xi jinping papa francesco bergoglio

NELLO SCONTRO TRA USA E CINA, IL VATICANO DOVE SI COLLOCA? - PECHINO FA PRESSIONI SUL PAPA AFFINCHE' ROMPA LE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON TAIWAN MA ALLA SANTA SEDE NON HANNO L'ANELLO AL NASO: "ABBIAMO SEMPRE RISPOSTO CHE PRIMA LA CINA DEVE PERMETTERCI DI APRIRE UNA NUNZIATURA APOSTOLICA NELLA CAPITALE. SOLO A QUEL PUNTO POTREMO RIVEDERE I NOSTRI RAPPORTI COL GOVERNO DI TAIPEI. SICCOME QUEL PASSO NON È MAI STATO FATTO, LE COSE RIMANGONO COM' ERANO" - I RAPPORTI CON IL CATTOLICO BIDEN E I CONFLITTI SU ABORTO E DONAZIONI 

caccia cinesi sopra taiwan

Massimo Franco per il "Corriere della Sera"

 

«La Cina vorrebbe che rompessimo le relazioni diplomatiche con Taiwan, promettendo in cambio di inaugurare quelle con noi. Ma abbiamo sempre risposto che prima Pechino deve permetterci di aprire una nunziatura apostolica nella capitale. Solo a quel punto potremo rivedere i nostri rapporti col governo di Taipei. Siccome quel passo non è mai stato fatto, le cose rimangono com' erano. E speriamo che la situazione non peggiori».

Soldati di Taiwan

 

È la prima volta che dai piani alti della diplomazia della Santa Sede si inquadra con chiarezza la questione dei rapporti sino-vaticani e con Taiwan. E l'anonimato non toglie peso né autorevolezza a quanto filtra. Anche perché esce da quelle stanze felpate in un momento particolare. La tensione tra Cina e Usa lievita. E la Roma papale, insieme con Taiwan, si ritrova di nuovo tra due fuochi, per ora fortunatamente solo virtuali. Il tentativo è di resistere a pressioni che arrivano, oltre che da Pechino, dagli Stati Uniti affinché compia una scelta di campo: che per ora, però, non ci sarà.

 

JOE BIDEN PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

La speranza che le cose migliorino è più traballante di tre anni fa, quando i negoziatori di papa Francesco e del presidente Xi Jinping stipularono un accordo temporaneo e segreto per concordare la nomina dei vescovi in Cina: un'intesa asimmetrica, ma voluta dal pontefice per evitare «uno scisma di fatto, perché Pechino avrebbe nominato vescovi fedeli al regime», si spiega, «schiacciando ancora di più la Chiesa cattolica "sotterranea" fedele a Roma».

 

Si tratta di una minoranza di poco più di dieci milioni di fedeli, secondo calcoli per difetto, in un Paese che ha un miliardo e 400 milioni di abitanti. Ma è simbolica e strategica per un cattolicesimo che emerge da decenni di persecuzioni. La motivazione vera di una mossa che continua a provocare strascichi polemici è stata dunque l'esigenza di prevenire uno scisma, e viene rivendicata tuttora come il male minore.

JOE BIDEN XI JINPING

 

Ma negli ultimi due anni la distensione ha subito un colpo d'arresto, anche per gli sviluppi della situazione internazionale. Una potenza asiatica aggressiva e decisa a espandersi in quella che considera la sua sfera di influenza sta dando segnali di nervosismo. E gli Stati uniti sembrano decisi a arginare le sue mire, accerchiando Pechino con una serie di alleanze regionali.

JOE BIDEN XI JINPING

 

Per il Vaticano, è la tipica situazione nella quale il soft power , l'unico a sua disposizione, rivela tutti i limiti. E l'inclinazione al dialogo si scontra con la richiesta dei suoi interlocutori di decidere da che parte stare: anche se i collaboratori del Papa ricordano che la Santa Sede per tradizione storica tende a non rompere mai le relazioni diplomatiche. Gli analisti vaticani stanno seguendo da mesi l'escalation militare cinese.

