1. “SI VOTERÀ ENTRO LA PRIMA SETTIMANA DI NOVEMBRE CON MARINA BERLUSCONI NEL SIMBOLO E IL PADRE MATTATORE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE CHE CAVALCHERÀ I TEMI DELLA GIUSTIZIA PENALE, MA SOPRATTUTTO FISCALE. LA MACCHINA ORGANIZZATIVA DEL PDL È GIÀ PARTITA E FRA QUALCHE GIORNO SARÀ VISIBILE IN TUTTA ITALIA” 2. COSÌ BISIGNANI IL METAMORFICO: IERI A PORTO CERVO CON BRIATORE, OGGI A CAPALBIO, DOMANI AD ASIAGO, DA DESTRA A SINISTRA ARRIVANDO AL CENTRO, ALLEGRAMENTE 3. PREVISIONI DI EPIFANI(A) PER IL PD: “IN VIA DI IMPLOSIONE, NON RIESCONO NEANCHE A METTERSI D’ACCORDO SULLE PRIMARIE” E PER IL GOVERNINO LETTA SEMPRE PIU’ PARALIZZATO 4. BERLUSCONI: “MI SEMBRA CHIUSO IN UNA VOLIERA TRA FALCHI E COLOMBE, MI AUGURO CHE SI LIBERI” PERCHÉ NAPOLITANO NON LO FARÀ AL SUO POSTO: “NON HA LA BACCHETTA MAGICA”

1. BISIGNANI: "ALLE URNE A NOVEMBRE E LA LEADER DEL CENTRODESTRA SARÀ MARINA"
Repubblica.it

«Si voterà entro la prima settimana di novembre con Marina Berlusconi nel simbolo e il padre mattatore della campagna elettorale che cavalcherà i temi della giustizia penale, ma soprattutto fiscale». La previsione è di Luigi Bisignani, impegnato ieri sera nella presentazione del suo libro a Porto Cervo con Flavio Briatore. «La macchina organizzativa del Pdl - ha detto Bisignani - è già partita e fra qualche giorno sarà visibile in tutta Italia. La parola d'ordine è infatti quella di non far cadere il livello di emozione e di attenzione dopo la sentenza della Cassazione».

2. DAGOREPORT
Per il compleanno itinerante del caro amico Gigi, a Porto Cervo, solo uomini di chiesa. La cattedrale di un potere che contò qualcosa e che oggi, all'oracolo Bisignani, abbronzato, ringiovanito, felice di sorridere e firmare copie del suo libro stravenduto, chiede un atto di fede.

Sapere se domani, passata la bufera e con il "capo" in ceppi, si potrà ancora esistere. Paolo Cirino Pomicino e Lucia, Franco Carraro e Sandra, Maria Monsè, il Principe Giovannelli e Rocco Crimi, Marta Marzotto e Flavio Briatore che con sfacciate babbucce rosse, maglietta nera, abbronzatura color mattone ed eloquio oracolare, accompagna l'uomo che sussurra ai potenti e il suo "semibiografo" Paolo Madron, platealmente stravolto: "Gigi non si ferma più, sono preoccupato" in un giro d'Italia che non conosce longitudine.

Del passaggio dalla clausura alla sovraesposizione, Bisignani sembra essersi giovato. Oggi - vedi il pezzo di "Repubblica" sopra riportato - non viene più pittato con il ritornello di "piduista", "faccendiere spregiudicato", "lobbista pregiudicato", etc. (rimane solo "Il Fatto"). Un ritorno ai tempi dell'Ansa. Agli anni belli in cui per ottenere informazioni si poteva mettere il proprio profilo in gioco e farsi fotografare dietro una scrivania. Un recupero dell'identità tenuta volutamente nell'ombra, arrivato fuori tempo massimo, ma senza apparenti contraccolpi.

Bisi si diverte: "Io e Madron siamo due escort letterarie", ma a tanto brio, nello spazio Harrod's, con i turisti che passano e scattano incuriositi per l'irritazione di Briatore che si copre il volto mentre i flash arrivano da terra e da mare e i russi palestrati con la maglietta de "Il padrino" passeggiano a petto in fuori, corrisponde una relativa allegria.

Si respira il clima della kermesse agostana. Della sagra di paese. Di lusso e quindi, ancor più strapaesana. Dell'occasione mancata. Dell'usa e getta. Per esserci, la gente c'è. Ma dalla rapida corsa gnam-gnam per assaltare il buffet a fine presentazione e dalla completa assenza o quasi di domande (se si eccettua la sfrenata logorrea della Contessa Marzotto, scatenata e forse delusa di non poter sedere a fianco del terzetto), si evince la generale inconsapevolezza.

La mancanza di curiosità. Il desolante latitare di qualsiasi memoria storica. Presente, presente e ancora presente. Un presente vissuto con angoscia e interrogato da baldi settantenni, manifesti viventi del passato, responsabili attivi (anche se tutti fanno finta di niente e si abbracciano commossi di ritrovarsi) dello stato dell'arte.

Davanti a loro, sulle comode sedie in velluto gentilmente messe a disposizione del padrone di casa (Elisabetta Gregoraci assiste nelle ultime file), le signore ingioiellate non hanno invece la minima idea di chi abbiano di fronte. Un signore cresciuto alla sapiente scuola di Andreotti che per 20 anni ha visto, cresciuto e consigliato in tolda di comando, con spregiudicatezza e discrezione propria del potere che incide davvero, parvenu e vecchi lupi a proprio agio nella metamorfosi.

