zaia giorgetti fedriga salvini

SALVINI NON VUOLE DIVENTARE IL CAPRONE ESPIATORIO DELLA LEGA – LA STRATEGIA DEL “CAPITONE”: CREARE UNA SORTA DI SEGRETERIA POLITICA RISTRETTA CON I “GOVERNISTI” ZAIA-FEDRIGA E GIORGETTI. L’OBIETTIVO È TENERLI BUONI, CERTO, MA SOPRATTUTTO CONDIVIDERE CON LORO LE RESPONSABILITÀ DELLA PROBABILE DISFATTA ELETTORALE ALLE POLITICHE DEL 2023…

Paolo Bracalini per “il Giornale”

 

matteo salvini 3

Nella Lega parlano di una «normale riunione», niente più di quanto già fatto nei mesi scorsi. Ma è chiaro che dopo le sconfitte alle Amministrative (soprattutto al Nord, in particolare in Veneto) e le tensioni degli ultimi mesi l'incontro in programma lunedì a Milano assume significati ulteriori.

 

Specie se ad essere convocati sono Giancarlo Giorgetti, punto di riferimento dei «malpancisti» della Lega, e poi i tre governatori Zaia, Fedriga e Fontana. Non si tratta di una convocazione speciale, con un ordine del giorno apposito. Ma certamente si parlerà anche della situazione del partito.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

Dal quartier generale spiegano che nella riunione si farà semplicemente «il punto della situazione» e si preparerà il lavoro dei prossimi mesi: c'è Pontida a settembre, entro fine anno si decide su quota 102, poi c'è il tema sbarchi e altri fronti aperti nella maggioranza. «Salvini vorrà condividere la responsabilità delle scelte e l'onere di sostenerle pubblicamente», spiegano dalla Lega.

 

Quello che proprio non vogliono sentir dire è che si tratti di un «commissariamento» di Salvini da parte dell'ala governista. La versione più plausibile è una via di mezzo. Il leader della Lega ha capito che molti big della Lega gli imputano l'errore di decidere troppo da solo, o - peggio ancora - su input del suo «cerchio magico» o di improvvisati consiglieri che con la Lega non hanno nulla a che fare (l'ultimo di questi personaggi è Antonio Capuano, l'organizzatore del viaggio mai fatto a Mosca, costato in compenso a Salvini un mare di problemi e di polemiche).

 

antonio capuano 2

Pertanto il leader ha concordato la creazione di una sorta di segreteria politica ristretta, con i governatori e con Giorgetti, per definire insieme la linea della Lega nei prossimi mesi, quelli cruciali, verso la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche. Per evitare che il partito si muova in modo coordinato e che il Capitano non prenda decisioni in solitaria, come è accaduto - con effetti a volte boomerang, vedi la questione russa e prima ancora la linea ambigua sui vaccini e green pass - nei mesi scorsi.

MATTEO SALVINI FABRIZIO CECCHETTI ATTILIO FONTANA GIANCARLO GIORGETTI

 

Anche perché il partito ribolle, in particolare in Veneto, dove le batoste di Padova e Verona pesano tonnellate (e l'anno prossimo si vota a Treviso e Vicenza). Che la direzione della Lega vada ricalibrata più sul nord che sulla Russia lo dice apertamente Luca Zaia: «Credo che un partito debba essere identitario, costruire la propria fisionomia con gli anni e con le scelte. Credo che quando passerà l'autonomia sarà un fatto che cambierà la storia» dice al Corriere, ricordando un tema - l'autonomia - molto sentito dall'elettorato leghista al nord, ma messo in secondo piano dalla Lega di Salvini.

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Lunedì prossimo il commissario regionale della Lega Alberto Stefani potrebbe convocare il direttivo veneto, mentre una voce molto ascoltata come quella dell'assessore veneto Roberto Marcato gira il coltello nella piaga: «Dobbiamo condividere un ragionamento che ci consenta di non rifare gli stessi errori, rimettere in corsa la Lega e il centrodestra». Serve un'assemblea generale, chiedono i leghisti veneti. Ce n'è da parlare lunedì in via Bellerio.

matteo salvini referendum sulla giustizia 1 COMIZIO DI MATTEO SALVINI A GORIZIA CON MASSIMILIANO FEDRIGA matteo salvini al seggio per i referendum sulla giustizia OSCAR DE PELLEGRIN LUCA ZAIA MATTEO SALVINI matteo salvini 4

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)