 

JOE BIDEN PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

I loro resoconti registrano «passi pericolosi» verso una Guerra fredda con l'Occidente che metterebbe a rischio anche l'indipendenza dell'isola di Taiwan: una sorta di «provincia separata» dal 1949, quando si stabilirono lì i nemici del regime comunista di Mao Zedong. Da mesi, la minaccia di una «ricongiunzione» con la «madrepatria» si sta aggravando. E sovraespone una Santa Sede che continua a essere l'unico Stato occidentale ad avere mantenuto i rapporti con un governo filo-occidentale che Pechino cerca di ostracizzare a livello mondiale, come premessa per normalizzare quell'anomalia con le buone o con le cattive.

 

cina taiwan

Le altre nazioni che mantengono rapporti diplomatici con la democrazia di Taipei sono appena 15, con un peso geopolitico irrisorio: più che dimezzate rispetto alle 32 del 2000, grazie a un'operazione di lobbismo scientifico, teso a isolare quella che un tempo si chiamava Formosa, a soli 180 chilometri di mare dalla Cina comunista. L'assertività del regime va di pari passo con un'accentuazione del controllo da parte del Partito comunista. Le difficoltà economiche fanno temere un riflesso nazionalista e il tentativo del regime di Pechino di scaricare le tensioni all'esterno, su un «nemico».

 

Si tratta di un terreno scivoloso, che incrocia le perplessità statunitensi sull'accordo Vaticano-Cina. Tra meno di una settimana, il presidente Usa, Joe Biden, incontrerà per la prima volta da eletto papa Francesco. L'aveva visto da vice di Barack Obama alla fine del 2015, a Filadelfia. I rapporti con la superpotenza asiatica rimarranno come sottofondo di una conversazione che si preannuncia cordiale, amichevole e insieme potenzialmente spinosa.

JOE HUNTER BIDEN JOSE MARIO BERGOGLIO PAPA FRANCESCO

 

E non solo perché il capo della Casa Bianca ha appena dichiarato che gli Usa difenderanno Taiwan anche militarmente da un attacco cinese. Biden, dopo John Kennedy, è il secondo presidente cattolico americano. E rivendica la sua fede religiosa, al contrario di un Kennedy timoroso delle reazioni protestanti. Ma su temi come l'aborto, definito di nuovo «un omicidio» appena qualche giorno fa dal pontefice argentino, le distanze sono vistose.

 

cina taiwan

E nell'ultimo anno è affiorato un altro tema divisivo. «Dai vescovi statunitensi, ma anche da molti episcopati latinoamericani ci arrivano segnali preoccupati per il modo in cui l'Amministrazione Biden gestisce il problema dell'immigrazione», avvertono gli uomini più vicini a Francesco. «Donald Trump aveva un atteggiamento più muscolare e plateale contro quanti cercano di entrare in America dal Sud. Ma alla fine, l'ostilità e la durezza verso gli immigrati sono abbastanza simili tra lui e Biden».

 

Si tratta di una questione alla quale il papa è sensibilissimo, e che divide l'opinione pubblica sia in Europa, sia negli Usa. Riporta in auge l'adagio secondo il quale «per la Santa Sede è meglio trattare con presidenti americani non cattolici». A rendere più inquieti Vaticano ed episcopato degli Stati uniti, da sempre in trincea contro il cosiddetto «relativismo etico», si aggiunge una Chiesa in forte difficoltà.

parata dell esercito cinese

 

Diminuiscono i contributi finanziari dei benefattori americani, per colpa degli scandali e dell'onda lunga dei casi di pedofilia. Ma soprattutto, «ci stiamo rendendo conto che la secolarizzazione dell'Occidente va avanti dovunque: anche in un'America che ritenevamo in grado di resistere a questa deriva culturale», osserva un alto esponente vaticano.

 

Il timore, in prospettiva, è quello di «un cattolicesimo sempre più di minoranza. Aggrappato ai suoi valori, deciso a testimoniarli. Ma a rischio di diventare una fede di élite. D'altronde, l'idea di assecondare i segni dei tempi si sta rivelando suicida. L'hanno seguita le confessioni protestanti, e si ritrovano in una situazione peggiore della nostra».

Ultimi Dagoreport

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?