vladimir putin

RUSSIA DIS-UNITA – IL PARTITO DI PUTIN SPROFONDA NEI SONDAGGI: “RUSSIA UNITA” HA IL 32% DELLE INTENZIONI DI VOTO (3 ANNI FA ERANO IL 54) –  ZIO VLAD PROVA A SCUOTERE I DIRIGENTI: “SIATE VICINI ALLA GENTE COMUNE” – L’ECONOMIA DEL PAESE È UN DISASTRO, I REDDITI REALI SONO IN DISCESA MA NESSUNO DÀ LA COLPA A PUTIN, CHE NON SI SPORCA LE MANI E MANTIENE LE DISTANZE DAL GOVERNO…

Da “la Stampa”

 

vladimir putin con dmitry medvedev al congresso di russia unita 2

Vladimir Putin prova a risollevare le sorti del suo partito in vista delle elezioni parlamentari del 2021 e per farlo chiede ai suoi di essere vicini alla gente comune. Ovvero agli elettori. Le difficoltà economiche e l' aumento dell' età pensionabile hanno fatto sprofondare la popolarità di Russia Unita al livello più basso degli ultimi 13 anni.

 

vladimir putin al congresso di russia unita 1

Ora il leader del Cremlino ha deciso di metterci la faccia e ieri è intervenuto al Congresso annuale della sua creatura politica. Ha chiesto ai membri del partito di «rispondere ai problemi della gente», ma anche di essere più responsabili e di intervenire autonomamente per risolvere le «questioni scottanti», come gli ospedali in cattive condizioni o le scuole a corto di personale. Putin parlava a 2.000 funzionari di partito riuniti in una sala del parco Vdnkh di Mosca, ma di fatto si rivolgeva a tutti i russi recitando ancora una volta la parte del «buon sovrano».

vladimir putin agente del kgb

 

vladimir putin

La Russia è in ascesa sullo scacchiere internazionale, ma sul fronte economico è un gigante dai piedi d' argilla. I redditi reali sono in calo e quasi una famiglia su due può permettersi solo cibo e indumenti. Putin sa di dover migliorare questa situazione se non vuole uscire sconfitto dalle elezioni politiche «di immensa importanza» in programma tra un paio d' anni. E così ha chiesto ai membri di Russia Unita di «sollevare le questioni scottanti senza aspettare l' ennesima Linea Diretta», ovvero la sperimentata maratona tv in cui lui risponde alle domande dei cittadini russi indossando le vesti di padre della patria.

vladimir putin con dmitry medvedev al congresso di russia unita

 

vladimir putin donald trump

Il punto però è proprio questo. Vladimir Putin è il leader del Paese e Russia Unita è un partito costruito attorno a lui. Non è indipendente, non ha autonomia. Serve però a fare da parafulmine al presidente russo quando le cose non vanno bene o sono necessarie riforme poco gradite.

Putin ordina, fissa i traguardi.

 

vladimir putin al congresso di russia unita 3il rapporto del kgb su vladimir putin

Nel maggio del 2018, fresco di trionfo elettorale alle presidenziali, ha annunciato gli obiettivi per i successivi sei anni da capo dello Stato: l' ingresso della Russia nella top 5 dell' economia mondiale, l' aumento della speranza di vita da 72,5 a 78 anni, l' innalzamento del reddito reale dei cittadini. Poi spetta al governo eseguire. Agli occhi dell' opinione pubblica, gli insuccessi e le manovre impopolari ricadono così principalmente sul partito Russia Unita e su Dmitry Medvedev, il fedelissimo di Putin che guida l' esecutivo.

vladimir putin

 

vladimir putin al congresso di russia unita

Il presidente russo non si sporca le mani e mantiene prudentemente le distanze dal suo stesso partito, di cui formalmente il capo è proprio Medvedev. Anche il sostegno a Putin si è ridotto in questi anni di vacche magre. Nel 2014, dopo l' annessione della Crimea, era alle stelle e sfiorava il 90%. All' inizio di quest' anno era sceso al 64%, ma ora sta risalendo e un recente sondaggio lo dà attorno al 70%.

 

Vladimir Putin da giovane alle prese con l'amica Elena

Il partito parafulmine Russia Unita è invece messo davvero male: ha il 32% delle intenzioni di voto, un gran balzo all' indietro rispetto al 54% conquistato alle elezioni del 2016. Indebolito dalla stagnazione economica e dalle massicce proteste dell' estate, alle elezioni locali di settembre ha perso un terzo dei seggi al Consiglio comunale di Mosca. Ora Putin vuole una sterzata.

VLADIMIR PUTINVLADIMIR PUTINvladimir putinVLADIMIR PUTINVLADIMIR PUTIN

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)