Nel passaggio tra Prima e Seconda Repubblica, Bisignani c'era. Nel travaglio senza lieti eventi della terza, anche. Non solo in veste di uditore. E potrebbe raccontare. Segreti e misteri, tradimenti e compromessi, occasioni mancate e tracce utili a risalire ai molti tesori (a iniziare dalla maxi-tangente Enimont) inabissati sul fondo di un Paese che il fondo (qui la convergenza sul punto è trasversale) l'ha toccato da un pezzo.

Potrebbe. Ma nessuno glielo chiede. Potrebbe, ma visto il contesto, pensa, non ne vale la pena. Così Bisignani il metamorfico (ieri a Porto Cervo, domani a Capalbio, dopodomani ad Asiago, da destra a sinistra arrivando al centro, allegramente) si limita a un abile lavoro di ironia. Con le marce basse. Distribuendo ricordi, omaggi e bastonate che strappano un sorriso, ma non fanno male né svelano ciò che è ignoto.

Fotografie virate seppia di un Cossiga stravolto dall'affaire Moro: "Tra pochi giorni saranno tre anni dalla sua scomparsa, mi volle vicino a sé, qui in Sardegna, nei giorni successivi al sequestro del leader Dc. Con la psiorasi, il turbamento dipinto sul volto e i capelli bianchi che spuntavano ogni giorno".

Previsioni di morte certa per il Pd: "In via di implosione, non riescono neanche a mettersi d'accordo sulle primarie" e per il governo Letta: "Rimanda ogni settimana i provvedimenti da adottare". Metafore aviarie su Berlusconi: "La sua situazione dopo la condanna in Cassazione è molto complessa, mi sembra chiuso in una voliera tra falchi e colombe, mi auguro che si liberi" perché Napolitano -è il ragionamento- non lo farà al suo posto: "Non ha la bacchetta magica".

L'aria, Briatore come è ovvio contribuisce con zelo, è platealmente filo berlusconiana. Si rimpiangono i mancati eredi: "I delfini che ha assoldato si sono dimostrati sardine" dice Flavio. E poi, avventurandosi nei sentieri della fede rincara: "Ci sono governi che non hanno fatto niente, questa è una roba che dobbiamo capire...abbiamo avuto Berlusconi al governo per vent'anni e se a risolvere i problemi non è riuscito lui che è un fuoriclasse, vuol dire che la situazione è disperata".

Si discute di successione feudale con linguaggio da spottone: "Berlusconi è un brand e Marina è intelligente, ma non so se gli voglia subentrare". E di Costituzioni da stravolgere con la stessa leggerezza con cui le dame di compagnia agitano il flute di champagne: "La cosa stranissima è che nessuno la vuole cambiare". Bisignani parla di paradossi: "Se Berlusconi dovesse decadere ci troveremmo con l'intera ala destra del Parlamento in carica solo grazie a lui" e Madron cerca di fare il giornalista, ma il clima è ostile al ragionamento. Meglio abbandonarsi al domani.

Ai lazzi di Sir Flavio che non dice "culo" ma si fa capire: "Sono stato via quattro giorni. Meno di una settimana fa sembravamo sull'orlo dell'abisso, oggi in Italia va tutto bene, qui ci prendono per il sedere". Alle vendette semantiche di Bisi: "Monti sembrava la madonna di Pompei, tutti i salmi, quasi tutti diciamo, finiscono in gloria". Allo scontro futuro tra Renzi e madame Berlusconi: "Sarebbe una bella sfida" dice Bisi "anche se mi auguro che Berlusconi non vada ai domiciliari né ai servizi sociali. Silvio, che pure ha molte qualità, ha commesso un errore. Gli piace essere presidente del consiglio, ma non gli piace fare il presidente del consiglio. Il lavoro parlamentare lo annoiava".

Ai consigli di Briatore, ancora rivolti all'amico sindaco di Firenze: "Se non sta attento, i marpioni come Epifani lo divoreranno" e ai noti giudizi sui politici attuali: "Miracolati" . Ai mali della globalizzazione (ancora Briatore). Alla vessazione tassatoria. (Coro polifonico). Alle dichiarazioni di voto. Bisi si astiene. Flavio si espone: "Voterei per Berlusconi".

Chissà perché, negli occhi dei presenti, non balena nessuna sorpresa. Al termine della corvée, Bisignani firma copie. Un bambino passa oltre le transenne. Si ferma. Domanda: "Mamma, perché lo riprendono? Non l'ho mai visto in tv". I genitori si mettono a far da sfondo e a luci spente, lo portano via in fretta: "Se lo riprendono un motivo c'è, corriamo a casa, magari facciamo in tempo a rivederci al tg". Porto Cervo, Italia, estate 2013. Il Billionaire è dentro di noi.

 

locandina portocervobisignani ponza ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA LUIGI BISIGNANI FOTO LA PRESSE Luigi Bisignani con Giulio Andreotti and06 luigi bisignani livia giulio andreottiGIULIANO FERRARA E ANDREOTTI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BISIGNANI NELL OTTANTOTTO 5m37 sguardo briatore lele mora marta marzotto3ms14 briatore marzottodc15 pomicino andreottifrancesca pascale e marina berlusconiRenzi epifani

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…