONI”, “IL VENDITORE DI PENTOLE”, “IL CODARDO”, PER CITARE SOLO GLI EPITETI PIÙ GENTILI – CERTO MATTEUCCIO NON LA MANDAVA A DIRE: “M5S? L'ARCA DI NOÈ DI TRUFFATORI, SCROCCONI, RICICLATI E MASSONI” – AH, IL PASSATO…

Mauro Evangelisti per "www.ilmessaggero.it"

 

RENZI MARINO GRILLO

Il nemico su cui il Movimento 5 Stelle ha costruito la sua crescita negli anni la sua crescita si è chiamato Matteo Renzi, chiamato da Grillo, con quell'aggressività che è un po' la specialità della casa «ebetino di Firenze».

 

grillo su renzi ebolino

E tale era la forza propulsiva dell'odio grillino da coinvolgere anche i genitori: dal padre di Renzi per l'inchiesta Consip, al padre della super renziana Maria Elena Boschi per la storia di Banca Etruria. E i renziani? Beh, anche loro hanno speso gran parte della loro vita sui social e in tv ad additare il pericolo 5 Stelle.

 

RENZI E GRILLO BARBIERE

Un giorno Matteo Renzi spiegò di fronte alla prospettiva, poi divenuta realtà, dei grillini al governo: «Da padre sono preoccupato che vada a gestire la politica estera chi ha dei dubbi sull'allunaggio e dice che il Venezuela deve fare la mediazione in Libia. Una deputata ha detto che esistono le sirene... e non quelle delle ambulanze».

 

Su Roma, per dire, il turborenziano Luciano Nobili è sempre stato iperattivo nell'additare gli errori della sindaca Virginia Raggi. Sintesi: se c'era uno colpo di scena che appariva irrealistico, frutto delle idee bislacche di uno sceneggiatore a corto di idee, il padre di tutti i salti dello squalo, era quello del dialogo tra grillini e renziani.

MEME SULLA TRASMISSIONE DI RENZI SU FIRENZE

 

LONTANANZA

Alcuni flash dal passato: nella scorsa legislatura Enrico Cappelleti, capogruppo M5S al Senato: «Gli italiani devono aver paura di Renzi, dell'emergenza e l'insicurezza continua a cui ha esposto il Paese». Per la narrazione dei 5 Stelle e per gli sfoghi di Grillo, Matteo Renzi è «il bomba», «il Wanna Marchi delle istituzioni», «venditore di pentole», «codardo», per citare solo gli epiteti più gentili.

renzi come lubitz di germanwings by grillo

 

Nei vari meme viene presentato vestito come Pinocchio, per dire. Al contrario, anche prima dell'alleanza giallo-verde, mai furono riservati attacchi così violenti a Salvini. Il cattivo delle storia era l'altro Matteo, era il Pd. E le campagne sui social sono state tutte contro di lui, a partire dalla storia dell'Airbus 340 che doveva servire per i viaggi ufficiali dei rappresentanti delle istituzioni.

 

E su questo Renzi ha contrattaccato, parlando di «clamorosa buffonata dell'Air Force Renzi», di «campagna d'odio». In più occasioni ha ribadito: «Non ho valori comuni con i Cinque Stelle».

 

E quando Franceschini aveva fatto una timida apertura, la contraerea dei renziani era stata spietata. Su Twitter andava fortissimo l'hashtag senza di me ogni qual volta rimbalzava l'ipotesi di un'intesa dei dem guidati da Zingaretti con i 5 Stelle.

 

 Giachetti disse: «In caso di alleanza con M5S lascerei il Pd». Sempre Renzi: «I 5 Stelle ci fanno la morale, dicono che abbiamo gli impresentabili, ma se guardiamo la storia dei rimborsi sono diventati l'Arca di Noè di truffatori, scrocconi, riciclati e massoni». Renziani e grillini si sono insultati per anni. Quando uscirono i servizi tv su lavoro nero che vedeva protagonista papà Di Maio, i renziani vendicarono con gli interessi le accuse ai padri di Renzi e Boschi. 

scherzi a parte grillo renzi letta

 

Di Battista, dal Sud America, sbottò non proprio signorilmente: «Hanno la faccia come il culo». Ci sono state querele, come quando la super renziana Morani denunciò un deputato grillino per una frase volgare. E avanti di questo passo. Prima del salto dello squalo.

 

renzi in versione regina elisabetta ritwittato da grillo renzi con andreotti e buttiglione ritwittato da beppe grillo IL MEME SULLE PROMESSE ELETTORALI DI RENZImatteo renzi meme socialisti gaudentiIL MEME DI OSHO SU RENZI DOPO LA VITTORIA DI ZINGARETTI ALLE PRIMARIEGRILLO RITWITTA IMMAGINI SU BERLUSCONI E RENZI GRILLO RITWITTA IMMAGINI SU BERLUSCONI E RENZI GRILLO RITWITTA IL FOTOMONTAGGIO VECCHIOTTO DI RENZI E BERLUSCONI FUSI INSIEME fotomontaggio su renzi ritwittato da grillo

 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)